Quaresma story: il ritorno del ‘trivela’ tra ascese e ricadute

quresmaStrana storia, davvero, quella di Ricardo Quaresma: da bidone a fenomeno più volte in carriera, vissuta su una sorta di montagne russe tra pochi alti e molti bassi. Andiamo a rileggerne la storia. Classe 1983, cresce nelle giovanili dello Sporting Lisbona, al fianco di un certo Cristiano Ronaldo. I due, in coppia, fanno faville, ed è facile pronosticare ad entrambi un futuro da superstar del calcio. Entrambi lasciano gli amati lidi lusitani nel 2003: Quaresma firma con il Barcellona, Ronaldo se ne va al Manchester United.

Quest’ultimo, sotto l’ala protettiva di Alex Ferguson, cresce bene, ha dalla sua il senso del dovere e la voglia di arrivare in alto. Quaresma, invece, si segnala più che altro per i continui tiri e cross fatti con l’esterno del piede (la famosa ‘trivela‘) e le liti con il tecnico blaugrana, Frank Rijkaard. Non a caso, dopo pochi mesi, viene ceduto e torna in patria: a tesserarlo è il Porto. Qui avviene la prima rinascita di Quaresma, che rimane nella capitale portoghese per ben quattro stagioni, vissute da assoluto protagonista.

Al punto che nel 2008 un certo Josè Mourinho insiste con i dirigenti dell’Inter perchè acquistino il suo connazionale: 18 milioni di euro è la cifra che Moratti versa nelle casse del Porto per accontentare lo ‘Special One’. Il debutto è da incorniciare: in campionato, contro il Catania, gioca una buona partita e segna un goal, pur se con l’aiuto decisivo di una deviazione. Pura illusione visto che, da lì in poi, tornerà il Quaresma di Barcellona: irritante, per nulla incisivo, con poca voglia di fare addosso.

Nel febbraio del 2009 è già spedito altrove: se lo prende il Chelsea, con la formula del prestito con diritto di riscatto. Anche a Londra, però, si rendono conto della discontinuità del giocatore, peraltro penalizzato dal fatto che l’allenatore che lo aveva fortemente voluto, Scolari, viene esonerato poco dopo. Gli subentra Hiddink, che Quaresma non lo vede neppure col binocolo. L’anno seguente è ancora all’Inter: gioca poco, spesso inconcludente, i bonus per lui si sono esauriti.

Da lì in poi, la sua carriera sembra colare a picco: due anni al Besiktas poco entusiasmanti e l’esperienza all’Al Ahly durata pochi mesi. Mesi alla fine dei quali Quaresma rimane disoccupato: è il maggio del 2013 ed il rischio che sia da considerare un giocatore finito è fortissimo. Più di sei mesi senza squadra, Ricardo non si scoraggia e, poco dopo, la sua costanza viene premiata: lo ingaggia la squadra del suo destino, il Porto, che lo mette sotto contratto nel gennaio 2014.

Il resto è storia recente, e ci racconta di un calciatore rigenerato, diventato un punto di riferimento per la squadra, spesso decisivo in termini di assist e goal: sin qui, complessivamente, 16 partite giocate, 9 goal segnati e 2 assist decisivi. Numeri spettacolari, che rendono l’idea di un calciatore ritrovato. Ciliegina sulla torta, il gran goal segnato ieri, nel ritorno di Europa League, contro il Napoli: servito dal compagno, si beve Behrami e Ghoulam, elude il controllo di Inler e fa partire un sinistro che si scaglia, imparabile, nella porta difesa da Reina. E’ il ritorno del ‘trivela’ Quaresma: l’ennesimo.

  12:00 21.03.14
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Strana storia, davvero, quella di Ricardo Quaresma: da bidone a fenomeno più volte in carriera, vissuta su una sorta di montagne russe tra pochi alti e molti bassi. Andiamo a rileggerne la storia. Classe 1983, cresce nelle giovanili dello Sporting Lisbona, al fianco di un certo Cristiano Ronaldo. I due, in coppia, fanno faville, ed
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