Mourinho, l’ennesimo capolavoro di colui che “conosce poco la tattica”

mourinhoJosè Mourinho è personaggio che non lascia spazio alle mezze misure: o lo si ama o lo si odia. Irriverente, provocatore, egocentrico, non gli interessa accaparrarsi le simpatie di nessuno: motivo, questo, che sarebbe già sufficiente a rivolgergli un applauso. Al tecnico portoghese importano solo i risultati che, nel corso della sua carriera, hanno sempre parlato per lui.

Ha vinto tutto ovunque sia andato, eppure c’è chi gli chiede continuamente di dover dimostrare qualcosa, di dar conto della sua teorica sfacciata fortuna. Tirata in ballo ieri, quando il suo Chelsea ha vinto per 2-0 contro il Paris Saint Germain, ribaltando il risultato dell’andata e qualificandosi alle semifinali di Champions League.

Lo stesso Mourinho, nel dopopartita, con riferimento al fatto che la partita fosse stata decisa dai due subentrati, ha parlato scherzosamente di “culo“. Ma se nel calcio la fortuna è elemento essenziale, quando parliamo del tecnico portoghese non possiamo che riconoscerne gli enormi meriti, frutto di un lavoro maniacale e della capacità costante di compattare il gruppo e proteggerlo sempre da ogni critica o attacco strumentale.

Qualche problema l’ha avuto al Real Madrid, eppure ha vinto qualcosa anche lì, nonostante la presenza di un Barcellona che definire marziano non ci pare cosa insensata. Di Mourinho si dice spesso che sia eccellente psicologo e scarso conoscitore di tattica: altro luogo comune, come dimostrato ieri dall’incontro con il Paris Saint Germain, dove il rivale Blanc ha messo in mostra tutti i suoi limiti, al contrato del volpone lusitano, abile nel mettere in campo la squadra nel miglior modo possibile.

Perchè, da che calcio è calcio, con la sola psicologia non si va da nessuna parte. La mossa di inserire David Luiz sulla linea dei centrocampisti, già sperimentata nel corso di questa stagione, è stata considerata da qualcuno elemento di follia: ed invece il brasiliano è stato uno dei migliori in campo, annullando Verratti in maniera inapputanbile. Tornando ai cambi, azzeccarli è solo questione di fortuna? Assolutamente no, sarebbe riduttivo e poco corretto dire questo. Chi, ieri, avrebbe fatto entrare prima Demba Ba invece che Fernando Torres? Quasi nessuno.

Insomma, Mourinho è un fenomeno, e non solo della comunicazione mediatica, come qualcuno vuole far credere. Alla guida di un Chelsea che, pur rimanendo una signora squadra, non è paragonabile ad altre formazioni di livello ben superiore (vedi Manchester City), è riuscito a piazzarsi per adesso tra le quattro squadre più forti d’Europa ed è ancora in lizza per la vittoria della Premier League. Ad inizio stagione, probabilmente, qualcuno non ci avrebbe scommesso un euro. Eppure dovremmo saperlo, dove c’è di mezzo Mourinho arrivano i risultati e ci si diverte, sia sul campo da gioco che fuori: standing ovation per lo ‘Special One’.

  12:10 09.04.14
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Josè Mourinho è personaggio che non lascia spazio alle mezze misure: o lo si ama o lo si odia. Irriverente, provocatore, egocentrico, non gli interessa accaparrarsi le simpatie di nessuno: motivo, questo, che sarebbe già sufficiente a rivolgergli un applauso. Al tecnico portoghese importano solo i risultati che, nel corso della sua carriera, hanno sempre
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2014-04-09 12:10:05
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