“Totti non è un fuoriclasse”, minacce di morte a Padovan dopo il suo articolo: e questo è inaccettabile!

padovanUn giornalista può permettersi di dire la sua opinione. Per fortuna nel nostro paese c’è la libertà di parola ed il diritto di stampa libera: il parere altrui, anche se non condiviso, andrebbe quantomeno rispettato civilmente. Il principio di libertà di stampa implica che tutte le persone debbano avere il diritto di esprimersi tramite lo scritto o qualsiasi altro modo di espressione delle opinioni personali.

Giancarlo Padovan, ex direttore di Tuttosport, tra gli altri, ha voluto realizzare un editoriale in cui esprime la sua personalissima idea su Francesco Totti, capitano della Roma dal 1998. Questo il testo originale del’articolo da lui scritto su “Discoveryfootball“:

Mi è davvero difficile comprendere l’ondata di riprovazione popolare a proposito della mia opinione passata, presente e futura su Francesco Totti. Per me non è un fuoriclasse e, a 37 anni, è un calciatore finito che si limita, come ha fatto per gran parte della sua carriera, a giocare prevalentemente da fermo. I ricorrenti infortuni che lo hanno colpito e lo colpiranno ancora, altro non fanno che confermare la mia teoria. Struttura e muscolatura sono usurate e ogni sforzo agonistico, ancorché limitato ad una partita settimanale, viene pagato a caro prezzo. Non è una colpa, sono tributi che bisogna concedere alla biologia. Tempus fugit e nessuno può evitare questa tagliola, meno che mai chi intende giocare fino a quarant’anni.

Foto IPP/da tv Roma 05/05/2010 calcio Coppa Italia 2009-2010 Roma - Inter Nella foto: il fallo intenzionale dell' espulsione di Francesco totti su mario BalotelliPerché Totti non è un fuoriclasse? Perché non ha mai accettato di misurarsi in realtà più competitive della Roma e dell’Italia, perché ha vinto poco nel club e mai a livello internazionale, perché nel 2006 ha fatto un Mondiale da convalescente (Italia sempre senza un uomo se lui era in campo) ritrovandosi campione per meriti altrui. Non senza fondamento, la maggioranza obietta: ma ha segnato più di tutti (230 gol) ed è sulle orme di Piola. E’ vero, ma se guardiamo solo ai gol allora c’è da fare una serie di distinguo: 63 sono stati segnati su calcio di rigore e 20 su punizione. Più di un terzo, dunque, da calcio da fermo la posizione più consona all’indole tottiana. E poi un fuoriclasse – se lo è veramente – non sputa agli avversari (Poulsen all’Europeo di Portogallo) e meno che mai prende a calci per pura frustrazione un avversario migliore di lui (Balotelli nella finale di Coppa Italia del 2010).

Perché Totti è un calciatore finito? Perché il suo galleggiare (3 gol fatti di cui uno su rigore) è senza prospettiva, perché gli infortuni sono frequenti e dolorosi, perché  sta facendo una stagione ordinaria in un contesto nel quale eccezionali sono gli altri (con il  Napoli, uscito lui, la Roma ha vinto comunque e Pjanic si è esaltato). Candidarlo per un rientro in nazionale non è né realistico, né rispettoso di chi ha fatto e farà più di lui. Come tutti dovrebbero ricordare, al Mondiale si gioca ogni quattro/cinque giorni e il Totti attuale fatica a giocare una partita intera ogni sette. Se in una manifestazione del genere fosse vittima di un infortunio di media entità (gli stiramenti di cui soffre),  la sua partecipazione sarebbe esaurita dopo una o due partite e la nazionale si sarebbe bruciata un posto. E poi con tutti i calciatori  giovani e maturi che sono saliti alla ribalta negli ultimi due anni, l’Italia ha bisogno proprio di Totti per sentirsi rappresentata?

Ora, a nostro parere il campione non si discute: ha ancora il tocco di palla da fuoriclasse e questo basta e avanza per giocare una partita ogni sette giorni. Contro l’Inter la sua prestazione è stata ammirevole. Non abbiamo la presunzione di dire che debba essere presente al Mondiale, sono scelte che deve prendere Prandelli ed è un interrogativo cui, in tutta onestà, non siamo in grado di rispondere. Ma possiamo certamente rispondere ad altro: non sembra proprio che Totti abbia mai amato al punto giusto la maglia della nazionale italiana. Decidere di non indossarla più, a soli 30 anni, è stata una sua scelta, non di Donadoni, nè di Lippi, nè di Prandelli.

Tuttavia, pur non condividendo appieno il pensiero di Padovan, lo comprendiamo e lo rispettiamo. Sono inaccettabili invece le gratuite ingiurie rivolte al noto giornalista sui vari social network “quanno parli de TOTTI lavete co l acido muriatco”, piuttosto che “che te pigliasse un colpo”, o il gravissimo “Stai attento per strada quando vieni a Roma!”, “frustato“, “incompetente“, “ridicolo” e tanti altri insulti e minacce che preferiamo non riportare. È questo che è ingiustificabile, non il personalissimo parere di un professionista! In fondo, ha espresso un giudizio negativo su Totti, mica sul Papa…

  11:24 22.10.13
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“Totti non è un fuoriclasse”, minacce di morte a Padovan dopo il suo articolo: e questo è inaccettabile!
Un giornalista può permettersi di dire la sua opinione. Per fortuna nel nostro paese c’è la libertà di parola ed il diritto di stampa libera: il parere altrui, anche se non condiviso, andrebbe quantomeno rispettato civilmente. Il principio di libertà di stampa implica che tutte le persone debbano avere il diritto di esprimersi tramite lo
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2013-10-22 11:24:08
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