Da Thohir agli americani: è una serie A senza frontiere!

Erick ThohirE’ un calcio sempre piu’ senza frontiere quello che si prepara alla sua vetrina quadriennale , il mondiale in Brasile. E non solo per la circolazione planetaria dei giocatori, cosi’ massiccia da avere portato quest’anno al sorpasso in serie A col 55% proveniente dall’estero. Ma anche per l’acquisizione dei club , una volta rigorosamente made in Italy. Nella notte di Miami Cellino, dopo tanto tentennare, ha ceduto il Cagliari a un fondo americano, che verra’ presto reso noto, rappresentato dal manager italiano Luca Silvestrone e dall’archistar Dan Meis (che costruira’ anche lo stadio della Roma). Superata la concorrenza della Fluorsid, azienda cagliaritana, l’affare include il centro sportivo di Assemini e i terreni nella zona di Elmas dove si costruira’ il nuovo stadio. Lo shopping straniero dei club italiani e’ un investimento, un business che tiene conto della situazione economica generale complice la caduta di competitivita’ dei maggiori club. L’acquisizione del Cagliari segue di poco quella del Bari: il gruppo che sta dietro all’ex arbitro Paparesta ha investitori indiani, russi e probabilmente irlandesi. Nelle serie minori al Monza e’ entrato l’anno scorso l’imprenditore anglo-brasiliano Armstrong Emery, al Venezia dal 2011 c’e’ il russo Korablin. Se l’acquisizione di Cagliari e Bari attiene al rilancio di societa’ che hanno budget moderati, diverso e’ il discorso che ha portato alla cessione di Roma e Inter che hanno l’obiettivo di vincere campionati e di competere ad alti livelli in Champions. Da DiBenedetto a Pallotta il gruppo statunitense proprietario della Roma dopo due anni di assestamento con investimenti, ma anche con l’abile strategia di mercato di Sabatini, ha sfiorato lo scudetto e si riaffaccia alla Champions. Chiuso un ricco accordo con la Nike, arricchito con la Wolkswagen il bouquet degli sponsor, il lancio del marchio Roma sul mercato Usa e’ stato varato col ‘totem’ Totti in copertina. Discorso simile all’Inter col magnate indonesiano Thohir interessato al l’espansione nel mercato del sud-est asiatico: rinnovo per dieci anni con la Nike, apertura di store anche in Cina. Cosi’, mentre Moratti ripianava il buco di bilancio, Thohir ha investito accollandosi le esposizioni debitorie con le banche. IL dado e’ tratto e i due club sembrano avere imboccato la strada giusta. Potranno cosi’ tentare di competere con club europei che hanno usufruito di grandi investimenti stranieri. Capostipiti il miliardario americano Glazer, che nel 2005 ha acquisito il Manchester United e il petroliere russo Abramovich, entrato nel 2003 nel Chelsea. Piu’ recentemente e’ toccato allo sceicco Mansour entrare nel Manchester City con super acquisti. In Francia l’emiro Al Thani ha preso il Psg e con investimenti milionari ha sfondato in Ligue1 ed e’ protagonista in Champions. Cammino che si appresta a fare il Monaco, su cui ha investito il magnate russo Rybolovlev. Ma la disinvoltura nell’investire oltre le regole ha portato proprio City e Psg a subire i fulmini della Uefa: multa di 60 mln e 21 giocatori (invece di 25) nella prossima Champions per violazione del fairplay finanziario. In Italia esiste poi un altro fenomeno: acquisizione di club stranieri da parte di dirigenti italiani. A fare da apripista e’ stato Pozzo. Dopo avere realizzato affari ingente con l’acquisto di talenti, valorizzati e poi venduti a peso d’oro, il patron dell’Udinese ha acquisito due club: il Watford (serie B inglese) e il Granada che e’ stato promosso in Liga: tra i tre club c’e’ un interscambio fruttifero di giocatori e tecnici. L’esempio e’ stato seguito da Cellino che prima di cedere il Cagliari ha acquistato il Leeds dopo molti intoppi e polemiche: dal 6 maggio ha preso il 75% del club ora in serie B con l’obiettivo di rilanciarlo. De Laurentiis l’anno scorso aveva pensato a prendere un club londinese, il Leyton Orient, ma poi ha rinunciato. Insomma diversificare fa bene agli investimenti nel calcio e l’interesse degli stranieri si rafforzera’ quando sara’ meno complicato costruire nuovi stadi di proprieta’.

  14:31 28.05.14
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Da Thohir agli americani: è una serie A senza frontiere!
E’ un calcio sempre piu’ senza frontiere quello che si prepara alla sua vetrina quadriennale , il mondiale in Brasile. E non solo per la circolazione planetaria dei giocatori, cosi’ massiccia da avere portato quest’anno al sorpasso in serie A col 55% proveniente dall’estero. Ma anche per l’acquisizione dei club , una volta rigorosamente made in Italy.
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2014-05-28 14:31:36
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