Omar Abdulrahman, il figlio del deserto corteggiato dalle grandi

Puntare su Omar Abdulrahman potrebbe essere una scommessa vincente. City, Arsenal, Barcellona, Borussia Dortmund, Amburgo, Manchester Utd ed altri club sono interessate al giocatore  dell’Al-Ain. Oltre ai titoli con l’U20 e l’U23, si è messo in mostra ad alti livelli ed è pronto per il grande salto.

Suo padre Abdulrahman Ahmed era un ex giocatore e Omar è il più giovane di tre fratelli: Ahmad, Mohammed e Khalid Abdulrahman. Cresce gioca a calcio prevalentemente per strada e con squadrette nei quartieri di Riyad, la sua famiglia è impiegata nel settore operaio, fino a quando il talent scout dell’Al-Hilal, Abdulrahman Issa, lo nota all’età di nove anni. Cresce, si forma Omar entra nell’Al Ain Academy nel 2007, gioca per Al-Ain under-16, under-17, under-18, under-19 debuttando con la prima squadra il 24 gennaio 2009 nella Etisalat Cup. Trequartista dal grande bagaglio tecnico o centrocampista offensivo, questi i ruoli preferiti del giovane d’oriente, solo mancino ma grande tecnica ed una visione totale del campo. Salta facilmente l’uomo, ha un buon dribbling e utilizza spesso il doppio passo che sfrutta per accentrarsi e provare il tiro. Nell’emirato di Abu Dhabi è cresciuto un altro prodotto da esportare, questa volta con gli scarpini ai piedi. omarOmar Abdulrahman Ahmed Al Raqi Al Amoudi, meglio conosciuto come Omar Abdulrahman, trequartista classe 1991, in forza all’Al-Ain e punto fermo della nazionale degli UAE si è messo in mostra le durante le Olimpiadi di Londra 2012, non solo per la folta chioma stile Fellaini o David Luiz ma soprattutto per  le sue capacità che hanno richiamato l’attenzione dei migliori talent scout europei. I suoi Emirati Arabi hanno salutato la competizione al primo turno ma Abdulrahman è stato il migliore in campo contro Uruguay e Gran Bretagna, ricevendo i complimenti di Suarez e Giggs. Un brutto infortunio al ginocchio ha limitato la sua definitiva esplosione, ma ora che il peggio è alle spalle è pronto a riprendersi la scena, lo vuole fare in europa e con la sua nazionale. Lui è uno dei figli del deserto, culla dell’islamismo e luogo dove nacquero il popolo e la lingua araba, una società che si destreggia tra credenze religiose profondamente conservatrici e la modernità conseguente al boom del petrolio.

La nazionale di calcio saudita i cui giocatori sono soprannominati I Figli del Deserto, الصقور (“I Falchi”) o الأخضر (“I Verdi”), considerata una delle Nazionali di calcio asiatiche più forti. Si distingue perchè in proiezione offensiva a ridosso delle punte riesce spesso e volentieri a partire sulla destra per potersi rendere pericoloso accentrandosi. Nonostante venga promosso in prima squadra Omar ha continuato a giocare per la squadra riserve, entrando contestualmente nel giro dell’under 20 emiratina. japanvuaOggi Omar Abdulrahman Ahmed Al Raaki Al Amoodi è considerato stella del calcio degli Emirati Arabi Uniti e punto di riferimento di tutto il movimento emiratino. Abdulrahman è piccolo fisicamente, solo 173 cm e 60 kg di peso oltre a una folta capigliatura che lo distingue dai suoi compagni. Con le sue finte di corpo che gli consentono di liberarsi dell’avversario è in grado di distribuire gioco e dettare i tempi alla propria squadra; ricorda vagamente fantasisti recenti da Pirlo a Messi, Iniesta ecc… ma meglio fermarsi qui. La parola ultima spetta al calciatore e soprattutto al campo. Certo alla stampa non resta indifferente cosi’ come le sue ultime prestazioni che lo portano diritto sulle pagine di tutti i quotidiani sportivi. Omar Abdulrahman è uomo immagine della Federazione, è stella indiscussa del proprio club (dove attualmente gioca, in prestito dal Fenerbache, anche lo slovacco ex Chelsea Miroslav Stoch), il numero 10 degli Emirati Arabi Uniti adesso è pronto per il grande salto.

A volergli trovare un difetto, potremmo dire che il fatto di non essere ambidestro potrebbe limitarlo ed i ritmi imposti nei principali campionati europei potrebbero metterlo in difficoltà. Le doti tecniche però potrebbero sopperire queste mancanze perchè Omar è molto abile nel controllo e nella gestione della sfera e con la sua rapidità riesce spesso a far ripartire la squadra in contropiede.omarr Una sorta di regista avanzato che gli è valso addirittura l’appellativo di “Arabian Messi” o il “Pirlo del Golfo” per le movenze simili al fuoriclasse italiano. Il fantasista 25 enne dell’Al-Ain e della Nazionale emiratina il 6 agosto 2012, annunciò che si sarebbe unito al Manchester City per un periodo di prova. Quella prova è durata per due settimane, nelle quali ha giocato una partita amichevole, ha entusiasmato ma l’affare non si è concluso nel mistero generale. Il 9 marzo 2013, l’allenatore dell’Al Ain Cosmin Olaroiu dichiarò: “Il City ha dichiarato che gli ha offerto un contratto quadriennale dopo l’allenamento con loro la scorsa estate, e che avrebbe presentato una seconda offerta”. Non resta altro che attendere l’evoluzione delle trattative, non resta altro che attendere la folta chioma svolazzare oltre i confini d’Arabia. Il figlio del deserto con il numero 10 alla conquista dell’occidente.

 

  22:51 29.11.16
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Omar Abdulrahman, il figlio del deserto corteggiato dalle grandi
Puntare su Omar Abdulrahman potrebbe essere una scommessa vincente. City, Arsenal, Barcellona, Borussia Dortmund, Amburgo, Manchester Utd ed altri club sono interessate al giocatore  dell’Al-Ain. Oltre ai titoli con l’U20 e l’U23, si è messo in mostra ad alti livelli ed è pronto per il grande salto. Suo padre Abdulrahman Ahmed era un ex giocatore
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