Da Baggio a Van Basten: storie di lacrime dal dischetto…

baggioSudore e lacrime, delusioni e sogni infranti. Notti insonni, riconducibili a un solo, unico incubo: l’errore dal dischetto. ‘Nino non aver paura, di sbagliare un calcio di rigore…’, cantava De Gregori nella ‘Leva del ’68’. Ieri sera, al Franchi di Firenze, l’errore lo ha commesso il torinista Cerci, ma questo destino crudele ha accomunato illustri fuoriclasse. La Nazionale azzurra è stata flagellata per anni dai penalty sbagliati: nel 1990, a Napoli, contro l’Argentina, Donadoni prima e Serena poi, si fecero ipnotizzare da Sergio Goycochea; la finale del Mondiale disputato in casa svanì in pochi minuti. Un’occasione irripetibile. Quattro anni dopo sfumò la Coppa del mondo, nella canicola del Rose Bowl di Pasadena (Los Angeles), dopo la finale contro il Brasile: il volto rigato dalle lacrime di Franco Baresi e il codino sgualcito di Roby Baggio fecero il giro del mondo. Siccome non c’è due senza tre, l’Italia pagò dazio anche nel 1998, a Parigi, nei quarti contro la Francia: quella volta toccò a Di Biagio mettersi le mani in testa, dopo avere visto il pallone infrangersi sulla traversa. Nell’82 un altro azzurro, Antonio Cabrini, commise un errore gravissimo dal dischetto, nella finale iridata di Madrid contro la Germania Ovest. L’errore venne cancellato dalla goleada del secondo tempo. Pianse pure Marco Van Basten, quando agli Europei del ’92, in Svezia, vide svanire dal dischetto la seconda finale consecutiva dell’Olanda, contro la Danimarca. Il ‘Cigno’ di Utrecht fu irretito dalla colossale sagoma di Peter Schmeichel. Al Milan furono fatali i rigori nel 2003, contro il Boca Juniors di un giovanissimo Tevez, e gli costarono l’Intercontinentale. Nel 2005 ci fu il bis, a Istanbul, contro il Liverpool (i rossoneri avevano chiuso il primo tempo avanti di tre gol). Il Milan nel 2003 vinse la Champions, che fu invece fatale alla Juve, stregata da Dida, bravo a neutralizzare ben tre conclusioni. nella finale tutta tricolore. Rigori fatali anche alla Roma, nella finale di Coppa dei Campioni, contro il Liverpool, di cui quest’anno ricorre il trentennale: in una tiepida sera di maggio 1984, Conti e Graziani vennero innervositi ad arte da Grobbelaar: uno calciò sulla traversa, l’altro oltre, sotto la curva sud, in un Olimpico incredulo. Il leggendario romeno Ducadam, con ben quattro prodezze, negò la Coppa dei Campioni al Barcellona, regalandola alla Steaua Bucarest. Il Chelsea prima perse una Champions dal dischetto (storico lo scivolone di Terry) e poi la vinse contro il Bayern.

  16:00 19.05.14
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Sudore e lacrime, delusioni e sogni infranti. Notti insonni, riconducibili a un solo, unico incubo: l’errore dal dischetto. ‘Nino non aver paura, di sbagliare un calcio di rigore…’, cantava De Gregori nella ‘Leva del ’68’. Ieri sera, al Franchi di Firenze, l’errore lo ha commesso il torinista Cerci, ma questo destino crudele ha accomunato illustri fuoriclasse. La
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