Il Milan guarda avanti: Si punta al secondo posto

gallianiDopo quelle con Bordeaux (Coppa Uefa 1996), Deportivo La Coruna (Champions 2004) e Liverpool (finale 2005), la storia del Milan si arricchisce di un’altra terribile rimonta subita.

Come i precedenti, il tracollo di Barcellona porta con se rimpianti (l’assenza di Giampaolo Pazzini, infortunato, e il palo colpito da Mbaye Niang), ma soprattutto la sensazione di aver gettato al vento un’occasione rara dopo il 2-0 dell’andata, subendo una severa lezione di calcio dai blaugrana.

Tutti pensieri da archiviare il più in fretta possibile, perchè ora per i rossoneri è imperativo categorico conquistare un posto nella prossima Champions League, meglio senza passare dai preliminari.

”Ce l’abbiamo messa tutta, ma stavolta bisogna fare i complimenti a loro. Ora pensiamo al campionato e a conquistare il secondo posto”, ha scritto su Twitter il giovane Stephan  El Shaarawy, pubblicando la foto della maglia regalatagli da Leo Messi, souvenir di una serata piuttosto incolore per lui. Non si e’ salvato nessuno fra i milanisti, che dal primo minuto si sono consegnati al “tiki-taka” blaugrana, chiudendosi in difesa, e subendo l’offensiva del Barcellona per tutta la durata dell’incontro.

Il primo gol di Leo Messi è stata una prodezza vera e propria, ma sulle altri reti blaugrana la complicità dei rossoneri è stata evidente. E non solo dei difensori (in particolare un distratto Philippe Mexes), che hanno fatto forse rimpiangere al Direttore Generale, Adriano Galliani, di non aver spinto per un ritorno di Alessandro Nesta a gennaio, ma anche dei centrocampisti, quasi mai in grado di far ripartire l’azione facendo respirare la retroguardia, come dimostrano anche i 387 passaggi tentati (il 61% con successo), appena la metà di quelli del Barca (78% a destinazione). In ogni reparto il gap tecnico è apparso schiacciante, e ”il Milan non e’ stato all’altezza della situazione”, come ha detto il capitano Massimo Ambrosini.

Anche le scelte di Massimiliano Allegri non sono immuni da critiche: ad esempio quella di rinunciare a De Sciglio (in grande spolvero nelle ultime partite), o quella di lanciare titolare al Camp Nou il 18enne Mbaye Niang, con alle spalle appena 16 minuti in Champions League, per di più da centravanti, non il suo ruolo naturale.

Eppure proprio il francese poteva diventare l’eroe della serata. ”Sul palo di Niang, ho capito tutto. In una serata come questa, certi segnali sono chiarissimi“- ha commentato Adriano Galliani prima di imbarcarsi sull’aereo che nella notte ha riportato la squadra in Italia -. “Ho detto subito a Barbara Berlusconi, adesso rischiamo anche il 2-0. Il calcio e’ cosi’. E’ intelligente pensare che il pallone non entra mai per caso, ma io penso che a volte il pallone entri o non entri davvero per caso. Peccato anche per la palla di Robinho nel secondo tempo, Bojan è stato molto bravo, in casi del genere avere un centravanti di ruolo che anticipa il difensore è molto importante”. Ma Giampaolo Pazzini non c’era (e non ci sara’ per 2-3 settimane), quindi meglio concentrarsi sul futuro per evitare contraccolpi.

”Adesso pensiamo al Palermo, domenica non dobbiamo assolutamente ripetere la partita di campionato dell’anno scorso con la Fiorentina proprio al ritorno da Barcellona”, ha avvertito Adriano Galliani, ricordando la sconfitta casalinga con i viola, che all’inizio di aprile, subito dopo l’eliminazione dalla Champions League sempre per mano di Messi e compagni, che praticamente rovinò le ambizioni di puntare allo scudetto dei rossoneri.

Al Milan resta un solo obiettivo: il secondo posto. E dopo le eliminazioni dalla Champions League e  dalla Coppa Italia, adesso non sono più concessi altri errori.

  19:47 13.03.13
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Dopo quelle con Bordeaux (Coppa Uefa 1996), Deportivo La Coruna (Champions 2004) e Liverpool (finale 2005), la storia del Milan si arricchisce di un’altra terribile rimonta subita. Come i precedenti, il tracollo di Barcellona porta con se rimpianti (l’assenza di Giampaolo Pazzini, infortunato, e il palo colpito da Mbaye Niang), ma soprattutto la sensazione di aver gettato al
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