Viaggio nella crisi del Napoli: cosa non va sotto il Vesuvio?

CavaniCosa si nasconde dietro questa ‘mini crisi’ del Napoli? Perché, diciamoci la verità, sarà pure vero che ci sono più punti in classifica dello scorso anno, ma è evidente che l’ultima serie di risultati collezionati dalla compagine partenopea, non può non essere considerata emblema di un periodo completamente negativo. Nelle ultime 5 giornate di campionato, difatti, gli uomini di Mazzarri hanno portato a casa 4 pareggi ed 1 sconfitta, a fronte di nessuna vittoria: una media di meno di 1 punto per ogni incontro, che farebbe pensare ad una squadra in piena lotta retrocessione piuttosto che alla seconda forza del campionato. Ma così non ed è ovvio che qualcosa non sia andata come doveva. Proviamo a capire cosa.

Innanzitutto, l’astinenza da goal che ha colpito Edinson Cavani è la causa principale del momentaccio del Napoli. Il campione uruguagio manca alla voce ‘marcatori’ da ben 6 partite, e l’ultimo suo goal risale allo scorso 27 gennaio, quando realizzò la rete della vittoria, a pochi minuti dal termine, al Tardini, contro il Parma. Dopo, il nulla, con una serie di prestazioni insufficienti, dove a salvarsi è stato il solo impegno, che mai il ‘Matador’ ha fatto venire meno. Ieri, poi, il rigore fallito contro il Chievo ha rappresentato la classica goccia che fa traboccare il vaso. Mazzarri non ha mai voluto sentire parlare di un Napoli ‘Cavani – dipendente’, ma la realtà è che, una volta venuto meno il contributo del bomber di Salto, sono crollate tutte le ambizioni della società campana.

Lo stesso Mazzarri qualche colpa deve pur averla. Rimane sicuramente uno dei migliori allenatori del nostro campionato, e quel che ha fatto sin qui alla guida della compagine azzurra rimarrà a lungo nella memoria dei tifosi del San Paolo. E però, l’impressione, netta, è che il suo ciclo alle pendici del Vesuvio sia finito. La squadra pare non seguirlo più come un tempo, anche se – sia chiaro – ciò non va ricondotto a chissà quale complotto o cospirazione. Semplicemente il rapporto tra le parti in causa è probabilmente agli sgoccioli, e di ciò ne risente, in primis, la squadra stessa. Come ovvio che sia.

Squadra che sta dimostrando, purtroppo, grosse lacune sul piano caratteriale. Se insegui una prima della classe come la Juventus, non puoi permetterti di non approfittare dei pur parziali passi falsi della stessa. Ed invece il Napoli non ha saputo cogliere la palla al balzo, non riuscendo a ridurre le distanze dai bianconeri quando se n’era creata possibilità, ne in occasione dello scontro diretto giocato al San Paolo e conclusosi col risultato di parità.

Inoltre, a conclusione di ciò, è evidente come manchi la serenità all’ambiente partenopeo, per svariati motivi. La rapina/aggressione di cui è rimasto vittima lo scorso febbraio Marek Hamsik sembra aver lasciato il segno oltremodo, sicuramente sul centrocampista slovacco, e probabilmente anche sui compagni. Ma non solo. Le continue lamentele relative agli arbitraggi, perpetrate da Walter Mazzarri alla fine di quasi tutte le partite (anche quando non ve n’era motivo) sono un altro evidente segno di debolezza e non – come qualcuno vorrebbe far credere – un tentativo di fare scudo attorno alla squadra. Inoltre, le recenti dichiarazioni di De Sanctis, in cui lamentava un’inappropriata contestazione dei tifosi ad alcuni giocatori ed in cui rivendicava di essere uno dei migliori portieri d’Europa, indicano come il diretto interessato farebbe bene a concentrarsi  unicamente sulle prestazioni in campo visto che, se al top della forma, rappresenta un valore aggiunto di questa squadra. Ed ultimanete al top della forma, De Sanctis non ci pare affatto. E’ comunque tutta la fase difensiva a peccare, compresa quella che dovrebbe assicurare il centrocampo, apparso a corto di fiato e, di conseguenza, poco lucido, come pure la difesa ed anche l’attacco.

A proposito dell’attacco, l’assenza di un giocatore come Lavezzi, alla lunga, si è fatta sentire eccome. Il ‘Pocho’, lo scorso anno, era il complemento perfetto del trio delle meraviglie di cui facevano parte Hamsik e Cavani: spaccava le partite come nessuno, rappresentava un apriscatole fantastico per le difese avversarie, esaltava il pubblico ed i compagni di squadra. Ne’ Pandev, per evidenti limiti tecnici, ne’ Insigne, ancora troppo giovane, hanno saputo essere sostituti adeguati dell’attaccante argentino, adesso in forza al Paris Saint Germain.

Insomma, sono tante le cose che non vanno nel Napoli, e che è giusto sottolineare in un momento così poco redditizio. E tuttavia è altrettanto giusto ricordare che i campani si trovano tuttora al secondo posto in classifica, e non certo per grazia ricevuta. Ecco perché Mazzarri ed i suoi uomini devono ricompattarsi e reagire da par loro a questo periodo negativo: lo scudetto sembra oramai sfumato – ma nel calcio mai dire mai -, ma c’è un secondo posto da difendere con le unghie ed i denti, visto l’assalto di un Milan che si è portato addirittura a soli 2 punti di distacco: un secondo posto che non andrebbe assolutamente visto come un fallimento visto che, ad inizio stagione, nessuno ci avrebbe scommesso su.

  11:00 11.03.13
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