Il Barcellona si interroga sul futuro: dopo 6 anni per la prima volta senza trofei, è finita un’epoca?

barcellona02Con il pareggio interno per 1-1 davanti ai 90mila del Camp Nou e la Liga consegnata all’Atletico Madrid in casa Barcellona è ora di interrogarsi sul futuro e capire se un ciclo è davvero finito. I blaugrana chiudono per la prima volta dopo sei anni una stagione senza aver vinto neanche un trofeo importante, eliminati proprio dai colchoneros in Champions League e sconfitti in finale dal Real Madrid in Coppa del Re. In molti pensano che ieri si sia chiuso il ciclo più vincente dei 115 anni di storia del club catalano, la partita di ieri è stata anche l’ultima con Gerardo il Tata Martino in panchina. Ma con il tecnico argentino anche alcuni dei protagonisti in campo di questi anni di successo lasceranno la squadra, come il portiere Victor Valdes e il capitano Carles Puyol che hanno già annunciato il loro addio. “Un’epoca è finita, che ci piaccia o no”, ha dichiarato ieri il difensore Javier Mascherano. “Per ricostruire prima devi affrontare la realtà e la realtà è quella di apportare delle modifiche. Il club deve prendere delle decisioni a creare una squadra di nuovo competitiva”, ha aggiunto.

barcellona01Con l’avvento di Pep Guardiola in panchina nel 2008, il Barcellona ha iniziato una stagione di successi senza precedenti vincendo in quattro anni 14 delle 19 competizioni a cui ha preso parte, tra cui due Champions Leagues. L’assistente di Guardiola Tito Vilanova ha poi assunto la guida della squadra vincendo un altro scudetto l’anno scorso prima di arrendersi a un cancro che lo ha stroncato poche settimane fa. I primi scricchiolii sull’egemonia del Barcellona e del suo inarrivabile ‘tiki taka’ si sono avuti già lo scorso anno con l’umiliante eliminazione nelle semifinali di Champions League contro il Bayern Monaco con un perentorio 0-7 nell’arco delle due partite. Con l’avvento di Martino in panchina quest’anno sono peggiorate. “Un’epoca irripetibile è giunta alla fine” ha ribadito Mascherano. “Non solo qui, ma in nessun altro club vedremo quello che siamo riusciti a fare noi in questi cinque o sei anni. Ecco perché fa ancora più male”, ha aggiunto l’argentino. E dire che per il club catalano la stagione era iniziata bene, con l’arrivo dal Santos della stella emergente Neymar, la vittoria nella Supercoppa di Spagna e con una leadership in campionato nelle prime 21 giornate prima di cedere il passo all’Atletico.

barcellonaPoi una serie di circostanze, soprattutto fuori dal campo, hanno iniziato a minare l’ambiente. Prima gli infortuni e le voci di un Messi pronto a fare le valigie a fine stagione. Poi le clamorose dimissioni del presidente Sandro Rosell a causa di un presunto scandalo di fondi neri nell’acquisto di Neymar e la morte recente di Vilanova dopo una lunga battaglia contro il cancro. Il Barcellona ha cominciato a vacillare, è arrivata così la clamorosa eliminazione contro l’Atletico in Champions League per la prima volta in sette anni prima delle semifinali. Poi la sconfitta contro il Real nella finale di Coppa del Re. Con un Messi parzialmente ritrovato nelle ultime settimane, i blaugrana sono rimasti alle costole dell’Atletico in campionato fino all’ultima giornata con la grande chance di poter giocare in casa lo scontro diretto decisivo all’ultima giornata. Nonostante il vantaggio firmato da Alexis Sanchez, l’Atletico pur privo del capocannoniere Diego Costa e del fantasista Arda Turan per infortunio, ha trovato il pareggio decisivo con Diego Godin nel secondo tempo.

000_DV1729684Al termine della partita, Martino ha confermato quello che si sapeva già da tempo e vale a dire che non sarà l’allenatore del Barcellona anche l’anno prossimo. Con il Tata, Victor Valdes e Puyol andranno via altri giocatori importanti tra cui forse proprio Mascherano inseguito dal Napoli. Il club potrebbe così decidere di rinnovare la squadra lanciando i tanti giovani prodotti della ‘Masia’ alcuni dei quali hanno già esordito in prima squadra e altri sono stati mandati a farsi le ossa da altre parti. “Ci sono giocatori che non resteranno” ha ammesso il presidente Josep Bartomeu. “Diverse cose sono state preparate e decise. Nei prossimi giorni le renderemo pubbliche”, ha aggiunto. Su una cosa però a Barcellona sono sicuri e Bartomeu lo dice a chiare lettere: “Manterremo il nostro stile di gioco”. Un Barcellona che ripartirà ancora da Leo Messi, che resterà il fulcro della squadra. L’asso argentino, quattro volte Pallone d’Oro, ha appena rinnovato il suo contratto con un ingaggio stratosferico che dovrebbe aggirarsi sui 20 milioni di euro all’anno. Nei suoi piedi sono riposte le speranze di rinascita dei blaugrana.

  12:16 18.05.14
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