Lippi giudica le italiane in Champions League: lodi a Milan e Napoli, deluso dalla Juve

lippiMarcello Lippi, che si accinge ad esordire sabato nel Mondiale per Club, con il suo Guangzhou Evergrande impegnato nel match contro la squadra egiziana dell’Al Alhy, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport per commentare il deludente bilancio delle rappresentanti di Serie A in Champions League. “Non parliamo di crisi generale del calcio italiano. Il Milan -sottolinea l’ex Commissario Tecnico della Nazionale italiana- ce l’ha fatta in condizioni difficili, e il Napoli è arrivato a un millimetro da un’impresa straordinaria. Non si può parlare di fallimento se esci da Dortmund e Arsenal con 12 punti”. Elogi sono riservati dall’allenatore viareggino a Massimiliano Allegri: “A me fa sensazione vedere che gli unici superstiti sono quelli che sin qui in stagione hanno avuto più problemi. – ha aggiunto – Ma lo ripeto, non è casuale: il rapporto del Milan con l’Europa e la capacità di concentrare in Champions le energie migliori sono proverbiali. Mi chiedo anche cosa debba fare di più Max per convincervi di essere un grande allenatore. Sono tre anni che il Milan viene smontato e rimontato, eppure lui riesce sempre a trovare la chiave per riaccenderlo e ripartire. Allegri  è un tecnico di qualità superiore perché sa uscirne sempre: e la ripetitività delle sue imprese dovrebbe avervelo fatto ormai capire. Gli allenatori italiani restano i migliori”.

championsleague-1Lunedì è in programma a Nyon il sorteggio per gli ottavi di finale di Champions League: “Le cose nel calcio cambiano in una settimana, figuriamoci in due mesi. Passando il girone – ha rimarcato Lippi- il Milan ha guadagnato tempo; ora può ritrovare Pazzini ed El Shaarawy, inserire quel buon difensore che è Rami, accentuare l’evoluzione di Kakà come leader tecnico. Può crescere molto. E deve rimontare in campionato”. A proposito di Milan, ecco spiegato il motivo per cui Balotelli non fu inserito nella rosa che partecipò ai Mondiali in Sudafrica del 2010: “Abete mi è testimone: prima di stilare la lista gli spiegai il perché dell’esclusione di Mario. All’epoca giocava nell’Under 21, e il suo comportamento disciplinare non era proprio inappuntabile. Ditemi pure che sono all’antica, ma per me la convocazione in Nazionale di un giovane, per quanto forte, è comunque un premio. E i premi si danno a chi li merita.

Premesso questo, aggiunsi ad Abete che la mia squadra avrebbe avuto bisogno di una poderosa rinfrescata dopo il Sudafrica, a prescindere dal risultato, e che Balotelli sarebbe stato uno degli uomini-chiave del nuovo ciclo. E’ ovvio che sia lui l’uomo su cui puntare in attacco. L’importante è che non si senta depositario di tutte le nostre speranze, finendone schiacciato. Lasciamolo giocare tranquillo”. L’ex condottiero della Juventus vincente in Italia ed in Europa rimprovera la squadra di Antonio Conte: “Una delusione, la Juve vale almeno i quarti come l’anno scorso, non l’Europa League. Conosco bene molti giocatori, so quanta rabbia provino ora. Si sentono di un’altra dimensione rispetto al Galatasaray, e hanno ragione. Molto giustamente e, aggiungo, dignitosamente, Conte ha ammesso a Istanbul che la qualificazione è stata persa nelle due partite iniziali”. L’eliminazione della Juve è un grave incidente di percorso, ma resto convinto che nel giro di un paio d’anni tornerà a essere competitiva anche in Europa. In Italia, beh… Non vedo chi possa impedirle di vincere il terzo Scudetto”. Sebbene sia stato estromesso dalla massima competizione continentale, il Napoli merita, invece, un giudizio lusinghiero: “La squadra azzurra è stata la migliore delle 3.  E il modo rocambolesco in cui è uscita guida il mio giudizio complessivo. Se si fosse qualificata assieme al Milan, come stava per succedere, parleremmo di discreto risultato delle nostre squadre. Il Napoli è forte, e sta accumulando esperienza. Crescerà. Benitez? Mi piace perché gli si legge in faccia la serenità di chi ha vinto tanto e sa come si fa”. Lippi è concentrato adesso sul Mondiale per Club: “Sfidare Guardiola in semifinale mi piacerebbe un sacco. Credo che i giocatori siano ancora un po’ sotto sbornia Champions. Gli egiziani sono tosti, ma Pezzotti è andato a vederli e dalle relazioni abbiamo capito di potercela fare. Hanno un campione, Aboutrika, al passo d’addio com’era Zidane prima della finale 2006: lo prendo come un auspicio. Con l’Al Ahly sarà una gara equilibrata, – ha concluso l’ex ct – e ci terrei tanto a vincerla anche e soprattutto per vedere le facce dei miei giocatori davanti al Bayern. Abbiamo fatto tutto molto in fretta, un anno e mezzo fa internazionalmente non esistevamo”.

  11:21 13.12.13
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2013-12-13 11:21:40
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