Inter, dove sarebbero i nerazzurri se Pioli fosse arrivato dall’inizio? Intanto si rivede la Champions

Questo cambio di tendenza è soprattutto merito di Stefano Pioli, che sta cercando in tutti i modi di dare un equilibrio all'Inter in entrambe le fasi di gioco

LaPresse/Spada

Si tratta di una striscia positiva che l’Inter non riusciva a centrare dal novembre del 2015, quando sulla panchina nerazzurra Roberto Mancini veleggiava al primo posto in classifica. Quattro vittorie consecutive contro Genoa, Sassuolo, Lazio e, appunto, quella di oggi in casa dell’Udinese firmata dalla splendida doppietta di Perisic. Ma ci sono anche altri numeri, che dalle parti della sponda nerazzurra di Milano non si vedevano da un po’ di tempo: otto goal fatti e soltanto uno subito. Prima di tutto va detto che questo cambio di tendenza è soprattutto merito di Stefano Pioli, che sta cercando in tutti i modi di dare un equilibrio alla sua squadra in entrambe le fasi di gioco. E dopo nemmeno un mese e mezzo sulla panchina dell’Inter, i risultati già si stanno iniziando a vedere. Insomma, l’ex allenatore della Lazio sembra proprio il profilo giusto per i nerazzurri, che avevano solo bisogno di qualcuno che facesse ripartire Icardi e compagni dalle cose più semplici.

Che lo si voglia chiamare ‘normalizzatore’ o ‘potenziatore’, la sostanza non cambia. E a questo punto l’Inter rivede la zona Champions come non aveva mai fatto in questa stagione: in attesa delle sfide di oggi, i nerazzurri hanno solo cinque punti in meno del Napoli terzo in classifica, e con altre 19 partite da giocare tutto diventa possibile. Infine una domanda sorge spontanea: premettendo che nel calcio con i se e con i ma non si è mai fatto nulla, dove sarebbe adesso l’Inter se avesse preso Pioli da inizio campionato?. Nessuno può saperlo, ma un tecnico italiano che già conosce il nostro calcio è sicuramente più facilitato rispetto ad uno proveniente dal campionato olandese come Frank De Boer. Su questo punto la responsabilità è tutta dei vertici societari sull’asse Pechino-Giacarta.

I numeri: 16 punti in 7 gare per Pioli, media punti 2,28 a gara. Proiezione su 19 gare 43 punti in classifica. Non male considerando che al momento la prima in classifica, la Juve, ne ha 42 ma con 17 gare giocate.

  14:57 08.01.17
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Si tratta di una striscia positiva che l’Inter non riusciva a centrare dal novembre del 2015, quando sulla panchina nerazzurra Roberto Mancini veleggiava al primo posto in classifica. Quattro vittorie consecutive contro Genoa, Sassuolo, Lazio e, appunto, quella di oggi in casa dell’Udinese firmata dalla splendida doppietta di Perisic. Ma ci sono anche altri numeri,
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