Barcellona, tempi d’oro finiti ma niente funerali

barcellonaIeri l’eliminazione del Barcellona ad opera dell’Atletico Madrid ha suscitato clamore, e non per il fatto che a superare il turno siano stati i ‘colchoneros’. E’ il modo in cui il Barça ha subito il gioco di Koke e compagni che ha stupito non poco, lasciando davvero intendere che il ciclo del grande Barcellona, partito nel lontano 2008, sia prossimo alla conclusione.

Tutto il mondo negli anni passati ha imparato ad ammirare quella che si è conquistata il diritto di far parte delle squadre leggendarie, della quale si parlerà anche tra un secolo. Le vittorie, del resto, parlano chiaro: 4 campionati spagnoli, 2 Coppe del Re, 4 Champions League e 2 Mondiali per Club. E, soprattutto, un senso di invincibilità che a lungo ha accompagnato Messi e compagni.

Ma cosa non funziona più in questa squadra? Cosa ha impedito ai ‘blaugrana’ di conquistare le semifinali di Champions League per la settima volta consecutiva? Oltre alla grandezza dell’avversario, è evidente che alcune cose non girino propriamente per il verso giusto. Innanzitutto, la difesa centrale non è più quella di un tempo: Piquè e Puyol per anni hanno rappresentato il top, mentre ieri a presidiare l’area di rigore c’erano Mascherano e Bartra, decisamente rivedibili. Gran parte dei giocatori, inoltre, come ad esempio Dani Alves, Xavi ed Iniesta, pur rimanendo fior di campioni non può non avvertire il peso degli anni che passano.

Messi, inoltre, non ha saputo fare ciò che un tempo gli riusciva facilissimo: vincere le partite quasi da solo. Inoltre, l’impressione è che il ‘Tata’ Martino, senza nulla volergli togliere, non si sia calato appieno nella realta ‘barcellonista’, al punto che non è da escludere un suo addio a fine anno. Quando si arriva a questi punti, si inizia spesso a parlare di rifondazione, ricostruzione e via dicendo. Anche qui la strada per il Barcellona si fa impervia. Il blocco di mercato imposto dalla Fifa per le prossime due sessioni complica terribilmente i piani del Presidente Bartolomeu.

Il pensiero più grosso riguarda il portiere: con Victor Valdes che andrà via a costo zero e Pinto che si conferma a dir poco inaffidabile, c’è l’assoluta urgenza di concludere l’acquisto ormai definito di Marc Andrè Ter Stegen, dal Borussia Moenchengladbach. Servirebbero anche un paio di difensori centrali ed un centrocampista di spesso internazionale che inizi ad inserirsi tra le maglie di un reparto formidabile (avrebbe potuto esserlo Thiago Alcantara se non fosse stato ceduto al Bayern Monaco di Guardiola).

Qualora non si trovasse un accordo con la Fifa per porre fine al blocco di mercato, il problema sarebbe di non poco conto. L’impressione, però, è che un escamotage, alla fine, lo si troverà. Attenzione però: tutto ciò che abbiamo scritto è assolutamente figlio della verità, il Barcellona non è più lo squadrone di un tempo ed è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia, parliamo di una squadra pienamente in corsa per la Liga ed in finale di Coppa del Re, dove affronterà il Real Madrid di Ancelotti. Insomma, giusto parlare di squadra che si avvicina alla fine di un ciclo senza precedenti, ma guai a fare il funerale al Barcellona: le somme definitive le tireremo a fine stagione.

  10:41 10.04.14
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Barcellona, tempi d’oro finiti ma niente funerali
Ieri l’eliminazione del Barcellona ad opera dell’Atletico Madrid ha suscitato clamore, e non per il fatto che a superare il turno siano stati i ‘colchoneros’. E’ il modo in cui il Barça ha subito il gioco di Koke e compagni che ha stupito non poco, lasciando davvero intendere che il ciclo del grande Barcellona, partito
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2014-04-10 10:41:31
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