Il punto sulla 26a di Serie A: capolavoro Catania, disastro Palermo

SOCCER: SERIE A; PARMA-CATANIASi è conclusa la lunga 26a giornata di campionato, iniziata sabato sera e conclusasi con il posticipo ‘forzato’ di ieri. Una giornata che ha dato parecchio spettacolo, concentrato soprattutto nelle 4 partite giocate nella domenica pomeriggio, e che ha visto la capolista Juventus allungare di 2 punti in classifica sul Napoli, che non è andato oltre il pareggio in casa dell’Udinese. Parlare di crisi, per gli uomini di Mazzarri, è eccessivo, ma è chiaro che 3 pareggi consecutivi rappresentano delle occasioni perse per quel che riguarda la rincorsa alla Juventus. Lo scontro diretto di venerdì sera ci dirà molto, se non tutto, ma se i campani avranno dalla loro il fattore casa, gli attuali Campioni d’Italia hanno sicuramente un morale più alto, derivante anche dalla vittoria casalinga contro il Siena, dove il 3 a 0 finale potrebbe trarre in inganno: i bianconeri hanno fondamentalmente tenuto il pallino del gioco, ma non hanno esibito il solito furore agonistico, dando quasi l’impressione di volersi un po’ risparmiare in vista della partita contro il Napoli.

Il derby meneghino è stato un buon match, con buoni picchi di intensità: ai punti avrebbe forse meritato il Milan, ma un super Handanovic ed il resuscitato Schelotto hanno garantito a Stramaccioni un pareggioo importantissimo, più ai fini psicologici che per altro. La corsa Champions è ancora del tutto aperta, ma chi ne esce rafforzata è la Lazio, favorita forse da un calendario stavolta agevole: con tutto il rispetto, il Pescara è sempre più destinato alla Serie B ed i biancocelesti non hanno dovuto fare grossa fatica per superarlo. Chi ha deluso è invece la Fiorentina. Non che giocare a Bologna fosse cosa facilissima, ma la sconfitta (la quinta su 8 partite disputate in questo 2013), ridimensiona i sogni con vista Champions degli uomini di Montella.

Stupefacente sempre più il Catania di Maran. Chiunque abbia giocato a Parma sa come sia dura affrontare i ragazzi di Donadoni al Tardini. Eppure gli etnei hanno compiuto l’impresa, andando a sbancare in terra emiliana grazie al goal decisivo del sin qui misconosciuto Keko. Adesso i punti all’attivo sono 42, gli stessi della Fiorentina e 5 in meno della Lazio, terza in classifica. Pensare ad un posto in Champions è forse eccessivo, ma l’Europa League è chiaramente alla portata di una squadra che ha saputo essere più forte di ogni cambio dirigenziale e tecnico. Di ciò va dato atto a Pulvirenti, poche chiacchiere.

Lode anche alla Roma di Andreazzoli, il cui lavoro sta dando grandi frutti. Dopo il passo falso iniziale, coinciso con la sconfitta contro la Sampdoria, dove peraltro sarebbe stato poco delicato dare giudizi visto che l’attuale tecnico giallorosso si era insediato da appena 3 giorni, la squadra capitolina ha battuto prima la Juventus (1 a 0 all’Olimpico) e poi l’Atalanta, a Bergamo, per 3 a 2. Una vittoria dove l’impronta di Andreazzoli è netta ed evidente: pur in assenza di De Rossi e Totti, la squadra ha dato risposte grandiose, manifestando una grossa organizzazione ed un equilibrio di gioco che con la gestione Zeman non si erano mai visti. Segno evidente di come rispondere ad ogni costo al proprio credo tattico non sia sempre cosa buona e giusta.

La situazione relativa alla lotta per la salvezza va rischiarandosi sempre di più. Col passare delle giornate Siena, Pescara e Palermo sembrano sempre più destinate a ritornare in Serie B. Ma se ai toscani non va rimproverato nulla, dato che sul loro capo pesa il macigno del – 6 che li costringe ad avere 21 punti in classifica (5 in meno del Genoa, quart’ultimo) e considerato che in questa giornata erano attesi dalla brutta trasferta in casa della Juventus, Pescara e Palermo vivono delle realtà in cui le rispettive dirigenze hanno responsabilità enormi. Gli abruzzesi hanno sbagliato per due volte la campagna acquisti: prima in estate e successivamente nel mercato di riparazione, che non ha aggiustato un bel niente. Chi gioca contro il Pescara sa di affrontare uno sparring partner morbidissimo, e la vittoria ad inizio anno contro la Fiorentina sembra sempre più frutto di chissà quale miracolo. Dispiace per Bergodi, autore di un lavoro eccellente se paragonato ai mezzi a disposizione.

Quanto ai rosanero, forse sarebbe meglio non commentare, ma Zamparini è l’artefice primo di un’annata all’insegna del disastro più totale: mancanza di programmazione, continui stravolgimenti sia sul piano dirigenziale che su quello della conduzione tecnica. Per non parlare del calciomercato di gennaio, dove c’era la possibilità concreta di rimediare alla critica situazione della squadra, e si è invece comprato alla rinfusa, senza un minimo di assennatezza e rispondendo all’istintività che mai nulla di positivo ha portato nel calcio. La richiamata di Gasperini in luogo di Malesani, dopo che il primo era stato a più riprese vituperato, è l’esatto emblema della confusione che regna, sovrana, dalle parti del Renzo Barbera. Peccato, perché Maurizio Zamparini ha dalla sua una grande passione, che però stavolta non ha pagato, lasciando spazio ad un pessimo lavoro che porterà, probabilmente, il Palermo in Serie B, dove manca dal 2003/2004: speriamo di essere cattivi profeti.

Premio come miglior partita della giornata va sicuramente a Cagliari – Torino, finita 4 a 3, con continui capovolgimenti di fronte e ben 4 goal negli ultimi 20 minuti! Ventura non sarà sicuramente soddisfatto vista come si è conclusa, ma è evidente come ogni amante del calcio goda nel vedere incontri simili. Certo, per i tifosi delle squadre interessate la goduria non sarà la stessa, ma non ce ne vorranno sicuramente. Magari, la prossima volta, toccherà ad altri…

  09:30 27.02.13
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Si è conclusa la lunga 26a giornata di campionato, iniziata sabato sera e conclusasi con il posticipo ‘forzato’ di ieri. Una giornata che ha dato parecchio spettacolo, concentrato soprattutto nelle 4 partite giocate nella domenica pomeriggio, e che ha visto la capolista Juventus allungare di 2 punti in classifica sul Napoli, che non è andato
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