Speciale Serie A 2013/2014: la top 11 del campionato

pirlo tevezNon è mai facile, alla fine di un campionato, redigere una top 11: tanti i calciatori che meritano di farne parte, tante le esclusioni più o meno dolorose. Non ha fatto eccezione quella da noi appena messa assieme, dove i tagli eccellenti hanno coinvolto calciatori del calibro di Maicon, Cuadrado, Vidal, Pogba ed Higuain, giusto per fare alcuni nomi. Alla fine, però, abbiamo optato per il seguente undici, basato su un 4-3-3 abbastanza atipico: Buffon, Lichtsteiner, Benatia, Chiellini, Darmian, Candreva, Pirlo, Pjanic, Tevez, Toni, Immobile. Vi spieghiamo perchè.

Gianluigi Buffon: Campionato straordinario, lo davano per finito e lui ha risposto sfoderando parate decisive e determinanti, che hanno garantito alla Juve qualche punto in più. Il momento emblematico, che sintetizza il grande lavoro da lui fatto, lo si è visto nella partita di ritorno contro il Genoa quando, parando il rigore a Calaiò, ha contribuito pesantemente al successo bianconeri nei minuti finali, poi suggellato dal calcio di punizione di Pirlo. Appena 20 goal subiti, grazie anche ad una difesa imperforabile. Intramontabile.

Stephan Lichtsteiner: E’ vero, ha giocato l’intera stagione sulla linea linea dei centrocampisti ma, essendo un difensore di nascita ed essendosi occupato continuamente sia di difendere che di attaccare, possiamo tranquillamente nominarlo miglior terzino destro del campionato. Un trottolino instancabile, fondamentale negli schemi di Conte, forse poco reclamizzato ma praticamente insostituibile: le combinazioni sull’asse formata da lui e da Pirlo saranno uno degli eterni marchi di fabbrica di questa Juventus, come dimostrano i ben 7 assist forniti ai compagni di squadra. Ciliegina sulla torta, i 2 goal, realizzati contro Cagliari ed Inter. Infaticabile.

Mehdi Benatia: Quando la Roma, l’estate scorsa, versò nelle casse dell’Udinese 13,5 milioni di euro, più le comproprietà di Verre e Nico Lopez, per aggiudicarsene il cartellino, qualcuno storse il naso. Lo stesso qualcuno che, adesso, è costretto a fare pubblica ammenda, visto che parliamo del miglior difensore del campionato. Chi si stava disperando per la cessione di Marquinhos, ha presto avuto modo di dimenticare il brasiliano, trovandosi ad ammirare un calciatore fantastico. Assurto a leader della difesa giallorossa, cui ha garantito un notevole salto di qualità, non ha toppato una partita, giocando un ruolo decisivo nel bellissimo campionato della Roma. E’ merce rara, abile nell’impostazione, elegante ed efficace al momento di difendere, ha segnato anche ben 5 goal. Straordinario.

Giorgio Chiellini: Sicuramente avrebbe potuto chiudere il campionato in maniera migliore, viste le 3 giornate di squalificate beccate per la gomitata a Pjanic nel penultimo atto della Serie A, ma parliamo di un difensore che, probabilmente, è stato il migliore della Juventus campione d’Italia. Può non piacere lo stile di gioco che ha Chiellini, rude, irruento ma sicuramente efficace. Un tempo si diceva ‘difensore vecchio stampo’, con riferimento a quell’essero arcigno e poco incline ai complimenti che lo caratterizzano senza ombra di dubbio. La Juve farà bene a tenerselo stretto, perchè di calciatori così incisivi, nel suo ruolo, ne esistono ben pochi nell’intero panorama calcistico mondiale. A corollario di tutto, 3 goal segnati. Essenziale.

Matteo Darmian: Ad inizio anno nessuno avrebbe scommesso un solo centesimo su questo ragazzo, autore, la scorsa stagione, di un campionato a fasi alterne. Poi, però, c’è stata la svolta, una maturazione che non è ancora definitiva ma che è da acclarare senza ombra di dubbio. Del resto, se Prandelli ha deciso di aggregarlo alla lista dei 30 preconvocati per il Mondiale di Brasile 2014, il ragazzo avrà pure dei meriti. Meriti che, sul campo da gioco, sono corrisposti a prestazioni non sempre eclatanti ma mai insufficienti. Fedele scudiero, dalla corsa continua, ha però da migliorare al momento di crossare: appena 3 gli assist, non molti ma neppure pochissimi. L’annata che verrà potrebbe essere quella della consacrazione, rimane da capire quanto il suo exploit sia figlio della cura Ventura. Rivelazione.

Antonio Candreva: Basterebbero i numeri a far comprendere che tipo di campionato abbia giocato questo ragazzo: 36 partite disputate, 12 goal segnati (6 su rigore) e ben 5 assist forniti ai compagni di squadra. Non servirebbe aggiungere altro, ed invece va sottolineato come Candreva abbia raggiunto una maturazione tale da ritenerlo, senza dubbio, uno dei migliori calciatori del campionato italiano. Ma non bisogna limitarsi ad evidenziarne l’alto tasso tecnico da lui più volte esibito, è importante anche parlare del modo in cui, nei non pochi momenti di difficoltà vissuti dalla Lazio, si sia caricato la squadra sulle spalle, portandola spesso e volentieri fuori dai guai. Rimane da vedere se Lotito riuscirà a trattenerlo, nel frattempo avrà un Mondiale da giocare. Imprescindibile.

