La vera colpa di Osvaldo? Essere antipatico…

Osvaldo2Nel calcio sbagliare è lecito, ma allo stesso tempo ti espone al rischio di ogni sorta di critica. Se poi sei personaggio scomodo, o comunque antipatico, in molti sono lì ad attendere l’errore del caso, pronti a flagellarti con il loro tono da giudizio universale. Premessa d’obbligo visto che ci apprestiamo a parlare di Pablo Daniel Osvaldo. Giusto per riassumere i fatti, molto brevemente, il centravanti della Roma, domenica scorsa contro la Sampdoria, ha voluto tirare un rigore nonostante la presenza di Totti in campo, fallendolo con un’esecuzione loffia e molle. La compagine guidata adesso da Andreazzoli si trovava in quel momento sotto di una rete, ed ha poi concluso la partita sconfitta per 3 ad 1. Appena dopo il 90′, lo sport preferito di parecchi – non solo romanisti – è stato gettare la croce sull’oriundo.

Ma ha davvero queste gravi colpe l’ex centravanti di Fiorentina ed Espanyol? O piuttosto la sua posizione è stata sottoposta a opinioni eccessivamente dure? Protendiamo per questa seconda ipotesi, e non sono necessarie chissà quali tesi da luminari della scienza per sostenerla. Per carità, in presenza del rigorista storico ed ultraesperto della squadra quale Totti indiscutibilmente è, Osvaldo avrebbe fatto meglio a lasciare a lui l’esecuzione del rigore, ma se il ragazzo ha voluto assumersi la responsabilità di calciare, un motivo ci sarà pure. Poi ha sbagliato, chiaro, calciando malissimo, e l’abbiamo già detto. Ma chi non ha sbagliato un rigore, nel corso della propria carriera? Un po’ di serietà, insomma, non guasterebbe.

Tra l’altro, il termine scippo – letto da più parti – non è neppure il più appropriato del caso: Osvaldo non ha litigato con il suo compagno di squadra, ha piuttosto preso il pallone sotto braccio e l’ha sistemato sul dischetto. Il capitano giallorosso non ha opposto resistenza alcuna, e chissà, magari in quel caso l’oriundo avrebbe ceduto il passo… Peraltro, come detto da De Rossi nel post partita, se il centravanti italo-argentino avesse segnato, saremmo tutti qui ad esaltarlo per il carattere dimostrato, oppure magari non avremmo commentato neppure.

Ma c’è un altro elemento che non va trascurato: il rigore fallito da Osvaldo è stato pretesto per addossargli assurdamente le responsabilità di una sconfitta. Chi dice che l’eventuale goal avrebbe garantito alla Roma un pareggio o, addirittura, una vittoria contro la Sampdoria? Analizzando la prestazione giallorossa, è evidente come la partita sia stata persa per via di uno scarso stato di forma unito ad una netta confusione delle idee. Nessuno ha giocato sui livelli della sufficienza, eccetto un paio di elementi, per cui fare di Osvaldo un capro espiatorio è esercizio poco onesto e per nulla intelligente.

Inoltre, a dirla tutta, a procurarsi il rigore è stato lo stesso Osvaldo, con un giocata sopraffina: non che ciò gli conceda di arrogarsi automaticamente il diritto di presentarsi dagli undici metri, ma potrebbe quantomeno essere un’attenuante del caso. Tra l’altro, meglio un giocatore dotato di grande personalità, e che sappia assumersi un grosso carico di responsabilità, anzichè un altro che fugga di fronte ai momenti ‘caldi’ e ‘pesanti’.

Diciamoci la verità, Osvaldo è un calciatore che difficilmente suscita simpatia, e qui torniamo alla parte iniziale di questo pezzo. A volte può sembrare arrogante con quel suo modo di fare ultra sicuro di sè, gli si attribuisce un ego enorme e magari non si hanno tutti i torti: ma chi ha detto che queste caratteristiche, nel calcio, non siano positive? Il carattere è elemento da esaltare, non motivo per odiare o prendere in antipatia un calciatore.

La verità più grande è che la Roma, per risollevarsi dalla crisi netta in cui versa, avrà bisogno di Osvaldo. Parliamo di uno dei migliori centravanti del campionato, cui Prandelli ha affidato una maglia della nazionale non per caso. Ha dalla sua un ottimo fiuto del goal, si sbatte per il bene della squadra e possiede doti tecniche non indifferenti: sbaglierà, come sbagliano tutti coloro che non si chiamano Maradona o Pelè ma, pur non essendo Batistuta, è una punta di valore assoluto.

Nel calcio si sa, la memoria è corta, ma Osvaldo ha oramai capito sulla sua pelle come funziona: il giorno in cui fai l’eurogoal in rovesciata sei un fenomeno, quello in cui fallisci un rigore sei un brocco. Un po’ di equilibrio in più non guasterebbe: soprattutto nei confronti di un ragazzo che, pur senza averne il dovere, ha chiesto scusa per quanto accaduto, rivelando di vivere una fase di grossa sfiducia: in momenti come questi si sta accanto a chi è in difficoltà ma in Italia, evidententemente, funziona diversamente. Osvaldo, però, saprà rialzarsi, dimostrando a tutti quale grande giocatore sia. Poi, se si prova antipatia per la persona, allora c’è poco di cui dibattere: basta ammetterlo e la discussione non la apriamo neppure.

  10:00 12.02.13
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Nel calcio sbagliare è lecito, ma allo stesso tempo ti espone al rischio di ogni sorta di critica. Se poi sei personaggio scomodo, o comunque antipatico, in molti sono lì ad attendere l’errore del caso, pronti a flagellarti con il loro tono da giudizio universale. Premessa d’obbligo visto che ci apprestiamo a parlare di Pablo
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2013-02-12 10:00:37
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