L’uomo del giorno: Ballack, l’eterno secondo [GALLERY]

Torna l'appuntamento con la rubrica "L'uomo del giorno": oggi è la volta di Michael Ballack, centrocampista di Bayer Leverkusen, Bayern Monaco, Chelsea e Nazionale tedesca

Michael Ballack è stato sicuramente uno dei centrocampisti più completi e forti della sua generazione. Fu capitano e simbolo calcistico della Germania degli anni 2000, è stato inserito nel Fifa 100 – la speciale classifica che include i più forti calciatori del mondo di tutti i tempi ancora in vita – da Pelé e ha collezionato una miriade di premi e riconoscimenti individuali. Ma è ricordato per un’altra collezione: quella di medaglie d’argento. L’infinita serie di secondi posti inanellati dal tedesco gli ha affibbiato l’etichetta di eterno secondo. Centrocampista totale abile con entrambi i piedi, Ballack aveva nella visione di gioco, nel colpo di testa e nella conclusione dalla distanza le sue armi migliori. Esordì nel Chemnitz, squadra che fu trampolino di lancio per il primo club importante della sua vita: il Kaiserslautern. Lì rimase due anni, vincendo un miracoloso scudetto nel 1998, con Otto Rehhagel in panchina. Al Leverkusen, tappa successiva della sua carriera, cominciò a conquistarsi la fama di eterno secondo: nel 2000, al Bayer bastava un punto nella partita contro l’Unterhaching per laurearsi campione di Germania, ma una sua autorete decretò la sconfitta delle Aspirine. Nella stagione 2001/2002 centrò ben tre secondi posti: quello in campionato, alle spalle del Borussia Dortmund, quello in coppa di Germania e quello in Champions League, nella finale persa a Glasgow contro il Real Madrid di Zidane. Come se non bastasse, fu sconfitto – sempre nel 2002 – dal Brasile anche nella finale dei mondiali nippo-coreani, che non giocò per squalifica. Nella stessa estate, si consumò il suo passaggio al Bayern Monaco. Coi bavaresi, Ballack rimase fino al 2006 facendo incetta di campionati e coppe nazionali, ma non riuscì ad alzare la tanto desiderata Champions. Mentre formalizzava il suo trasferimento al Chelsea, il tedesco si preparava a fare gli onori di casa in vista del mondiale casalingo, terminato con l’ennesima sconfitta, stavolta in semifinale ad opera dell’Italia poi trionfatrice. Archiviata la coppa del Mondo, partì alla volta dell’Inghilterra, destinazione voluta per “realizzare il sogno di giocare all’estero”. Nella sua prima stagione londinese arrivò con i blues al secondo posto in Premier, dopo che nelle due stagioni passate gli uomini di Mourinho avevano vinto il titolo, mentre in Champions League ancora una volta la fortuna non arrise al tedesco, costretto a fermarsi in semifinale contro il Liverpool. La stagione seguente (2007/2008), altri due argenti per Ballack: sia in campionato che in Europa, infatti, i blues dovettero inchinarsi allo United di Ferguson e Cristiano Ronaldo. Il 2008 fu anche l’anno dell’Europeo in Austria e Svizzera e la sua Germania, considerata tra le favorite per la vittoria finale, fu sconfitta – tanto per non tradire la fama di Michael – in finale contro la nascente Spagna del Tiki Taka. Chiusa la parentesi londinese nel 2010 e superata la delusione per l’infortunio che lo costrinse a rinunciare al Mondiale sudafricano, il centrocampista tornò in Germania, al Bayer Leverkusen, dove appese gli scarpini al chiodo nel 2012.

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  00:04 26.09.18
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Michael Ballack è stato sicuramente uno dei centrocampisti più completi e forti della sua generazione. Fu capitano e simbolo calcistico della Germania degli anni 2000, è stato inserito nel Fifa 100 – la speciale classifica che include i più forti calciatori del mondo di tutti i tempi ancora in vita – da Pelé e ha
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2018-09-26 00:04:22
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