Analisi economica: spendere per vincere, questo è il problema

soldi calcioDelle tre squadre italiane che hanno preso parte ai gironi di Champions League, solo una si è guadagnata l’accesso agli ottavi di finale, vale a dire il Milan. Per Juventus e Napoli, invece, c’è il premio di consolazione che risponde al nome di Europa League. Un dato che poco incoraggia, considerato che l’ultima società del nostro paese a vincere questa competizione è stata l’Inter, nel 2010. Non un secolo fa temporalmente parlando, periodo invece lontanissimo se andiamo a considerare il valore economico di quella formazione, ben lontano da quelli che attualmente vengono associati alle realtà italiane più importanti. A tal proposito, è interessante andare a vedere il quadro di quelle che sono le venti squadre il cui parco giocatori ha il valore più alto in tutta Europa, prendendo come fonte il portale ‘transfermarkt.it’. Di seguito, la classifica in questione:

Real Madrid: 583.500.000 euro;

Barcellona: 582.300.euro;

Bayern Monaco: 487.200.000 euro;

Manchester City: 472.750.000 euro;

Chelsea: 458.750.000 euro;

Manchester United: 404.000.000 euro;

Paris Saint Germain: 361.250.000 euro;

Arsenal: 355.500.000 euro;

Juventus: 355.100.000 euro;

Tottenham: 313.000.000 euro;

Borussia Dortmund: 293.800.000 euro;

Liverpool 285.500.000 euro;

Atletico Madrid: 255.000.000 euro;

Napoli: 240.500.000 euro;

Benfica: 230.850.000 euro;

Inter: 220.700.000 euro;

Milan: 219.500.000 euro;

Monaco: 209.750.000 euro:

Zenit: 205.000.000 euro;

Porto: 194.400.000 euro.

Facendo un breve sunto, l’Italia ha quatto rappresentanti (Juve, Napoli, Inter e Milan), mentre la parte del leone la fa l’Inghilterra, con sei società. Tre, invece, per la Spagna, rappresentata però da Real Madrid e Barcellona, le due realtà più quotate di tutte, oltre che dall’Atletico Madrid. Due squadre, invece, provengono dalla Germania, due dal Portogallo, due dalla Francia ed una dalla Russia. Sin qui sembrerebbe esserci un sostanziale equilibrio, ma il problema emerge quando andiamo a vedere il valore assoluto di cui parlavamo prima: quello di Real Madrid e Barcellona è superiore a quello della Juventus (prima tra le italiane) di oltre 250 milioni di euro, e più del doppio rispetto a quello del Napoli. E davanti alla Juve, con valutazioni ben superiori, abbiamo anche Bayern Monaco, Manchester City, Chelsea e Manchester United. Sempre avanti, anche se di poco, Paris Saint Germain ed Arsenal.

Ora, qualcuno potrebbe contestare che il Milan (la meno quotata delle italiane) si trova agli ottavi di finale al contrario di Juve e Napoli: verissimo, ma il discorso viene fatto anche in ottica futura e passata ed i rossoneri (non ce ne vogliano), rispetto ad altre realtà, sono meno quotati per una vittoria finale. Sempre rimanendo dentro i nostri confini, dopo la vittoria in Champions League risalente al 2010, l’Inter ha conosciuto un ridimensionamento evidente, che l’ha portata ad un netto depauperamento del parco giocatori ed al conseguente insuccesso non solo in campo europeo ma anche in quello italiano.

Dal 2011 ad oggi le squadre che hanno giocate le semifinali di Champions League sono state Bayern Monaco (2 volte), Barcellona (3 volte), Borussia Dortmund, Chelsea, Real Madrid (3 volte), Manchester United e Schalke 04. Eccetto Borussia e Schalke, che non hanno peraltro vinto, trattasi di realtà dal valore economico ben più alto di quello delle squadre nostrane. Tutto ciò per far capire che nel calcio si dice spesso che spendere non sia sempre sinonimo di vittoria: tuttavia, come si può ben notare, chi allarga maggiormente i cordoni della borsa, spesso, fa più strada rispetto alle altre e, soprattutto,vince.

Poi, è chiaro che esistano le eccezioni alla regola, come dimostra il Porto di Mourinho che, nel 2004, vinse la Champions League pur essendoci, in quella competizione, squadre ben più attrezzate. E però, le regole sono chiare: per vincere ci vuol fortuna, ci vuol determinazione ma, soprattutto ci vogliono gli squadroni che, di fatto, possono essere costruiti in una sola maniera. Spendendo. E se pensiamo che le società italiane, da questo punto di vista, anche per ovvi motivi, non sono ben propense, se ne deriva che, per aspettare il trionfo in Champions League di una di esse, dovremo ancora aspettare qualche anno. L’alternativa sarebbe crearsi in casa i talenti, come fatto dal Barcellona, ma anche qui siamo parecchio indietro. Nel frattempo, speriamo di essere smentiti, in primis dal Milan.

  15:49 12.12.13
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