Violenza negli stadi, è un problema mondiale. Ecco le proposte “Salva-Italia”

stadio-bambiniLa scenata di sabato all’Olimpico con “Genny ‘a carogna” con la maglia “Speziale libero” che sembra concedere il nulla osta alla partita, e i terribili fatti accaduti all’esterno con tre tifosi napoletani che sarebbero stati “sparati” da un noto (ex) ultra’ della AS Roma con vari precedenti da stadio e non solo, sono gli ultimi di una serie fin troppo lunga, che pero’ mai aveva visto coinvolte delle pistole. Una premessa. Nonostante agli italiani piaccia molto auto-flagellarsi e accettare supinamente le critiche della stampa straniera che scrive “Solo in Italia puo’ accadere”, va detto che quello della violenza che contorna lo sport e’ un problema diffuso in tutto il mondo.

0034_5Esempi? Nella civile Germania, con la Bundesliga giudicata oramai il miglior campionato d’Europa, la stagione 2012 e’ stata la peggiore dal 2000 per numero di reati da stadio con, rispetto alla stagione precedente, il doppio di tifosi feriti e il 20% ore lavorate dalla Polizia in piu’, mentre nel 2013 si sono visti scontri tra migliaia di tifosi e persino stazioni ferroviarie messe a ferro e fuoco. Negli Stati Uniti delle famiglie allo stadio? In occasione delle finale di Conference Championship della NFL, Seattle Seahawks e Denver Broncos hanno posto restrizioni geografiche per l’acquisto di biglietti a causa di vari incidenti accaduti nelle partite precedenti dentro e fuori gli stadi, con addirittura un tifoso morto accoltellato fuori l’Arrowhead Stadium dei Kansas City Chiefs.

ultràE l’Inghilterra? Li’ dove secondo la vulgata la violenza non esisterebbe piu’? La mente va all’anno scorso, quando in occasione della semifinale di FA Cup tra Milwall e Wigan si e’ scatenata un’enorme rissa sugli spalti che ha portato a 14 arresti (e anche li’ si parlo’ di coinvolgimento di criminalita’ comune), per non parlare degli incidenti tra Newcastle e Sunderland, e cosi’ via. Per dare un’idea del fenomeno, certamente nemmeno raffrontabile con quello degli hooligans degli anni ’70 e ’80, nella stagione 2012/13 (ultimi dati disponibili) il totale degli arresti legati al calcio e’ stato di 2.456, cui si sono aggiunte 2.451 diffide (legate ad esempio al lancio di oggetti in campo o cattivo comportamento allo stadio). Non solo Italia quindi. Il problema e’ pero’ la reazione e la gestione di questi fenomeni. E ancor di piu’ lo e’ la gestione degli stadi, tutti pieni, dalla Germania all’Inghilterra, fino alla NFL, che in alcuni casi vede il 100% dei posti occupati per tutta la stagione. Un risultato derivato sia dalla gestione della questione violenza che dalle iniziative per portare la gente allo stadio.

stadioIn Italia ricordiamo invece una lista di ministri degli Interni che hanno ben pensato di emettere una serie di provvedimenti rivelatisi (ma era gia’ chiaro dall’inizio) totalmente inutili: dal divieto di ingresso di giornali per paura di incendi (Enzo Bianco), all’installazione di tornelli (per i quali chissa’ perche’ qualche societa’ si trovo’ pronta immediatamente…) voluta da Beppe Pisanu, che creano solo problemi all’ingresso deturpando intere aree – si pensi al Foro Italico che dovrebbe essere protetto – sino al biglietto nominativo (con richiesta di documenti anche per bambini di 8 anni!), tessera del Tifoso, bandiera dell’ex ministro leghista Roberto Maroni (realizzata per la felicita’ delle banche, visto che era necessario un legame con un bancomat), la cui applicazione si e’ pero’ evidenziata come totalmente inutile oltre che liberticida, e sanzionata anche dal Garante della Privacy. Il tutto contornato da espedienti ai limiti della legalita’ costituzionale (opera di Giuliano Amato), come la flagranza differita, e una militarizzazione degli stadi costosa e di pessima immagine per il calcio e anche per lo Stato. Un insieme di iniziative fallimentari che hanno reso gli orribili e vecchi stadi italiani un deserto, preda spesso di facinorosi, con le famiglie lasciate lontane dalle complicazioni per acquistare un biglietto. E alla fine il calcio italiano si trova piu’ o meno nella stessa situazione di 10 anni fa.

