E’ ancora trionfo Juventus: è lo scudetto delle conferme

Torino-Juventus serie AAlla Juventus mancava solo 1 punto al secondo scudetto dell’era Antonio Conte, ed è arrivato, puntualissimo, nel match appena conclusosi contro il Palermo. Un trionfo senza possibilità di obiezioni, che arriva nel giorno tanto caro ai tifosi bianconeri, quel 5 maggio che richiama alla mente vecchie emozioni. Una cavalcata, quella dei bianconeri, vissuta con una costanza incredibile, maturata in una serie di prestazioni impressionanti, sulla falsariga di quanto visto la scorsa stagione. Rispetto alla quale, però, la superiorità rispetto alle concorrenti è stata ancora più netta: situazione che non rappresenta certo un demerito, come qualcuno vorrebbe far credere, ma che è sintomatica dello strapotere della Juventus.

E sì le difficoltà c’erano, anche se adesso le abbiamo dimenticate. C’era chi diceva che la scorsa annata fosse stata solo un caso, che confermarsi sarebbe stato difficilissimo, che l’assenza di ben quattro mesi per squalifica di Conte avrebbe avuto conseguenze devastanti, che la Champions League avrebbe tolto energie ingenti alla squadra al punto da comprometterne il cammino in campionato: tutte favole, col senno di poi, come pure l’affannosa quanto inutile ricerca dell’antiJuve del caso. Ruolo associato, di volta in volta ad Inter, Napoli e Milan. Nulla da fare. Troppa Juve per gli avversari.

E’ stato il campionato soprattutto delle conferme. Abbiamo avuto conferma della grandezza della difesa della Juventus: Barzagli non era un bluff, Bonucci è maturato ed è assurto a leader della squadra, Chiellini ha rivelato, nei momenti d’assenza, quanto importante fosse per gli equilibri della retroguardia. Abbiamo avuto conferma della decisività del centrocampo: Pirlo ha continuato a sbeffeggiare la carta d’identità, Vidal e Marchisio si sono espressi sui livelli dello scorso anno, e poi c’è stata la meravigliosa ed inaspettata esplosione di quel gioiello che risponde al nome di Pogba, concentrato di muscoli e potenza impressionanti. Ed abbiamo anche avuto conferma del livello buono ma non eccezionale dell’attacco: Vucinic il migliore ma sempre a corrente alternata, Matri e Quagliarella il loro l’hanno fatto, Giovinco ha deluso le attese.

Ma, soprattutto, abbiamo avuto conferma della bravura di Antonio Conte: qualcuno, al suo posto, sarebbe uscito con le ossa rotte dalla vicenda calcioscommesse, ma lui ha lavorato sodo, ha sfruttato positivamente la rabbia accumulata, ha compattato i suoi ragazzi e li ha trascinati in alto, ancora una volta. Fidelizzando il 3-5-2 studiato nella seconda metà della passata stagione, ricacciando il 4-3-3 per mancanza di interpreti adeguati (vedi il brutto infortunio di Pepe), e sperimentando, nel finale di campionato, quel 3-5-1-1 che sembra preludere all’arrivo di un fuoriclasse nel prossimo anno.

La Juventus, insomma, è tornata grande: se qualcuno, dopo l’annata passata, aveva qualche dubbio, adesso non potrà certo dissentire da ciò. E però,  sarebbe tempo che la ‘Vecchia Signora’ diventasse grandissima. E per convertire l’aggettivo al superlativo assoluto, sarà necessario fare bene in Europa. Anzi, benissimo, perché qualcosa di buono, i bianconeri, l’hanno fatta vedere già quest’anno in Champions League. Eccellente nella fase a gironi, dove ha messo in riga avversari temibili come il Chelsea campione uscente e lo Shakhtar del maestro Lucescu, ha superato agevolmente gli ottavi, liquidando il poco probante Celtic. Poi è perà arrivato il Bayern Monaco, e la Juventus si è scoperta minuscola di fronte allo maestosità bavarese.

Ecco perchè, nel giro di un paio di anni, la Juventus ha il dovere di provare a colmare il gap con la squadra tedesca, al momento al top in Europa. Serviranno investimenti di un certo tipo, mirati ed atti a rinforzare la rosa lì dove sia necessario. Il che, tradotto in soldoni, significa prendere due alternative sugli esterni del campo, ed un fuoriclasse in attacco. Con ciò non si pretende che, nel prossimo anno, la Juventus vinca la massima rassegna continentale per club. Ma puntare a fare meglio di quest’annata, arrivando alle semifinali, è obiettivo fondamentale per una squadra che vuole crearsi una dimensione europea. Per poi partire, tra due stagioni, all’assalto della Champions League, che manca oramai dal 1996.

  17:00 05.05.13
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Alla Juventus mancava solo 1 punto al secondo scudetto dell’era Antonio Conte, ed è arrivato, puntualissimo, nel match appena conclusosi contro il Palermo. Un trionfo senza possibilità di obiezioni, che arriva nel giorno tanto caro ai tifosi bianconeri, quel 5 maggio che richiama alla mente vecchie emozioni. Una cavalcata, quella dei bianconeri, vissuta con una
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