Speciale Serie A 2013/2014: il flop 11 del campionato

rolando bianchiNon è mai bello stilare un elenco di quelli che sono stati i peggiori calciatori del campionato. E’ un po’ come accanirsi contro ragazzi che hanno messo tanto impegno ma che, per svariati motivi, sono stato protagonisti di pessime prestazioni. Nello stilare il flop 11, abbiamo scelto soprattutto elementi dai quali ci si aspettava tanto, come Kovacic, Matri o Rolando Bianchi, ma anche giocatori che, per l’ennesima volta, hanno dimostrato di essere inadatti a certi palcoscenici, come Felipe, Tachtsidis e Constant. Ecco i peggiori undici da noi selezionati: Marchetti, Gabriel Silva, Felipe, Manfredini, Constant, Biagianti, Kovacic, Tachtsidis, Belfodil, Matri, Bianchi.

Federico Marchetti: Stagione da incubo per il portiere della Lazio, peggio ancora di quella in cui Cellino lo mise fuori rosa, facendogli perdere mezzo campionato. Nel giro di meno di un anno, Marchetti ha perso il posto da titolare della Lazio ed anche il ruolo di vice Buffon nella nazionale: sogno Mondiale infranto, per questo sfortunato ragazzo, vistosi preferire Sirigu e l’emergente Perin. Già, perchè la sfortuna ha giocato un ruolo non da poco nel cammino pieno di difficoltà e delusioni, tra qualche infortunio di troppo e degli errori non appartenenti al suo repertorio. E’ tempo per lui di cambiare aria, ha tutto per rifarsi. Sfortunato.

Gabriel Silva: Guidolin gli ha datto spesso fiducia, lui ha ripagato poco e male. Per carità, non gli ha fatto difetto la volontà, ma da lui ci si aspettava ben altro tipo di campionato. Ha spinto molto, ma i risultati hanno lasciato a desiderare: tante prestazioni sotto la sufficienza, 1 solo goal ed 1 assist, bottino non certo esaltante per chi ha passato l’intera stagione a scorazzare sulla fascia dell’Udinese. Dalla sua ha la giovane età che, considerate le sue qualità, gli darà modo di riscattarsi, magari a partire dalla prossima stagione. Rimandato.

Felipe: Lontanissimi gli anni in cui le grandi prestazioni con l’Udinese lo portarono a vestire la maglia della Fiorentina, sia temporalmente che dal punto di vista della qualità. Donadoni gli ha fatto indossare 21 volte la divisa del Parma, pentendosene in più di un’occasione. Insicuro, lento, incredibilmente rissoso nella partita contro il Cagliari, dove pareva un toro infuriato ed impossibile da controllare. Dispiace dirlo, ma la sua carriera pare essere in netta discesa e di occasioni per rialzarsi difficilmente ne arriveranno ancora. Declinante.

Thomas Manfredini: Giunto al Sassuolo, in pompa magna, nel gennaio scorso, si pensava potesse garantire agli emiliani un salto di qualità in difesa. Salto di qualità poi arrivato, ma non certo per merito suo. Distratto, impreciso, per nulla incisivo, sono sembrati lontanissimi i tempi vissuti all’Atalanta, in realtà molto recenti. Il Genoa lo ha ceduto senza troppi rimpianti, il Sassuolo ne ha ricavato ben 7 ammonizioni e 2 espulsioni, per la disperazione di chi aveva puntato forte su di lui. Irriconoscibile.

Kevin Constant: Dispiace accanirsi contro questo ragazzo, sicuramente simpatico ma davvero inadatto agli standard di una squadra come il Milan, pur in una stagione non certo esaltante come quella appena conclusa, dove ha messo assieme 18 presenze, per nulla indimenticabili: anzi, da ricordare sono solo i numerosi errori, sia in fase difensiva che al momento di crossare, messi in atto dal guineano, con all’attivo appena 1 assist. Imbarazzante.

