“Adoravo Paolo Di Canio e Benny Carbone”: dalle fabbriche alla gloria, Vardy si racconta

 Vardy ha deciso di raccontare nella sua biografia il suo primo incontro con la bandiera laziale Paolo Di Canio

E’ uno degli attori principali della bellissima favola Leicester, simbolo di quei sentimenti di cui Vardy si è forgiato nel corso della sua carriera. Un amore corrisposto. Paolo Di Canio è  un uomo che ha vissuto il calcio in un certo modo, non solo in campo ma con l’occhio vigile di chi segue dinamiche che vanno oltre il terreno di gioco, un giocatore che dell’umiltà rispetto e agonismo ha fatto le sue armi vincenti di chi con la cattiveria agonistica forgia il proprio carattere di che  «ci sono due modi per tornare da una battaglia: con la testa del nemico o senza la propria».dicanio Un uomo con pregi e difetti ma sempre coerente. Di quel furore agonistico con cui, spesso e volentieri, il telecronista Di Canio ha dipinto l’operaio Vardy. Da metalmeccanico a campione d’Inghilterra, dalle fabbriche di Sheffield alla gloria dal sacrificio al successo tutto ben raccontato sul suo libro “From Nowhere, My Story“:

Firmò per il Wednesday nel 1997, un anno dopo l’arrivo in squadra di Benito Carbone e quella strana coppia di italiani mi regalò una delle migliori esperienze della mia infanzia. Un sabato mattina dovevamo allenarci a Middlewood e, dato che non erano previste partite, anche i giocatori della prima squadra erano lì per un allenamento leggero; io stavo facendo qualche passaggio con un ragazzo della mia squadra, quando all’improvviso si avvicinarono Carbone e Di Canio e ci sfidarono a calcio-tennis. All’epoca erano probabilmente i due migliori giocatori del Wednesday – erano stati gli acquisti più costosi del club, quando avevano firmato -, perciò il fatto che ci chiedessero di giocare con loro era davvero un sogno, che divenne un incubo una volta iniziata la sfida: ci distrussero. Da una parte della rete c’erano due ragazzi che si preoccupavano solo di mandare in qualche modo la palla dall’altra parte, non importava come. Dall’altra c’erano Carbone e Di Canio che davano spettacolo con passaggi e rovesciate. “Wow” era tutto quello che riuscivo a pensare. pantofola5Adoravo Di Canio: che giocatore, quanto talento, quanta passione. Se però uno parla di Di Canio e dello Sheffield Wednesday tutti pensano all’episodio del settembre 1998, quando in una partita contro l’Arsenal diede uno spintone all’arbitro Paul Alcock che lo aveva espulso; a ripensarci le due cose che mi fanno sorridere sono l’atteggiamento teatrale dell’arbitro – che ci mette praticamente mezzo minuto a cadere a terra – e la scena comica di Nigel Winterburn, che prima si avvicina per affrontare Di Canio e poi si spaventa quando questi accenna a rifilargli un cazzotto”.

  17:40 01.12.16
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“Adoravo Paolo Di Canio e Benny Carbone”: dalle fabbriche alla gloria, Vardy si racconta
 Vardy ha deciso di raccontare nella sua biografia il suo primo incontro con la bandiera laziale Paolo Di Canio E’ uno degli attori principali della bellissima favola Leicester, simbolo di quei sentimenti di cui Vardy si è forgiato nel corso della sua carriera. Un amore corrisposto. Paolo Di Canio è  un uomo che ha vissuto
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2016-12-01 17:40:08
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