Mourinho il catenacciaro: quando il fine giustifica i mezzi

Numerose critiche si sono levate nei confronti di Josè Mourinho, per l’impostazione data al Chelsea nella partita di ieri

mourinhoSi sta facendo un gran parlare della partita giocata ieri da Chelsea ed Atletico Madrid. Anzi, a dirla tutta, a creare discussione è l’atteggiamento tattico tenuto dai londinesi: catenaccio nel senso più puro del termine, barricate erette a difesa della propria porta, con tanti saluti all’estetica parecchio cara agli amenti del tiki taka. Risultato? Un secco 0-0, palla al centro ed appuntamento alla prossima settimana. In sintesi Josè Mourinho ha portato a termine il suo piano: chiudere la partita senza subire goal ma, soprattutto, senza dover cominciare il match allo Stamford Bridge dovendo inseguire l’Atletico Madrid. Qualcuno ha espresso forti dubbi riguardo il fatto che questo risultato sia positivo per il Chelsea, facendo notare come gli spagnoli, al ritorno, avranno a disposizione due risultati su tre per superare il turno. E però, Mourinho non è l’ultimo arrivato, ha fatto i suoi bei conti, ha valutato pro e contro ed ha deciso di giocarsela – o non giocarsela, secondo alcuni – in ossequio al difensivismo più puro che ci possa essere. Se avrà fatto bene o male lo sapremo tra qualche giorno, ma di certo è riuscito nel suo intento. Può piacere o non piacere, ma nel calcio ciò che conta è ottenere risultati. Se lo si fa coniugandoci un bel gioco tanto meglio, diversamente non rimane che da dire una cosa: il fine giustifica i mezzi. Non più tardi di due anni fa proprio il Chelsea, guidato da Roberto Di Matteo, vinse una Champions League impostando la finale contro il Bayern Monaco sul catenaccio e contropiede: con questa ricetta, riuscì a superare i tedeschi addirittura tra le mura amiche, facendo impallidire tutti i veggenti del caso, che avevano indicato i ‘blues’ come vittima predestinata. Cosa sarebbe stato meglio? Giocarla a viso aperto, beccare magari 4 goal ed essere consegnato alla storia come il profeta del bel gioco ma perdente di successo (vedasi Zeman)? O è stato più opportuno chiudersi in difesa? Fino a prova contraria, nel calcio la gloria vai ai vincenti, il dogma secondo il quale gli ultimi saranno primi non appartiene a questo mondo. Ecco perchè Mourinho, a prescindere da simpatia ed antipatia del caso, va solamente elogiato per la partita di ieri. Avendo compreso di aver poche possibilità di giocarsela alla pari, anche per via delle numerose defezioni che hanno colpito il Chelsea, ha optato per l’italianissimo catenaccio. Al ritorno vedremo se avrà fatto cosa giusta o meno, ma su una cosa possiamo essere tutti d’accordo: lo ‘Special One’ è competente e furbo, molto furbo. Lo dice la storia del calcio, della quale Mou ha scritto pagine epocali.

  14:43 23.04.14
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Numerose critiche si sono levate nei confronti di Josè Mourinho, per l’impostazione data al Chelsea nella partita di ieri Si sta facendo un gran parlare della partita giocata ieri da Chelsea ed Atletico Madrid. Anzi, a dirla tutta, a creare discussione è l’atteggiamento tattico tenuto dai londinesi: catenaccio nel senso più puro del termine, barricate
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