Marco Biagianti: Il suo arrivo al Livorno avrebbe dovuto dare ai toscani quella giusta dose di esperienza e quantità che sempre si rivela importante per ogni squadra in corsa per non retrocedere. Nulla di tutto ciò ha portato la presenza dell’ex centrocampista del Catania, che si è fatto preferire, alla lunga, compagni di squadra meno quotati. Decisamente un’annata da dimenticare per un calciatore che, qualche anno fa, era arrivato a toccare vette di rendimento importanti, venendo anche convocato in nazionale. Deludente.

Mateo Kovacic: La sua presenza tra i peggiori del campionato sarà solo di passaggio, visto che parliamo di un calciatore dalle qualità ben sopra la media, destinato a conquistare palcoscenici importanti. Tuttavia, proprio per la sua bravura, da lui ci si sarebbe aspettati molto di più. E invece ha deluso, sicuramente poco agevolato dalle scelte di Mazzarri, che farà bene ad inquadrarne meglio le potenzialità. Unico squillo, i due assist al bacio forniti nella penultima di campionato contro la Lazio. Contiamo di vederlo, prima o poi, nella top 11 del campionato. Incomprensibile.

Panagiotis Tachtsidis: Un disastro, il secondo consecutivo dopo quello che, la scorsa stagione, lo vide (mancato) protagonista con la maglia della Roma. Metà stagione a Catania, l’altrà meta al Torino: impalpabile in entrambi i casi, con appena 16 partite complessive ed 1 misero goal. Troppo poco, per chi era considerato un talento con pochi pari. Forse lo frega il carattere, ma per lui c’è il rischio dell’anonimato, a meno che non decida di rialzare la testa e mettere a nudo le proprie capacità. Inosservato.

Ishak Belfodil: Dall’etichetta di ‘nuovo Benzema’ alla definizione di ‘pacco assoluto’: la verità sta probabilmente nel mezzo. Non è un campione, come da qualcuno ipotizzato dopo la discreta stagione al Parma, ma neppure un bidone, come potrebbe far credere il campionato appena conclusosi, da incubo per il centravanti algerino. L’Inter lo ha preso l’estate scorsa con grandi aspettative, cedendolo in prestito, nella sessione di mercato invernale, al Livorno. In totale, 21 partite giocate, 0 goal, 1 assist ed una quantità industriale di panchine. Nullo.

Alessandro Matri: Cosa sia accaduto a questo ragazzo, non ci è dato saperlo. La Juve dalla sua cessione ha incassato più di quanto speso per Tevez, praticamente un super affare. Non certo per il Milan che, dopo averlo comprato su esplicita richiesta di Allegri, lo ha poi dato in prestito alla Fiorentina, sperando che qui si potesse riscattare. Nulla da fare, eppure di chances ne ha avute parecchie, sia in rossonero che in viola: appena 5 le reti segnate, con una quantità industriale di goal divorati. E dire che nel primo scudetto dell’era Conte della Juve, fu il capocannoniere della squadra. Sfiduciato.

Rolando Bianchi: Le poche speranze di salvezza del Bologna sono state affidate a lui, che ha toppato clamorosamente. La doppietta al Napoli unico momento degno di nota in una stagione a dir poco mediocre, dove i goal complessivi sono stati 3. Una miseria, per chi doveva condurre il Bologna ad una tranquilla posizione di classifica. Ha pagato anche una squadra costruita malissimo, dove ha ricevuto assistenza non degna di nota, ma avrebbe dovuto e potuto fare di qui. Sconcertante.

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Speciale Serie A 2013/2014: la top 11 del campionato

  10:35 19.05.14
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Speciale Serie A 2013/2014: il flop 11 del campionato
Non è mai bello stilare un elenco di quelli che sono stati i peggiori calciatori del campionato. E’ un po’ come accanirsi contro ragazzi che hanno messo tanto impegno ma che, per svariati motivi, sono stato protagonisti di pessime prestazioni. Nello stilare il flop 11, abbiamo scelto soprattutto elementi dai quali ci si aspettava tanto,
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