Ieri sera la firma di un calciatore straordinario: Massimo Ambrosini

Milan - CagliariMilan superbo quello di ieri, ottimamente messo in campo da Massimiliano Allegri, che ha costretto al silenzio i veggentii funesti delle ore precedenti al match, che immaginavano una debacle per la compagine milanese. Bravi tutti e complimenti ad ogni giocatore in campo: ognuno ha fatto a fondo il proprio dovere al punto che, trovare uno che si sia distinto più degli altri, rischia di trasformarsi in compito puramente ingrato.

Eppure, c’è un ‘ragazzino‘ sceso in campo ieri, con la maglia numero 23 addosso e la fascia di Capitano al braccio, che ha fatto sfracelli, guidando il centrocampo da leader puro quale esso è, ed annullando, con il notevole contributo dei compagni (Montolivo in primis), i vari Iniesta, Busquets e compagnia ‘tiqui tacante’: ovviamente stiamo parlando di lui, Massimo Ambrosini.

Ambrosini è un calciatore straordinario, che dalla carriera ha avuto molto, ma meno di quanto i suoi sforzi e le sue doti avrebbero meritato. Colpa degli infortuni, nefasti, che l’hanno spesso ostacolato. Negli ultimi anni, puntualmente, si è sempre parlato, nei periodi del mercato estivo, come di un calciatore ritenuto di troppo, prossimo alla cessione ed inutile alla causa.

Ma Ambrosini è sempre rimasto in quella che è oramai la sua squadra, rispondendo ai suoi detrattori nel modo migliore che conosce: faticando duramente e conquistandosi, ogni dannata volta, una maglia da titolare. Ambrosini è così: un giocatore di quelli che, alle troppe parole, preferisce l’utilità dei fatti, senza fare mai polemica, senza mai scatenari casi, senza mai mettere una parola fuori posto.

E dire che stiamo parlando di un classe 1977, che nel prossimo mese di maggio, spegnerà 36 candeline. Un’età che, a vederlo giocare, non si direbbe neppure lontanamente. Stiamo parlando di un centrocampista per certi versi vecchio stampo, per certi altri ultra moderno: sintesi perfetta, comunque, di quella tipologia di calciatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere a disposizione.

Efficace quando è l’ora di spezzare il gioco, devastante quando è ora di mettere in mostra le proprie capacità ed i propri tempi di inserimento: un centrocampista non qualunque, che non sempre ha viste riconosciute, a dovere, le proprie qualità. Forse perché poco personaggio, forse poco propenso a mettersi in mostra.

Perché Ambrosini ha sempre pensato a spendere diversamente le proprie energie, mettendo in campo tutta la propria forza ed esperienza che ha accumulato in questi anni al Milan. Sulla straordinaria vittoria rossonera ottenuta ieri sul Barcellona, c’è la firma in calce di Massimo Ambrosini: una firma che lui vorrebbe, forse, piccola, ma in realtà grande,  grandissima,  forse più di tutte le altre. Dovrà pur esserci un motivo se, a Milanello, chiunque lo stima ed i più giovani lo ritengono un punto di riferimento…

  10:30 21.02.13
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2013-02-21 10:30:05
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