Un allenatore al giorno – Claudio Ranieri, l’uomo dei derby

Un allenatore al giorno - Claudio Ranieri: l'uomo dei derby

Per Claudio Ranieri la carriera di allenatore inizia nella seconda metà degli anni Ottanta nelle categorie minori. I primi risultati degni di nota sono la doppia promozione del Cagliari dalla Serie C alla massima serie e la qualificazione del Napoli in Coppa Uefa a cavallo tra il 1988 e il 1992. Passato alla Fiorentina nell’estate del 1993, nel giro di un paio di anni conquista la promozione in Serie A, la vittoria in Coppa Italia con conseguente accesso alla Coppa delle Coppe (sarà poi eliminato in semifinale dal Barcellona)e l’affermazione in Supercoppa italiana.

Così decide di intraprendere un’esperienza all’estero e nel settembre del 1997 accetta la corte del Valencia, che porterà in Uefa dopo aver conquistato un posto nell’Intertoto, vinto poi in finale contro l’Austria Salisburgo. Con i pipistrelli conquista anche una Coppa del Re superando all’ultimo atto l’Atletico Madrid, squadra che allena nella stagione 1999-00 prima di passare al Chelsea. Se a Madrid l’esperienza è stata fallimentare, a Londra le cose vanno meglio e in quattro anni raggiunge le semifinali di Champions League e un secondo posto in Premier League. In Inghilterra iniziano a chiamarlo Tinkerman, l’aggiustatutto, ma con l’arrivo di Abramoviç viene esonerato per far posto a Mourinho. Torna al Valencia, ma la nuova esperienza spagnola dura meno di una stagione, in quanto viene esonerato dopo la sconfitta in Coppa Uefa contro lo Steaua Bucarest.

Per Ranieri si riaprono le porte dell’Italia: in meno di cinque anni allena Parma, Juventus, Roma e Inter. L’esperienza ai ducali è più che positiva: non riesce ad evitare l’eliminazione ai sedicesimi di Coppa Uefa contro il Braga, ma salva la società emiliana grazie al contributo del giovane Giuseppe Rossi. A Torino avrebbe dovuto riavvicinare i bianconeri allo scudetto, obiettivo che però non riesce a raggiungere: il primo anno, quello del ritorno della Juve in A, ottiene un terzo posto; il secondo vince il girone di Champions battendo il Real sia al “Bernabeu” che a Torino, ma in campionato rischia di scendere giù dal podio e viene allontanato a due giornate dal termine. Nel settembre 2009 è il turno della Roma, sulla cui panchina siede subentrando a Spalletti: arriva in finale di Coppa Italia perdendo contro l’Inter, mentre in campionato avrebbe il titolo in pugno ma perde in casa contro la Sampdoria e lascia tutto in mano ai nerazzurri. Proprio la società di Moratti è la squadra allenata dopo l’esperienza romana, terminata con le sue dimissioni nel febbraio 2011 dopo una pesante sconfitta a Genova (a fine primo tempo i giallorossi comandavano 0-3 sul Genoa, che nella ripresa ha segnato quattro gol senza subirne). All’Inter riesce a risollevare la squadra prima di entrare in crisi nera ad inizio 2012: 9 sconfitte consecutive, l’eliminazione in Champions contro il Marsiglia e il derby d’Italia perso ne sanciscono l’esonero.

Ranieri ricomincia a girovagare all’estero: inizialmente riporta l’ambizioso Monaco di Rybolovlev in Ligue 1 e in Champions League, terminando il campionato al secondo posto dietro il PSG; segue l’esperienza negativa alla guida della Grecia con tre sconfitte in quattro gare, peraltro contro avversari del calibro di Far Oer e Irlanda del Nord, e il conseguente esonero; infine il capolavoro recente del tecnico testaccino, la vittoria della Premier alla guida del Leicester, ad inizio stagione paragonata dai bookmakers all’elezione a Papa di Bono degli U2). In particolare, questo trionfo gli ha permesso di ricevere numerosi premi individuali e onorificenze: il Premio Bearzot, il 2016 Best FIFA Men’s Coach, la Palma d’oro al merito tecnico e addirittura è stato insignito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. L’ultima esperienza di Ranieri è legata al Nantes, società francese che ha condotto al nono posto prima di lasciare l’incarico nel maggio scorso, nonostante avesse un altro anno di contratto.

Ranieri è stato inserito anche nella Hall of Fame del Cagliari, mentre l’Università di Perugia gli ha conferito una laurea magistrale honoris causa in Scienze e tecniche dello sport e delle attività motorie preventive ed adattate. La caratteristica principale della carriera di Ranieri, però, è quella di non aver mai perso un derby. Infatti né in Spagna né in Italia le sue squadre sono uscite sconfitte dalle stracittadine. Così si pronunciava al Corriere della Sera nel 2012: “Il derby, sotto certi aspetti, è la partita più facile perché è talmente vissuto dalla città e dalle tifoserie che un allenatore deve semplicemente controllare le emozioni: calmare l’ambiente, se c’è troppa euforia; tirarlo su quando è depresso”.

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  03:01 20.09.18
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Per Claudio Ranieri la carriera di allenatore inizia nella seconda metà degli anni Ottanta nelle categorie minori. I primi risultati degni di nota sono la doppia promozione del Cagliari dalla Serie C alla massima serie e la qualificazione del Napoli in Coppa Uefa a cavallo tra il 1988 e il 1992. Passato alla Fiorentina nell’estate
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