Lione-Juventus 0-1, cuore bianconero: commento e pagelle

bonucci01Una nobile decaduta contro una che in Europa nobile vuol tornare: è questa l’affascinante chiave di lettura storica di Olympique Lione-Juventus, andata dei quarti di finale di Europa League Da un po’ di anni i transalpini si sono notevolmente ridimensionati, ma il Municipal de Gerland è sempre una bolgia in grado di caricare Malbranque e compagni.
La Juve vuole portare a casa il trofeo e riscattare la brutta debacle di Napoli. Conte conferma il classico 3-5-2 con Caceres ancora a rilevare Barzagli, Isla sulla fascia destra, Marchisio ad affiancare Pogba e Pirlo in mediana e la coppia d’attacco Tevez-Osvaldo.
Anche l’O.L. ha voglia di riscatto, dopo la disfatta nel derby del Rodano contro il Saint-Etienne, e si affida principalmente al talento di Gonalons, nel mirino di diverse italiane, e agli spunti di Lacazette, da tempo visionato proprio dai bianconeri. Sono i transalpini, infatti, a palesare l’approccio più aggressivo, ma a centrocampo è evidente il gap in termini di qualità con i bianconeri, che nelle prime fasi dell’incontro cercano, senza troppi problemi, di arginare le manovre offensive avversarie.
La chiave tattica dell’incontro è senza dubbio la “gabbia” predisposta da Remi Garde per Pirlo, su cui ripiegano persino Briand e Malbranque. Quest’espediente del tecnico francese costringe la Juventus ad affidare la regia a Bonucci, i cui lanci non sono certo paragonabili a quelli del regista ex Milan.
La prima grande occasione capita al 26′ sui piedi di Malbranque, ma il destro dell’ex Fulham viene deviato provvidenzialmente in angolo da Buffon. Proprio sul corner successivo, Briand esce dai blocchi e impatta di testa, ne vien fuori un pallonetto che va a morire sopra la traversa.
La Juve capisce che è il momento di svegliarsi e, 3 minuti più tardi, Pirlo, alla prima occasione utile, lancia Tevez. L’argentino, solo davanti alla porta, deve però fare i conti con i riflessi di Lopes, attento nell’uscita.
La fase di costruzione bianconera è tuttavia estremamente macchinosa e la gara è più equilibrata rispetto alle previsioni.
Nell’ultima fase della prima frazione gli uomini di Conte cercano di acquisire quantomeno la supremazia territoriale, ma le offensive continuano a essere sterili e nessun brivido scuote la schiena dei tifosi del Lione.

La ripresa rispetta lo stesso canovaccio: Lione aggressivo e Juve sulla difensiva. Al 52′ Buffon si deve superare per sventare una cannonata di Umtiti su punizione (dal replay si evidenzia però che la sfera sarebbe comunque terminata fuori).
Conte corre ai ripari e sostituisce lo spento Tevez con Mirko Vucinic al 56′.
Al 59′ una punizione defilata di Pirlo chiama Lopes all’intervento. L’ingresso di Giovinco al posto di Osvaldo manifesta la volontà del tecnico salentino di puntare sulla velocità per scardinare l’attenta difesa del Lione. L’ingresso della formica atomica vivacizza l’attacco bianconero: dai suoi piedi parte infatti un cross pericoloso che Lopes smanaccia e sulla cui ribattuta il tiro di Asamoah viene deviato provvidenzialmente. Anche Pogba si accende e illumina per Isla, che però si infrange sull’uscita dell’estremo difensore avversario.
La Juventus riesce a prendere il pallino del gioco, senza però creare occasioni di rilievo.
E’ il Lione, tuttavia ad andare vicino al vantaggio all’84’ quando Briand si avventa su un cross sballato e in scivolata rimette la sfera in mezzo, ma è troppo alta per Malbranque.
La Juve risponde e prima si “mangia” letteralmente un gol con Vucinic che manda clamorosamente alto, ma poi, su una palla messa in area da Marchisio, Bonucci approfitta di uno svarione difensivo e batte Lopes all’86’.
Vince, soffrendo, la Juve. Il Lione può recriminare perché, forse, il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Successo di platino per gli uomini di Conte, che ipotecano la semifinale.

JUVENTUS (3-5-2)

Buffon 6,5: chiamato in causa da Malbranque e Umtiti, risponde “presente”

Caceres 6,5: del pacchetto arretrato, sembra l’elemento atleticamente più pronto. Contiene bene la velocità di Lacazette.

Bonucci 7: è vero, sbaglia diversi lanci, ma non si può pretendere che la regia sia appannaggio esclusivamente del difensore centrale. Nella ripresa una sua scorribanda in area di rigore avversaria gli permette di portare in vantaggio i suoi.

Chiellini 6: appare non al 100% della forma, e dalla sua parte qualcuno, soprattutto nel primo tempo, “scappa” con fin troppa facilità. Si riscatta, come altri compagni, nella ripresa.

Isla 5,5: nel primo tempo buon lavoro di contenimento, con cui aiuta Caceres a proteggere la corsia destra. Cala atleticamente nella ripresa.
(78′ Lichtsteiner s.v.)

Pogba 6: nella sua terra natìa è piuttosto in ombra all’inizio e non riesce a fare la differenza nella contesa a centrocampo. Nella ripresa si riprende e con le sue giocate inizia a regalare un po’ di spettacolo.

Pirlo 5,5: insufficienza dovuta più a meriti avversari che a demeriti personali. La marcatura di Malbranque e degli altri centrocampisiti è esemplare e “Mozart” non ha margini per impostare.

Marchisio 5,5: è, a ragion veduta, uno dei più bersagliati dalle urla di Conte. Tanti gli errori di posizionamento e soprattutto di impostazione. Non trova in nessun modo il tempo per inserirsi alle spalle delle punte. Ha il merito, tuttavia, di mettere in mezzo il pallone che poi, dopo qualche, carambola, Bonucci trasforma in gol.

Asamoah 6: corre tanto, come al solito. Encomiabile il suo costante contributo “polmonare”.

Tevez 5,5: continua l’eterno digiuno in Europa. Qualche spunto interessante, ma niente di più. Non fa il lavoro che in Serie A gli permette di fare la differenza, ovvero fare da raccordo tra mediana e attacco, propiziando le incursioni dei centrocampisti.
(56′ Vucinic 5,5: discreto impatto sul match. Sicuramente più in palla dell’Apache. Pesante l’errore sotto porta nel finale)

Osvaldo 5: ectoplasma.
(63′ Giovinco 7: il suo ingresso rivitalizza la fase offensiva. Non è stata una cattiva idea quella di “rispolverarlo”)

  22:55 03.04.14
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Una nobile decaduta contro una che in Europa nobile vuol tornare: è questa l’affascinante chiave di lettura storica di Olympique Lione-Juventus, andata dei quarti di finale di Europa League Da un po’ di anni i transalpini si sono notevolmente ridimensionati, ma il Municipal de Gerland è sempre una bolgia in grado di caricare Malbranque e
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2014-04-03 22:55:51
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