Brasile 2014: sarà il Mondiale delle “grandi distanze”

brasile 2014Fortunati i belgi. Sara’ il Belgio infatti la squadra che viaggera’ di meno durante la fase a gironi dei Mondiali brasiliani. Tre partite, quelle dei diavoli rossi, racchiuse in un triangolo i cui vertici distano poco meno di settecento chilometri: San Paolo, Belo Horizonte e Rio de Janeiro. Facile, in queste condizioni, eleggere come sede del ritiro Mogi das Cruzes, piccolo comune alle porte di San Paolo, e incastrare cosi’ al meglio trasporti, viaggi e logistica relative al loro soggiorno. Ma le altre trentuno squadre, quali itinerari e quali distanze ha riservato loro l’urna di Costa de Sauipe lo scorso dicembre? Il Brasile e’ il quinto paese piu’ grande del mondo e la sua superficie e’ di quasi otto milioni e mezzo di chilometri quadrati. Piu’ dell’Australia, trecentoquaranta volte piu’ grande della Sicilia. Fusi orari, microclimi, le stesse facce della popolazione: uno spettro cangiante irriducibile ad una sola definizione. E’ per questo che al momento del sorteggio dei gironi, i delegati delle nazionali presenti, oltre agli scongiuri di rito, si saranno sentiti come un giocatore d’azzardo che lanci i suoi tre dadi su di un immenso panno verde: al Belgio e’ andata bene, ma altri hanno invece visto i loro tre dadi schizzare via impazziti disegnando traiettorie di migliaia e migliaia di chilometri. Lo sanno bene gli Stati Uniti, inseriti nel girone G con Germania, Portogallo e Ghana, e con un calendario di partite da disputarsi a Natal, Manaus e Recife.

Le capitali del Rio Grande do Norte e del Pernambuco distano poche centinaia di chilometri tra loro, ma a complicare i piani c’e’ la trasferta in Amazzonia, a Manaus, citta’ a quasi cinquemila chilometri di distanza dalle altre due sedi d’incontri e recentemente colpita dal crollo di parte del tetto dell’aeroporto Eduardo Gomes. La cosa curiosa e’ che lo scorso a gennaio furono proprio gli Stati Uniti la prima squadra a sbarcare in Brasile per uno stage di una decina di giorni. E piu’ che la praticita’, pote’ allora la sicurezza. Previa visita dell’Fbi, Klinsmann e soci scelsero infatti come quartier generale il centro tecnico del San Paolo a Barra Funda, piccolo distretto della capitale paulista, dimenticandosi – forse – della distanza che li avrebbe separati dalle tre citta’ dove avrebbero dovuto giocare. Il tempo di volo tra San Paolo e Manaus non e’ inferiore alle quattro ore: vale a dire, organizzare un ritiro a Roma sapendo di dover giocare due volte a Mosca e dintorni. Un po’ meglio e’ andata alla Spagna campione in carica. Gli uomini di Del Bosque, inseriti con Olanda, Cile e Australia nel girone B, disputeranno i loro incontri lungo tutta la costa atlantica: Curitiba, Rio, Salvador. Il fregio del titolo e i buoni favori dell’urna hanno sottratto loro e l’Olanda alla trasferta piu’ scomoda offerta dal girone, quella di Manaus, toccata in sorte a Cile e Australia quale prima sede per il loro faccia a faccia. Dal suo storico ritiro di Teresopolis, il Brasile impieghera’ invece davvero poco per raggiungere San Paolo e aprire il torneo nel match contro la Croazia.

Il vero viaggio la Seleçao lo affrontera’ per arrivare a Fortaleza, dove il diciassette giugno affrontera’ il Messico; ma se sei giorni dopo i verdeoro dovessero riuscire a blindare contro il Camerun il primo posto nel girone, l’ottavo andrebbero poi a giocarlo nel giardino dietro casa, a Belo Horizonte. L’Italia ha fissato il suo ritiro a Mangaratiba, localita’ alle porte di Rio del Janeiro. La partenza per il Brasile e’ stata fissata per il cinque giungo, dieci giorni prima dell’esordio. E se e’ vero che e’ proprio l’esordio, da sempre, la partita piu’ difficile da affrontare, per gli Azzurri il riferimento e’ piu’ che opportuno. Buffon e compagni infatti giocheranno contro l’Inghilterra a Manaus, trasferta che per distanza e condizioni climatiche e’ tra le piu’ complicate dell’intero scacchiere brasiliano. Preparazione e programmazione dovranno essere impeccabili. Superata l’umidita’ amazzonica si fara’ poi rotta per il nord-est, a Recife e Natal, confidando nella brezza dell’oceano e nell’assenza di pioggia. L’area intorno a San Paolo e’ quella che ha riscosso piu’ consensi presso le delegazioni internazionali: eccellenza delle strutture e multiculturalita’ hanno prevalso sui presagi funesti che dalla capitale paulista continuano a levarsi dalla Confederations Cup della scorsa estate fino alla minaccia, recentemente rimbalzata dagli organi d’informazione, di manifestazioni e proteste tese a paralizzare la citta’ in coincidenza dei giorni di gara. Due curiose eccezioni meritano pero’ una sosta. La Germania sara’ in ritiro a Santa Cruz Cabra’lia, piccola localita’ nello stato di Bahia che porta il nome di colui che il Brasile lo scopri’ e che proprio qui tocco’ terra nel 1500, Pedro Alvares Cabral.

Attraccate le navi, l’esploratore portoghese ribattezzo’ le terre con il nome di Terra da Santa Cruz e fece recitare la prima messa in terra brasiliana, evento ancora oggi ricordato da una grande croce eretta a pochi metri dalla spiaggia. La Corea del sud ha preferito invece non alimentare la congestione scegliendo come sede del suo ritiro Foz de Iguaçu, al confine col Paraguay e l’Argentina. Giocheranno a San Paolo, Porto Alegre e Cuiaba, i coreani, e la logistica delle loro trasferte resta ancora un mistero. La localita’ e’ inoltre nota per le cascate con cui si conclude la corsa del fiume Iguazu. Avranno di che consolarsi una volta terminata la loro avventura.

  17:22 25.05.14
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Fortunati i belgi. Sara’ il Belgio infatti la squadra che viaggera’ di meno durante la fase a gironi dei Mondiali brasiliani. Tre partite, quelle dei diavoli rossi, racchiuse in un triangolo i cui vertici distano poco meno di settecento chilometri: San Paolo, Belo Horizonte e Rio de Janeiro. Facile, in queste condizioni, eleggere come sede
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2014-05-25 17:22:38
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