Prandelli: “Non sono schiavo del codice etico! E su Chiellini…”

prando“Tutte le scelte sono criticabili: noi abbiano convocato questi trenta dopo aver analizzato la stagione e letto i risultati dei test fisici. Ci sono stati giovani che si sono messi in mostra, la maggior parte dei ct va in questa direzione e sarebbe stato sbagliato pensare di ringiovanire dopo il Mondiale: 40 giorni molto impegnativi, delicati a livello di recupero e prevenzione, in cui sara’ necessario spendere delle energie”. Parla Cesare Prandelli, in una lunga intervista sulla Gazzetta dello Sport in edicola oggi, per spiegare la ‘filosofia’ delle sue pre-convocazioni in vista di un Mondiale brasiliano ormai imminente. Tra i trenta, che saranno ridotti a 23, c’e’ anche Giuseppe Rossi, da poco tornato in campo dopo il lungo stop per infortunio: “La sua chiamata e’ un messaggio per tutti – spiega il ct azzurro – Se uno vuole una cosa e lotta e fa fatica per quella cosa, merita una chance. Un po’ come fece Lippi con Totti nel 2006. Rossi e’ un campione anche di comportamento, il che non significa che sara’ di sicuro tra i 23”. Detto di aver gia’ individuato la ‘short list’ e spiegato che l’assenza di Criscito e’ solo per motivi tecnici (“Ma non ho lasciato a casa Cabrini o Paolo Maldini”), Prandelli svela che, come ‘grande vecchio’ avrebbe convocato Totti: “Prima dell’infortunio aveva dati straordinari. Poi sono esplosi i giovani ed il futuro e’ loro”. Capitolo a parte per Mario Balotelli: “Ha segnato 14 gol, e’ stato praticamente sempre davanti e spesso da solo, anzi da solo ha giocato le sue migliori partite. Con la palla a noi deve stare la’, in area, non deve venire incontro, e con questo ha ragione Berlusconi. Se a star la’ per dieci minuti si annoia, pazienza: deve restare concentrato sui movimenti giusti”.

Ribadito il suo giudizio sulla gomitata di Chiellini a Pjanic (“Voleva fare un blocco e non dare una gomitata. Non mi sento schiavo del codice etico, ho sempre deciso io, in base a quello che vedevo e sentivo”), il ct della Nazionale osserva che “al nostro calcio mancano i dirigenti. Non esiste che un dirigente abbracci un giocatore espulso. Servono dirigenti che sappiano dire ‘No, hai sbagliato’. E invece gli allenatori a volte devono fare i dirigenti, come se non fosse gia’ abbastanza un peso fare il tecnico”. Tornando al Mondiale, Prandelli da’ il Brasile favorito su tutti, “Spagna compresa”, e ritiene possibili sorprese Belgio, Colombia e Francia, con Pogba candidato a giocatore-rivelazione.

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  09:36 16.05.14
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“Tutte le scelte sono criticabili: noi abbiano convocato questi trenta dopo aver analizzato la stagione e letto i risultati dei test fisici. Ci sono stati giovani che si sono messi in mostra, la maggior parte dei ct va in questa direzione e sarebbe stato sbagliato pensare di ringiovanire dopo il Mondiale: 40 giorni molto impegnativi,
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