Serie A 2012/2013: il Flop 11

serie aDopo aver fatto un ipotetico undici dei migliori giocatori del campionato, abbiamo fatto la stessa cosa cercando di individuare la peggior formazione della Serie A di questa stagione. Anche qui, abbiamo dovuto fare una selezione molto particolare, forse anche più complessa di quella dedicata al top 11. Eccovi quindi il Flop 11, dove la tattica scelta è un 3-4-1-2 che, al sol pensiero, fa venir su i brividi.

ujkaniSamir Ujkani: Reduce dall’ottima stagione disputata con la maglia del Novara, il Palermo aveva puntato su di lui per il ruolo di portiere titolare. Peccato che l’albanese sia rimasto coinvolto nella disastrosa stagione dei rosanero, perdendo sicurezza e combinando disastri in serie. In 19 partite ha subito 30 goal e non di rado ha avuto delle responsabilità. A gennaio se n’è andato al Chievo sperando di rilanciarsi, ma è finito a fare la riserva dell’ex dodicesimo di Sorrentino (andato proprio al Palermo), Puggioni. Declino precoce?

acerbiFrancesco Acerbi: è arrivato al Milan come il grande rinforzo difensivo dell’estate, dopo essere stato strappato alla concorrenza di mezza Italia. L’impatto con San Siro, però, non è stato per nulla dei migliori, ed al giovane ex Chievo hanno tremato più volte le gambe. Al punto che, nel gennaio passato, è stato rispedito proprio a Verona, non trovando peraltro neppure grande spazio. Speriamo non si sia bruciato definitivamente.

ranocchiaAndrea Ranocchia: Sconcertante la parabola verso il basso conosciuta da questo giovane ed innegabilmente talentuoso difensore. E’ giunto all’Inter dopo il triplete (anche se a gennaio), probabilmente il peggior momento sportivo per un ragazzo di belle speranze. E se la scorsa annata era stata negativa, quella attuale è andata ancora peggio. Tra infortuni e cambiamenti continui di moduli primi e partner di reparto dopo, non si è più ripreso e, a 25 anni, rischia di avere imboccato un tunnel senza uscita. Confidiamo che possa riprendersi, magari cambiando aria.

silvestreMatias Silvestre: l’Inter per averlo ha inscenato il classico duello di mercato con il Milan, considerandolo l’uomo giusto per riportare in auge la retroguardia nerazzurra. In realtà non si è mai calato nella nuova realtà, per via anche della pessima stagione vissuta dal suo club. E’ sparito prima di subito dal radar dei titolari, a fine campionato le presenze collezionate sono state appena 7: totalmente deficitario.

isla juventusMauricio Isla: la Juventus ha investito qualcosa come 9 milioni di euro per metà del suo cartellino, ed il cileno è sbarcato a Torino con la considerazione di chi avrebbe sottratto il posto da titolare a Lichtsteineir. In realtà, ha dimostrato di non essersi mai ristabilito dal brutto infortunio patito nella stagione precedente al ginocchio con la maglia dell’Udinese. Quando è sceso in campo ha fatto disperare sia Conte che i tifosi bianconeri. Emblematico e memorabile, in negativo, è stato il primo tempo giocato nel match di andata contro il Milan, quando il giovane De Sciglio lo ha letteralmente asfaltato. Disastro totale, dunque, con la Juventus che, adesso, si trova costretta a doverne riscattare la seocnda metà, tirando fuori altri 9 milioni di euro. A meno di un miracolo, 18 milioni andati in fumo. Sic.

riosArevalo Rios: A fine luglio Zamparini ha speso oltre 3 milioni di euro per il suo cartellino, facendogli firmare un triennale da ben 700.000 euro netti a stagione. Mai soldi furono spesi peggio: l’uruguagio ha giocato abbastanza male, dimostrando poca concretezza e non aggiungendo al centrocampo quell’energia di cui lo si riteneva capace. Di lui ci si ricorderà, soprattutto, per il mancato rientro dalle vacanze post natalizie, quando millantò un malessere poi smentito dalle foto festaiole inserite su facebook. Se ne andrà senza avere mai messo in mostra neppure la sua memorabile carica agonistica.

tachtsidisPanagiotis Tachtsidis: Zeman lo ha voluto fortemente, al punto che, quello del greco, è stato uno dei primi nomi indicati in sede di campagna acquisti. Non a casa il tecnico boemo ne ha fatto un titolare fisso, nel ruolo di regista, a discapito anche di un totem come Daniele De Rossi. Purtroppo non è riuscito ad avvicinarsi neppure lontanamenti ai picchi di rendimento conosciuti l’annta passata con la maglia dell’Hellas Verona. Anzi, ha palesato un evidente timore reveranziale ed una lentezza che nella Capitale giallorossa non rammentavano dagli infausti tempi di Andrade. L’Olimpico, non a caso, lo ha preso di mira e lui si è perso, sino a non trovare più la bussola. Esperienza da dimenticare, ma è giovane e si rifarà.

dossenaAndrea Dossena: Arrivato a Palermo come un potenziale salvatore della patria, si sperava potesse dare un contributo notevole alla causa rosanero, in chiave salvezza. In realtà ha stentato parecchio ed ha perso quasi tutti i duelli con gli avversari che hanno calcato la sua stessa fascia. Sicuramente non è stato aiutato dalla triste annata del club siciliano.

cossuAndrea Cossu: Nella stagione trascorsa è stato uno dei migliori calciatori della Serie A, cosa che gli capitava da un paio di anni. Basti pensare che, nell’estate del 2010, fu ad un passo dal disputare il Mondiale in Sudafrica con la nazionale italiana. In quella corrente, però, non è riuscito neppure lontanamente a ripetersi. Ha giocato poco e male, facendo registrare numerosi passi indietro. L’impressione è che il suo tempo a Cagliari sia finito.

robinhoRobinho: Allegri lo ha trattenuto controvoglia per due volte, in estate prima ed a gennaio dopo: mai errore fu più grave. Robinho ha infatti disputato un campionato all’insegna dell’abulia, svogliato come non lo si vedeva ai tempi del Manchester City e praticamente nullo sotto porta (2 goal in 23 partite). Tanto da essere alfine confinato tra le riserve, nonostante godesse dei favori di Allegri. Più della classe, innata, potè la saudade.

bendtnerNicklas Bendtner: Si parlava di Van Persie e Benzema, ma a fine agosto Marotta regalò (eufemismo) ad Antonio Conte questo danesone, strappato nientemeno che alla concorrenza del Siena, con cui aveva già raggiunto l’accordo. Ha giocato meno che poco e, quando è stato mandato in campo, ha evidenziato una lentezza da paracarro, cui non ha fatto da contraltare nessuna particolare nota positiva. Poi si è fatto male ed ha perso quasi l’inter stagione, rientrando in occasione dell’ultima giornata di campionato: giusto il tempo di giocare qualche minuto e procurarsi un grave infortunio al polso. Premio nobel per la sfiga, tra le altre cose.

  11:00 20.05.13
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Dopo aver fatto un ipotetico undici dei migliori giocatori del campionato, abbiamo fatto la stessa cosa cercando di individuare la peggior formazione della Serie A di questa stagione. Anche qui, abbiamo dovuto fare una selezione molto particolare, forse anche più complessa di quella dedicata al top 11. Eccovi quindi il Flop 11, dove la tattica
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2013-05-20 11:00:23
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