Calcio italiano: numeri impietosi, urgono cambiamenti

san siroAlla luce del nuovo fair play finanziario, il modello di business del calcio italiano deve cambiare: a partire dagli stadi, dai loro progetti e dalle loro strutture. Nella classifica stilata da Deloitte le squadre italiane, infatti, non brillano per fatturato. La prima squadra italiana, il Milan, con un fatturato pari a 256,9 mln di euro, si piazza all’ottavo posto lontanissima dalle prime: dal Real Madrid, con un fatturato pari a 512,6 mln, dal Barcellona (483 mln) e dal Manchester (395,9 mln). Tutte squadre, queste, che hanno adottato un modello di business considerato come all’avanguardia, con stadi ultra moderni, che permettono un importante introito.

Infatti, come risulta dall’indagine di Deloitte, i recavi legati agli ingressi allo stadio delle 5 prime squadre italiane (Milan, Inter, Juve, Roma e Napoli) sono pari alla prima squadra spagnola, il Real Madrid. Complessivamente i 5 club italiani hanno guadagnato dagli stadi 128,1 milioni di euro nella stagione 2011-12, mentre il solo Real Madrid ne ricava 126,2. Per quanto riguarda i diritti televisivi il Milan, la prima in classifica in Italia, ha guadagnato 126,3 mln di euro contro 199,2 mln per i blugrana nel 2011-12. Un problema, questo, sottolineato anche nell’ultimo rapporto dell’Eurispes da cui emerge come nel biennio 2010-2011 gli introiti siano calati del 2,3%.

Le cause piu’ probabili del calo degli spettatori, spiega l’Eurispes, sono dovute alle “limitazioni derivate dall’introduzione della tessera del tifoso e la minore disponibilita’ economica generata dalla crisi“. Inoltre, cio’ che emerge dal rapporto e’ “la scarsa diversificazione dei ricavi“. Il sistema, rileva, “e’ troppo dipendente dai diritti audiovisivi, e il costo del personale che assorbe la quasi totalita’ degli stessi, sono i principali squilibri che caratterizzano la situazione del calcio italiano professionistico“.

Infine, dal report emerge un’immagine del calcio italiano in cui “l’attuale modello di business e’ tuttora difficilmente sostenibile e poco competitivo” che non potra’ piu’ essere “alimentato dalla passione e dal capitale di pochi investitori“. In sostanza, “serve un sistema piu’ competitivo a livello europeo e mondiale“, attraendo “nuovi investitori, manager di qualita’ e nuove tipologie di tifosi“. Una combinazione, questa, che “portera’ a infrastrutture, giovani talenti, nuove fonti di ricavi e maggiore qualita’ nella gestione delle strategie di business“.

  18:30 24.02.13
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Alla luce del nuovo fair play finanziario, il modello di business del calcio italiano deve cambiare: a partire dagli stadi, dai loro progetti e dalle loro strutture. Nella classifica stilata da Deloitte le squadre italiane, infatti, non brillano per fatturato. La prima squadra italiana, il Milan, con un fatturato pari a 256,9 mln di euro,
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2013-02-24 18:30:11
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