Andrea Pirlo: Passano gli anni, passa il tempo, ma rimane lui il fuoriclasse per eccellenza del calcio italiano: senza Pirlo la Juve difficilmente avrebbe dato il via al ciclo che l’ha portata a vincere i tre scudetti consecutivi dell’era Conte. Anche quest’anno, dopo un inizio che aveva indotto gli imprudenti del caso a darlo per cotto, Pirlo ha ingranato la quinta risultando l’ennesimo valore in più della Juve. Mai banale, ha perso qualche pallone di troppo ma si tratta di quisquilie, a fronte dello straordinario gioco prodotto al servizio dei compagni di squadra. Tra le altre cose, 4 goal, 5 assist e quintali di magie, compresa quella su punizione che, poche ore fa, ha indotto Silvestri, portiere del Cagliari, a realizzare un autogoal. E’ un fenomeno, nessuna novità. Geniale.

Miralem Pjanic: A Roma da tre anni, mai aveva raggiunto le vette di rendimento toccate quest’anno: merito dell’impostazione di gioco data ai giallorossi da Rudi Garcia, che ha portato il centrocampista serbo a dare il meglio di sè. Dinamico, preciso, geniale, ha avuto un peso specifico notevole nel secondo posto conquistato dalla sua squadra, non risentendo minimamente della questione relativa al rinnovo del contratto. Impossibile, dunque, non metterlo sul podio dei migliori tre centrocampisti del campionato, anche per la continuità con cui ha puntualmente fornito prestazioni di alto livello. I goal segnati sono stati 6, 4 invece gli assist: applausi a grappoli, meritatissimi. Ora la Roma lavori per confermarlo, la crescita di una squadra passa dalla sua permanenza. Splendido.

Carlos Tevez: Forse, senza di lui, la Juventus non avrebbe vinto lo scudetto o, comunque, avrebbe fatto sicuramente più fatica. Era il calciatore che mancava ai bianconeri, quel tipo di attaccante che a Torino non vedevano da tempo immemore. Si era tanto lamentata, in passato, l’assenza del giocatore capace di inventarsi la giocata decisiva, buona a sbloccare una partita ostica: basti pensare al match di ritorno giocato contro il Milan, quando tirò fuori dal cilindro una rete pazzesca. Une delle 19 segnate, cui aggiungere i 4 assist ed un carattere tale da essere considerato, con la sua sola presenza in campo, un valore aggiunto per la squadra. Altro che il calciatore finito, difficile, inutile, di cui millantava qualcuno ad inizio anno: siamo di fronte ad un fenomeno assoluto, e non certo da baraccone. Fuoriclasse.

Luca Toni: No, non potevamo ignorare questo giovanotto prossimo ai 37 anni che, alla fine della scorsa stagione, a Firenze volevano pensionare, offrendogli un ruolo da dirigente. Il Verona ci ha puntato pesantemente, con Mandorlini che ha voluto affidargli il ruolo di centravanti titolare, venendo ricambiato come, forse, neppure lo stesso Toni avrebbe sperato: 20 goal (3 dal dischetto), 5 assist ed un’intregrità fisica da far invidia ad un ragazzino. Avrebbe forse meritato il Mondiale, ma Prandelli ha fatto altre scelte e lui si è rassegnato molto presto, in tutta serenità. Del resto, come potersi arrabbiare dopo un campionato di tale livello? Evergreen.

Ciro Immobile: E’ lui il capocannoniere del campionato italiano appena concluso: 22 goal, neppure uno su rigore, ed una quasi certa convocazione ai Mondiali. Meritatissima, ovviamente, perchè ha segnato con una regolarità impressionante, senza distinzioni di sorta tra grandi e piccole squadre. In coppia con Cerci ha messo a ferro e fuoco quasi tutte le difese con cui ha avuto a che fare, segnando goal di ogni tipo: di testa, sottoporta, dalla distanza, esibendo il repertorio completo di cui fece già sfoggio a Pescara. Riscattata dunque la controversa stagione scorsa, dove al Genoa non fu mai messo in condizione di poter rendere al meglio. Ventura deve dirgli grazie, ma lui a sua volta deve ringraziare il tecnico granata, che ne ha esaltato al massimo le caratteristiche. Dispiace che, probabilmente, l’anno prossimo andrà a giocare all’estero, nel Borussia Dortmund. Implacabile.

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  10:28 19.05.14
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Non è mai facile, alla fine di un campionato, redigere una top 11: tanti i calciatori che meritano di farne parte, tante le esclusioni più o meno dolorose. Non ha fatto eccezione quella da noi appena messa assieme, dove i tagli eccellenti hanno coinvolto calciatori del calibro di Maicon, Cuadrado, Vidal, Pogba ed Higuain, giusto
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