Prandelli e il codice etico: una favola a cui bisognerebbe mettere la parola fine

PrandelliE’ di qualche ora fa l’ufficializzazione dell’esclusione di Pablo Daniel Osvaldo dalla nazionale italiana. Cesare Prandelli ha deciso di far fuori il centravanti della Roma dal ritiro di Coverciano, cui il giocatore avrebbe dovuto unirsi domani, in vista della Confederations Cup che si giocherà in Brasile a partire dal 15 giugno prossimo. Particolare la motivazione che si legge nel comunicato emesso in merito dalla Federcalcio: in sintesi, Osvaldo è stato rispedito a casa (prima ancora di arrivare) per avere disertato la premiazione con la Roma, dopo la sconfitta subita domenica sera contro la Lazio. Per la perplessità di tutti coloro i quali si aspettavano, al limite, un’esclusione per motivi prettamente inerenti la lite verbale con Andreazzoli.

Senza troppi giri di parole, Prandelli ha combinato un bel pasticcio, e non è la prima volta. Ma come, davvero ci si attacca all’assenza dell’oriundo alla cerimonia di premiazione della Coppa Italia? E nell’estate scorsa, a pochi giorni di distanza dalla decisione del Napoli di non partecipare alla consegna della medaglia dopo la finale persa in Supercoppa contro la Juventus, perchè ha convocato De Sanctis e Maggio in vista del match contro la Bulgaria? Qualcosa non torna, caro Commissario Tecnico. Anzi, più di qualcosa. Tutta questa vicenda ha i contorni del peggiore dei pastrocchi, e sa tanto di incoerenza. La stessa vicenda che ha portato, prima dello scorso Europeo, all’esclusione di Criscito e alla conferma di Bonucci (entrambi poi assolti) non è piaciuta affatto.

Ma non finiscono qua le nostre perplessità. Quante volte, il Commissario Tecnico, avrebbe dovuto precludere a Mario Balotelli (peraltro vittima in un’occasione anch’egli) la maglia azzurra, dopo le liti avute, nei mesi addietro, con Roberto Mancini? Chiaro che qui Osvaldo sia stato ufficialmente ‘silurato’ per altri motivi, ma se di codice etico si tratta, dovrebbe esserlo sempre e comunque. Diciamoci la verità, questa vicenda del codice comportamentale ha un po’ stancato, puzza di perbenismo, è diventata forzata e stucchevole. E forse lo è sempre stata.

Detto chiaramente, forse un po’ troppo spudoratamente: chi se ne infischia se Osvaldo ha mandato a quel paese Andreazzoli o se Balotelli si è spintonato con Mancini oppure ancora se tal dei tali si è preso a botte con un compagno? Ribadito che, anche se fosse, ogni caso andrebbe discusso con uguale merito, siamo del parere che la cosa più importante sia che i giocatori righino dritto all’interno della nazionale italiana. Di quello che fanno presso il club, se ne dovrebbe occupare chi di dovere. Alias le società di appartenenza.

La nazionale non è una squadra di educande, ne’ risponde all’esigenza di istruire dei giovani chierichetti. Nel calcio conta vincere, e se un giocatore può tornare utile per raggiungere questo scopo, poco ci frega del suo comportamento al di fuori dell’ambito della squadra interessata. Nessuno dice che Osvaldo sia un fuoriclasse, ne’ tantomeno si può sostenere che sia un calciatore tranquillo e facilmente gestibile, ma questo è argomento che andrebbe affrontato in separata sede. Quel che importa è che Osvaldo è sicuramente un ottimo centravanti, che in campionato ha segnato 16 goal con 2 soli rigori compresi nel bottino, e che in nazionale ha sin qui fatto il suo degnamente, come dimostrano i 3 goal siglati in 8 partite.

Escluderlo significa aver rinunciato a quella che – piaccia o no – è, dopo Balotelli, la miglior prima punta del calcio nostrano dei giorni nostri, senza nulla togliere a Gilardino e Sau. Ci fosse stato Pazzini, avremmo avuto un degno sostituto, ma il ginocchio del centravanti rossonero ha fatto crac, e dunque rimarrà a guardare. A margine, perciò, ci poniamo una domanda, che probabilmente rimarrà senza risposta: se tra un anno, per assurdo, Buffon, Montolivo o Balotelli mettessero su qualche casino poco prima del Mondiale di Brasile 2014, cosa farebbe Prandelli? Applicherebbe l’indulto? Caro Prandelli, massimo rispetto per la sua educazione e la sua bravura da allenatore, ma mettiamo fine a questa favoletta del codice etico: oramai non ci crede più nessuno…

  09:10 28.05.13
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E’ di qualche ora fa l’ufficializzazione dell’esclusione di Pablo Daniel Osvaldo dalla nazionale italiana. Cesare Prandelli ha deciso di far fuori il centravanti della Roma dal ritiro di Coverciano, cui il giocatore avrebbe dovuto unirsi domani, in vista della Confederations Cup che si giocherà in Brasile a partire dal 15 giugno prossimo. Particolare la motivazione
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2013-05-28 09:10:22
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