Un bidone è per sempre: Gaizka Mendieta

MendietaSiamo a fine anni ’90, ed in Europa una delle realtà più affermate è il Valencia allenato da Hector Cuper, che annovera al proprio interno campioni del calibro di Zlatko Zahovic, Claudio Lopez e Gaizka Mendieta. Nonostante l’indiscutibile spessore, la compagine spagnola, dopo essere arrivata per due anni consecutivi in finale di Champions League, perde in entrambe le occasioni: nel 1999/2000 contro il Real Madrid, e l’anno dopo contro il Bayern Monaco. La stella assoluta della squadra è senza dubbio Mendieta, centrocampista classe 1974 di cui si è innamorata l’Europa intera. Grinta da vendere, visione di gioco finissima, abilità anche nel momento di calciare verso la porta avversaria, sul centrocampista basco nato a Bilbao si concentrano le attenzioni di top club come Real Madrid, Barcellona, Lazio ed Inter.

A spuntarla, nell’estate del 2001, è proprio la società di Sergio Cragnotti, che versa al Valencia, in piena crisi economica, qualcosa come 93 miliardi delle vecchie lire. Una cifra esorbitante ma, tutto sommato, considerata anche pertinente, alla luce del valore del giocatore, in quel momento considerato il più forte del mondo nel proprio ruolo. Così, dopo 9 stagioni al Valencia, di cui era diventato Capitano e con cui ha vinto una Coppa Intertoto, una Coppa di Spagna ed una Supercoppa di Spagna, il biondo centrocampista spagnolo approda nella Capitale. L’entusiasmo è alle stelle, sia da parte del diretto interessato, che dichiara di voler rimanere almeno 5 anni in biancoceleste (visti anche gli 8 miliardi netti di stipendio che si becca annualmente), sia da parte dei tifosi, che sognano di bissare lo scudetto vinto appena due stagioni prima (1999/2000). Del resto, la squadra, guidata da Eriksson, annovera calciatori del calibro di Claudio Lopez (compagno proprio di Mendieta ai tempi del Valencia), Sinisa Mihajlovic, Hernan Crespo, Alessandro Nesta e Diego Simeone, con in aggiunta, per l’appunto, il buon Gaizka.

Che, al momento dei fatti, si rivela un vero e proprio cataclisma. Mendieta non riesce infatti ad ambientarsi nella nuova dimensione italiana, dove trova un calcio ben diverso da quello vissuto ai tempi valenciani, molto più tattico e complesso da attuare. Ecco perchè, ben presto, l’investimento abnorme fatto da Cragnotti per assicurarsi lo spagnolo, si rivela un disastro economico impareggiabile. A fine stagione, per il basco, le presenze sono appena 20 e di goal neppure l’ombra. Quando scende in campo, Mendieta appare spaesato, senza personalità, e parecchio intimidito. Ecco perchè, dopo una sola stagione, conclusa con il sesto posto della Lazio, Gaizka fa i bagagli e torna in Spagna. A prenderlo è il Barcellona, in prestito, anche perchè il Real Madrid, per una clausola voluta dal Valencia, non può tesserarlo.

Tornando in patria Mendieta spera di riacquisire quella lucentezza che l’aveva imposto all’attenzione del mondo intero. In realtà, pur facendo progressi rispetto alla scoraggiante esperienza in terra laziale, il calciatore ammirato ai tempi del Valencia sembra oramai essersi eclissato. In ‘blaugrana’ Mendieta appare come un calciatore “normale”, ed accumula 32 presenze e 4 reti. Nulla di trascendentale però, al punto che, a fine stagione, il club catalano decide di non intraprendere trattativa alcuna per cercare di ottenerne la conferma. Così, ad acquistare il suo cartellino, nell’estate del 2003, è il Middlesbrough. In Inghilterra Gaizka gioca discretamente, senza però conoscere più i fasti degli stupendi anni che furono. Così, nel dicembre del 2007, dopo 62 presenze e 4 goal accumulati in quattro stagioni e mezza, Mendieta decide di appendere le scarpette al chiodo.

Cosa fa adesso il buon Gaizka? Vive facendo la spola tra Valencia e l’Inghilterra, dove commenta le partite della Premier League per Sky Sport. Ma non solo. A tempo perso, e non appena ne ha possibilità, si diverte anche a fare il Dj in vari club spagnoli, soprattutto dalle parti di Maiorca, passando più che altro musica rock. Una vita felice, dunque, e di successo, un po’ come la sua prima parte di carriera, quando Mendieta rappresentava il non plus ultra del calcio europeo. Ma non ditelo ai tifosi della Lazio, e neppure a Cragnotti: potrebbero non gradire neppure un po’. E dire che Mendieta è stato elemento importante anche della nazionale spagnola con cui, dal 1999 al 2002, mette assieme 40 presenze ed 8 reti, prendendo anche parte al Mondiale del 2002. Di lui, però, si ricorderà più che altro la frase rilasciata durante il suo soggiorno italiano: “Non mi aspettavo che il calcio, qui, fosse così difficile“. Questa è la storia di Gaizka Mendieta: uno dei tanti misteri del calcio, che sempre rimarranno irrisolti nei cuore degli appassionati…

  15:30 09.04.13
Condividi
article
56460
CalcioWeb
Un bidone è per sempre: Gaizka Mendieta
Siamo a fine anni ’90, ed in Europa una delle realtà più affermate è il Valencia allenato da Hector Cuper, che annovera al proprio interno campioni del calibro di Zlatko Zahovic, Claudio Lopez e Gaizka Mendieta. Nonostante l’indiscutibile spessore, la compagine spagnola, dopo essere arrivata per due anni consecutivi in finale di Champions League, perde
http://www.calcioweb.eu/2013/04/un-bidone-e-per-sempre-gaizka-mendieta/56460/
2013-04-09 15:30:21
http://www.calcioweb.eu/wp-content/uploads/2013/04/Mendieta.jpg
bidoni,bidoni calcio,bidoni del calcio,bidoni lazio,bidoni lazio calcio,calciobidoni mendieta,calciomercato lazio,gaizka mendieta,lazio bidoni,lazio mendieta,mendieta,mendieta barcellona,mendieta bidone,mendieta bidone del calcio,mendieta calciobidoni,mendieta dj,mendieta lazio,mendieta middlesbrough,mendieta spagna,mendieta valencia,mercato lazio
Lazio
Torna alla Home