Il Catania saluta la serie A: rapporto deteriorato con i tifosi

bergessioIl congedo dei rossazzurri del Catania dalla Serie A dopo otto stagioni si consuma in uno stadio desolatamente vuoto e ha come colonna sonora i fischi dei (pochi) tifosi presenti. Non basta il 2-1 sull’Atalanta per stemperare la delusione della retrocessione sancita aritmeticamente sette giorni fa a Bologna. L’ultimo fotogramma dell’annata etnea è emblematico: i giocatori vanno sotto la curva nord a capo chino mentre dagli spalti piovono cori ostili accompagnati da un fumogeno e dalla restituzione al mittente di alcune delle magliette lanciate dalla squadra verso il pubblico. Privo di numerosi elementi ormai in partenza (in primis Barrientos e Spolli) ma pur sempre a maggioranza argentina nell’undici titolare, il Catania, paradossalmente, saluta il massimo campionato eguagliando il proprio primato di vittorie consecutive nella categoria (tre) e impedendo all’Atalanta, in versione per la verità piuttosto dimessa, di firmare il record societario di punti. Pur già retrocessi, i padroni di casa ci mettono un briciolo di convinzione in più degli avversari onorando l’ultimo impegno e consentendo a Pellegrino di mantenere, altro paradosso, la media punti in assoluto più alta per un allenatore rossazzurro in A (due a partita): un buon viatico per una conferma che l’amministratore delegato Pablo Cosentino ha ufficializzato a fine gara. Il primo tempo scorre via blandamente. Un paio di interventi di Frison e Sportiello su Denis e Bergessio e un tentativo alto di Kone sono tra i rari lampi di una partita che ha poco da offrire. Lo spettacolo migliora un po’ nella ripresa, quando il Catania alza il ritmo trovando Sportiello pronto all’intervento su Fedato, Castro e Bergessio. L’Atalanta ci prova con un’inzuccata di Benalouane, ma capitola quando il nuovo entrato Lodi intercetta un passaggio di Caldara, scambia con Bergessio e batte Sportiello. Avendo riflessi di classifica ormai nulli, la gara può essere giocata a viso aperto sino alla fine. Fedato timbra il palo con un colpo di testa, Frison e Sportiello salvano su Bentancourt e Bergessio, poi lo stesso Bergessio non inquadra la porta da posizione favorevole. L’ultimo tentativo è quello vincente: Bentancourt va giù male su cross di Castro e tocca il pallone di mano, il giovane Aveni segna sugli sviluppi dell’azione, ma Aureliano non dà il vantaggio e assegna il rigore, che Bergessio trasforma andando in doppia cifra e regalando al Catania una vittoria dal retrogusto amaro come non mai.

  18:27 18.05.14
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Il congedo dei rossazzurri del Catania dalla Serie A dopo otto stagioni si consuma in uno stadio desolatamente vuoto e ha come colonna sonora i fischi dei (pochi) tifosi presenti. Non basta il 2-1 sull’Atalanta per stemperare la delusione della retrocessione sancita aritmeticamente sette giorni fa a Bologna. L’ultimo fotogramma dell’annata etnea è emblematico: i
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