Albertini: “Dopo Mondiale mi congedo dalla Figc!”

albertini”Due anni di lavoro di squadra, per preparare al meglio il Mondiale e mettere al centro i giocatori. Ora è il momento di dare fiducia a questa Italia, di credere in noi stessi”. Poi, dopo il Brasile, Demetrio Albertini lascerà la Federcalcio. Centrocampista di regia e visione di gioco, l’ex milanista ha continuato a vestire l’azzurro in questi anni come presidente del Club Italia. Eletto in Figc come candidato dell’assocalciatori, poi scelto come vicepresidente, da quattro anni è al fianco della nazionale e di Prandelli, come dirigente responsabile di tutto il settore azzurro. In Brasile sarà capodelegazione. ”Ho già informato da tempo il presidente Abete: al Mondiale sarò al fianco dell’Italia. Poi lascerò – spiega all’Ansa – i miei incarichi e mi congederò dalla Figc: una scelta che arriva dopo riflessioni personali, per un percorso professionale. Sono stati anni di crescita, al fianco di Abete al quale sono legato da stima. Ma per me è ora di girare pagina”. Il Milan, la Spagna, un club italiano o estero, forse un ritorno in federcalcio: di più sul futuro Albertini non dice. ”Ora siamo concentrati sul Mondiale: sono due anni che ci lavoriamo, tutti”. E un capodelegazione ‘dimissionario’ come ci arriva? ”Con grande serenità, e molto entusiasmo. Lo stesso che ho unito all’impegno per il dossier Italia per Euro 2020, un lavoro di squadra che confido ci darà il successo in Uefa. Nel frattempo, in questi due anni abbiamo lavorato tutti, dirigenti e staff tecnico per mettere i 23 azzurri al centro, nelle migliori condizioni in Brasile. Sarà un Mondiale strano, e molto moderno”.

In che senso? ”Abbiamo messo a disposizione di Prandelli, in base alle sue richieste, una serie di novità tecnologiche. Sono state inserite figure come la nutrizionista e i tecnici del sistema GPS che seguirà i movimenti dei giocatori in campo nell’ allenamento. Utilizzeremo sensori per la misurazione della forza muscolare. Abbiamo curato nei dettagli il recupero, con la criosauna in ritiro e l’allenamento in condizioni ‘amazzoniche’ a Coverciano, in uno spazio dove l’umidità salirà fino all’80%’. Tutto da testare in Brasile ”Ci siamo stati tre volti per evitare sorprese. Sarà un mondiale anomalo: le grandi variazioni di clima, penso alla differenza tra Manaus e il Sud, e poi le distanze. Ma lo sarà per tutti: gli spagnoli mi confessavano le loro preoccupazioni per la prima partita, dovranno farsi quattro ore di volo. Le condizioni non sono facili. Per questo dico una cosa: a parte i valori tecnici, vincerà chi avrà più pazienza e crederà in quel che fa”. Un discorso per la squadra o per l’opinione pubblica? ”I giocatori devono fidarsi. Ma credo che anche la gente debba dare fiducia all’Italia: a confronto con le altre nazionali, ha raccolto più di quel che sono riusciti a fare i club. Il gruppo è così compatto, da tirar fuori tutti suoi valori nei momenti che contano”. A proposito di valori, il codice etico e la convocazione di Chiellini hanno provocato polemiche. ”Le convocazioni non spettano a me, ma sono pienamente in sintonia con l’allenatore. Il codice che abbiamo discusso fin dall’inizio della mia delega al fianco delle nazionali e’ una linea guida sui comportamenti dei giocatori, pienamente condiviso dalla squadra, che lascia al ct il potere di scelta indipendentemente dagli altri organi giudicanti”.

Pienamente condivisa anche la scelta innovativa del ritiro aperto alle famiglie? ”Non siamo l’unica nazionale ad avere un albergo non completamente dedicato, in Brasile. La federcalcio ha riservato per squadra e staff due settori dell’albergo di Mangaratiba, il ritiro scelto da Prandelli prima di tutto in base alla presenza del campo di allenamento all’interno: il terzo settore è rimasto a disposizione delle famiglie, che potevano acquistare le camere dalla Fifa. Ci saranno zone comuni durante il giorno. Confido nel rispetto dei ruoli, in Confederations, con questo parametro, la presenza dei parenti ha portato benefici”. Come capodelegazione avrà a che fare con Fifa, Balotelli o Cassano, i familiari: preoccupato da chi? ”Da nessuno dei tre. I collegamenti con la Fifa sono consolidati da esperienza e rapporti. Quelli con i giocatori, a onore del vero, spettano al ct, e in ogni caso per quel che mi compete mai avuto alcun tipo di problema con nessun ragazzo. Quanto ai parenti, ripeto: confido nel rispetto dei ruoli”. Sarà anche il Mondiale della protesta: la imbarazza vivere una festa attorno alla quale c’è un disagio così forte? ”Ho fatto quattro mondiali e quattro europei, più due Confederations, tra campo e dirigenza: da persona comune, sì, un certo imbarazzo lo provo. Il calcio ha una rilevanza sociale immensa, vederlo usare in questo modo, per una protesta legittima, colpisce. Ma chiunque sia stato in Brasile, avverte che il disagio è reale”. Quale rammarico per questi 4 anni in Federcalcio? E per cosa si batterà fino all’ultimo? ”Rammarico, nessuno. Impegno, sempre: per le mie idee”.

  17:12 15.05.14
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”Due anni di lavoro di squadra, per preparare al meglio il Mondiale e mettere al centro i giocatori. Ora è il momento di dare fiducia a questa Italia, di credere in noi stessi”. Poi, dopo il Brasile, Demetrio Albertini lascerà la Federcalcio. Centrocampista di regia e visione di gioco, l’ex milanista ha continuato a vestire
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