Mihajlovic ‘rivendica’ la Supercoppa del Milan, loda Cairo e sprona i giovani granata

Mihajlovic carichissimo in vista del ritorno in campo del suo Torino, il tecnico ha anche parlato della Supercoppa un po' sua vinta dal Milan a Doha

Mihajlovic (LaPresse/Luca Castronuovo)

Serve solo un po’ di coraggio. I giovani, almeno all’inizio, possono difettare in continuita’, ma se non li fai giocare non potranno diventare forti. Per me conta il campo, non l’eta’: di giovani ne ho lanciati gia’ molti, da ct della Serbia facevo giocare ragazzi di 18, 19 anni. E’ questione di mentalita’: ci sono allenatori che non rischiano perche’ poi magari le cose non vanno bene, ti mandano via e un altro arriva a raccogliere i frutti del tuo lavoro. Io non sono cosi’. Per me lanciarli e’ motivo di orgoglio, una soddisfazione vera”. Dal Milan di Donnarumma al Torino dei tanti giovani: Sinisa Mihajlovic si sta dimostrando un ‘maestro’ per le giovani speranze del calcio italiano e per la squadra granata, tra le realta’ di questo campionato. “Li stiamo gia’ facendo giocare, non saranno sorprese, ma devono migliorare e confermare il loro valore: da Barreca a Lukic e Boye – dice Mihajlovic in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano ‘La Repubblica’ – E quelli gia’ noti: Baselli, Benassi, senza contare Belotti“. Domani inizia ufficialmente il mercato di riparazione: “Il Torino non si puo’ permettere fuoriclasse in grado di cambiare il rendimento della squadra, dobbiamo puntare a migliorare la rosa in diversi punti e solo dalla somma di quei piccoli miglioramenti derivera’ un beneficio. Servono personalita’ ed esperienza”. Il suo Toro, assicura, e’ “al 50%: ci sono ampi margini di miglioramento. Ma preferisco parlare di atteggiamento in campo e principi morali…”. E cioe’, “applicare i nostri schemi, adottare un gioco di piu’: rispettare la maglia, i tifosi e la storia di questo club con impegno e dedizione. Ovvero, il Dna del Toro”. Il cui obiettivo resta l’Europa: “Si’, i miei giocatori devono abituarsi alla pressione, allo stress da vittoria che puo’ creare ansia”. Tra Cairo e Berlusconi, conclude Mihajlovic, che dopo la finale di Supercoppa Italiana a Doha ha ricevuto una telefonata di ringraziamento da parte di Adriano Galliani, c’e’ un legame piu’ saldo con il patron granata: “Con Cairo c’e’ maggiore sintonia. Ma e’ un paragone azzardato: vivono epoche diverse”. (ITALPRESS).

  10:23 02.01.17
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“Serve solo un po’ di coraggio. I giovani, almeno all’inizio, possono difettare in continuita’, ma se non li fai giocare non potranno diventare forti. Per me conta il campo, non l’eta’: di giovani ne ho lanciati gia’ molti, da ct della Serbia facevo giocare ragazzi di 18, 19 anni. E’ questione di mentalita’: ci sono
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