1396119154-ragusa-tifosi-violenti-lontani-dagli-stadiDi conseguenza, al di la’ delle inevitabili reazioni estemporanee, come quella di ieri del ministro Angelino Alfano che parla di “Daspo a vita” senza argomentare, ecco un elenco di cio’ che davvero servirebbe per mettere almeno un argine definitivo alla violenza che pervade il nostro calcio, per allo stesso tempo rilanciarlo come industria (la dodicesima industria, con un fatturato di circa nove miliardi), fondamentale anche per l’immagine dell’Italia nel mondo, e momento di svago per la popolazione: – revisione del sistema del Daspo verso un modello di “three stikes out”, al terzo coinvolgimento di qualsiasi genere si e’ espulsi a vita da tutti gli stadi, con conseguenza penali serie in caso di violazione. Un sistema del genere verrebbe anche considerato piu’ “giusto” dalle tifoserie e di conseguenza provocherebbe minore conflittualita’; – creazione di tavoli di collaborazione continua tra Societa’, Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e tifoserie organizzate per evitare le situazioni assurde degli ultimi anni (come ad es. il divieto di trasferta ai tifosi della Sampdoria in casa del Parma, con tifoserie gemellate da anni); – privatizzazione “obbligatoria” di tutti gli impianti con oltre 20.000 posti a sedere di proprieta’ comunale; – obbligo per le societa’ di Serie A e B di adeguare gli impianti alle best practices europee, con investimenti in tecnologia per la sicurezza (ad es. i sistemi di facial recognition di ultima generazione garantirebbero il rispetto delle diffide); – esclusione dai campionati delle societa’ con stadi non a norma (la situazione del Cagliari senza stadio non dovra’ piu’ essere consentita); – istituzione di aree per famiglie in tutti gli stadi di Serie A e B; – enforcement dei regolamenti da stadio (ad esempio, obbligo di rispetto del posto, divieto di occupare le scalinate, ecc.), oggi disattesi anche a causa di strutture oggettivamente inadeguate (si pensi ad es. ad alcuni posti a sedere in stadi come Marassi o l’Olimpico di Roma); – trasformazione della Tessera del tifoso in tessera associativa, con un “Fans Trust” che possa esprimere un rappresentante che le societa’ dovranno convocare in CdA almeno una volta l’anno quando dovra’ essere affrontato il piano dei rapporti con la tifoseria (oggi assurdamente vietati), che da “clientela” ha il diritto di esprimere le proprie esigenze ed eventuale lamentele in maniera legittima.

violenza-stadiTutto cio’ pero’ potra’ essere realizzato solo quando il calcio capira’ che dovra’ riformare se stesso per sopravvivere. Andrea Agnelli, presidente della Juventus, ha descritto la Lega Serie A come una cooperativa, al momento assolutamente ingovernabile. Il presidente della Lega Maurizio Beretta, e il consiglio a suo supporto, dovrebbero ammettere il fallimento delle scelte di questi anni, accettando l’idea che l’unico modo per far rinascere il calcio italiano e’ quello di managerializzarlo a tutti i livelli. Un segreto di Pulcinella, visto che la gran parte dei presidenti si accontenta di vivacchiare grazie ai soldi dei diritti televisivi garantiti da Sky e Mediaset per l’Italia, mentre non si accorge che l’interesse per la Serie A all’estero e’ sempre piu’ flebile, tanto che presto tanto varrebbe chiamarla Serie B?

  19:33 05.05.14
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