Dalla Serie B alla Serie A: il difficile mestiere di fare goal

ToniLa Serie B, da sempre, è contenitore interessante di elementi pronti a spiccare il volo verso campionati più importanti: una volta trovatisi  a contatto con la realtà della Serie A, tuttavia, non sempre per loro l’impatto è dei più lievi e senza conseguenze, mentre in altri casi, invece, si ha la conferma di talenti al di sopra di ogni sospetto e categoria. A tal proposito, un riferimento importante può essere la classifica marcatori del campionato cadetto. Andando a considerare gli ultimi dieci anni, nelle prime tre posizioni – tra gli altri – leggiamo i nomi dei vari Igor Protti, Dino Fava Passaro, Luca Toni, Cristiano Lucarelli, Gionatha Spinesi, Diego Milito, Christian Bucchi, Claudio Bellucci, Alessandro Del Piero, Denis Godeas, Pablo Granoche, Francesco Tavano, Paulo Vitor Barreto, Eder, Mauricio Pinilla, Federico Piovaccari, Elvis Abbruscato, Ciro Immobile, Marco Sau e Gianluca Sansone. Come potrete notare, tutta gente passata dalla Serie A, con fortune diverse: dai grandissimi campioni (Milito e Del Piero, anche se il caso del fuoriclasse della Juventus fa storia a sè) a chi non è riuscito ad imporsi meritandosi poi la nomea di bomber di categoria (Godeas e Bucchi), da prime punte che hanno lasciato un segno indelebile (Toni e Lucarelli) ad attaccanti di tutto rispetto (Bellucci e Protti), da chi si sta tuttora confermando a livelli medio-alti (Sau ed Immobile) a chi si è ritagliato un suo ruolo pur senza avere i grandi numeri dalla propria parte (Eder). Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

CaciaAndando a guardare la classifica marcatori della Serie B di quest’anno, nelle prime cinque posizioni vediamo i nomi di Daniele Cacia, Marco Sansovini, Simone Zaza, Matteo Ardemagni e Luca Siligardi. Proviamo ad esaminare le loro situazioni, valutandole anche in ottica futura. Cacia, classe 1983, in Serie B di goal ne ha fatti parecchi, dando il meglio di sè con addosso la maglia del Piacenza. Dalla Serie A ci è passato, ma a vuoto, dato che in 25 presenze ha messo a segno appena 3 reti, con le maglie di Fiorentina prima e Lecce poi. Tornato ai campi della categoria inferiore, ha ricominciato a macinare goal come nelle sue corde, meritandosi però – ahilu – la fama di attaccante di categoria: in sintesi, buono solo per la Serie B. In questo campionato gioca per il Verona, che ha grosse possibilità di arrivare in Serie A: occasione ideale, per Daniele, di dimostrare a tutti il suo valore anche ai piani alti.

SansoviniMarco Sansovini, ovunque sia andato, ha lasciato il segno: classe 1980, nel Pescara di Zeman che lo scorso anno lasciò tutti a bocca aperta esibendo gioielli del calibro di Verratti, Insigne ed Immobile, Sansovini ha detto la sua, eccome, marchiando a fuoco il campionato cadetto con le sue 16 reti. E ancora meglio sta andando adesso, allo Spezia, dove ha sin qui messo insieme 14 goal in 23 presenze: e dire che il Pescara, neopromosso, lo ha lasciato andare senza troppi problemi, preferendo puntare su attaccanti che, nel loro passato in Serie A, avevano fatto male (vedi Abbruscato prima e Sforzini adesso) o su altri alla loro prima esperienza in situazioni di un certo tipo (vedi Vukusic e Jonathas): chissà che, con un Sansovini in più, le cose, adesso, non sarebbero così mal messe. Peccato, ci viene da dire, visto che il buon Marco non ha mai avuto un’occasione che fosse una, di giocare nella massima serie italian, con l’aggravante che, ad oggi, dall’alto dei suoi 32 anni, la possibilità che questo accada è sempre più lontana, a meno di una improbabile promozione conquistata sul campo con lo Spezia.

Ascoli Calcio v Calcio Portogruaro Summaga - TIM CupSimone Zaza è invece un giovane, nato nel 1991, e di proprietà della Sampdoria, con cui ha fatto anche l’esordio in Serie A nel campionato 2010/2011. La scorsa stagione, in prima divisione, con la maglia del Viareggio ha alternato cose buone ad altre meno degne di nota: tutto nella norma per un ragazzo della sua età. Quest’anno, al battesimo in Serie B con l’Ascoli, ha già segnato 13 goal in 22 partite, ricevendo anche la prima convocazione nell’Under 21 di Mangia (senza però esordire), e facendo concentrare su di lui le attenzioni di parecchi club importanti, Juventus in testa: l’impressione è che siamo di fronte ad uno davvero forte, ed attendiamo conferme in merito.

ardemagniMatteo Ardemagni è prossimo ai 26 anni: sta guidando l’attacco del Modena alla grande, ed il suo score personale parla attualmente di 13 goal in 21 partite. Numeri importanti, che non rappresentano una novità assoluta nella carriera di Matteo, il quale ha vissuto la sua stagione al top nel 2008/2009, quando mise a segno 22 goal in 38 partite. Le porte della Serie A si aprirono per lui nell’estate del 2011, quando l’Atalanta lo aveva tra le proprio fila: esperienza fugace ed improduttiva, dato che il ragazzo non ebbe mai modo di esordire, al punto che nel gennaio dell’anno successivo fu spedito al Padova, in Serie B. Eppure una chance in Serie A, tutto sommato, la merita pure, vista l’ancora giovane età.

SiligardiParticolare è invece il caso di Luca Siligardi, non attaccante ma centrocampista. Che segna, però, quanto un centravanti consumato: nato nel 1988, scuola Inter, in passato non aveva mai dimostrato queste grandi doti realizzative. In Serie A ha giocato nel 2010/2011 al Bologna, mettendo assieme 12 presenze. Adesso, con la maglia del Livorno, è già a quota 13 goal in 19 partite: anno fortunato o svolta nella sua carriera? Tra qualche tempo potremo sapere quale sarà stato il suo destino, e stesso discorso vale per gli altri sopra citati: chissà se in futuro parleremo di Zaza come di un campione o dell’eterna promessa, se a Cacia rimarrà appiccicata addosso l’etichetta di bomber da Serie B o se avrà smentito anche i più scettici, se Ardemagni avrà avuto la sua chance o se continuerà ad essere anche lui figlio di un goal minore: ne riparleremo più in là…

  14:54 07.02.13
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La Serie B, da sempre, è contenitore interessante di elementi pronti a spiccare il volo verso campionati più importanti: una volta trovatisi  a contatto con la realtà della Serie A, tuttavia, non sempre per loro l’impatto è dei più lievi e senza conseguenze, mentre in altri casi, invece, si ha la conferma di talenti al
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