Roma, una società tenuta sotto scacco da Allegri: figuraccia epocale

sabatini baldiniNon ci sta facendo una bella figura la Roma: ci riferiamo alla situazione legata a Massimiliano Allegri. Grottesca è forse la definizione esatta per inquadrare il tutto. Il tecnico toscano, difatti, sta praticamente tenendo in pugno la società giallorossa che, fino a poche ore fa, era convintissima di avere tra le mani l’erede di Andreazzoli. Eppure le ultime indiscrezioni non lasciano più tranquilli Sabatini, Baldini e compagnia varia. Voci da Milano vogliono un improvviso riavvicinamento di Allegri alla panchina del Milan, con la conferma che non sarebbe affato così lontana. E adesso la Roma cosa fa? Se davvero Allegri restasse sulla panchina rossonera, che pesci piglieranno i dirigenti capitolini? Perchè, vista la tanta attesa, sembra davvero palese che la prima scelta di Allegri sia quella di rimanere alla corte del club meneghino. Come dire: “Se mi confermano me ne rimango dalle parti di Milanello, altrimenti ripiego su Trigoria“. Un trattamento da seconda della classe, che la Roma non merita ma che, tramite i propri dirigenti, si sta evidentemente cercando. Dal punto di vista del mercato i dirigenti giallorossi, da quando si è insediata la proprietà americana, hanno viaggiato tra alti e bassi. Ma per quel che riguarda le decisioni sulla conduzione tecnica, non ne hanno imbroccando una che fosse una: la scelta di Luis Enrique (estate 2011) fu un po’ azzardata ma, dopo il primo anno, bisognava insistere sul progetto legato allo spagnolo. Un progetto che non poteva certo partorire frutti nel giro di un solo anno, ambizioso com’era. Ma l’allenatore iberisco è stato esonerato e, l’estate passata, pur avendo in mano la possibilità di far tornare il rinnegato Montella, gli fu preferito Zeman, ideale per far crescere un nugolo di ragazzi vogliosi di correre ed imparare, ma inadatto ad una squadra fatta anche di stelle e che vuole puntare nel giro di un paio di anni allo scudetto. Per il resto, sappiamo com’è finita: Zeman è stato esonerato e la squadra è stata consegnata nelle mani di Andreazzoli. E adesso siamo ai giorni nostri: giorni in cui Mazzarri si è accasato all’Inter, ed Allegri sembra lanciatissimo verso la permanenza al Milan. Pallotta qualche domanda deve pur farsela: nel calcio, lo diciamo spesso, pagano sempre e solo gli allenatori e, al limite, i giocatori. Ma i dirigenti? Sono sempre immuni, o almeno nella gran parte dei casi. Marco Branca, all’Inter, ne è l’esempio lampante: non v’era mezzo motivo di confermarlo. Eppure Stramaccioni, pur responsabile in parte, è stato mandato al macero, mentre il direttore sportivo dei nerazzurri è sempre lì, ben incollato al suo posto. Ora, dalle parti della Roma giallorossa, forse qualcuno dei dirigenti dovrebbe salutare: forse Baldini, forse Sabatini, forse entrambi. Ma serve una svolota, perchè una società come la Roma, con un ingente capitale a disposizione come quello messo a disposizione dagli ‘americani’, ha il dovere, in questi anni, di lottare a pieno titolo per lo scudetto. Lo capirà chi di dovere? Nel frattempo, in bocca al lupo, e sperate che Berlusconi si decida a dare il benservito ad Allegri…

  10:00 31.05.13
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Roma, una società tenuta sotto scacco da Allegri: figuraccia epocale
Non ci sta facendo una bella figura la Roma: ci riferiamo alla situazione legata a Massimiliano Allegri. Grottesca è forse la definizione esatta per inquadrare il tutto. Il tecnico toscano, difatti, sta praticamente tenendo in pugno la società giallorossa che, fino a poche ore fa, era convintissima di avere tra le mani l’erede di Andreazzoli.
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