Juve Campione d’Italia: successo meritato per una squadra straordinaria

juveJuve Campione d’Italia – Il verdetto è arrivato, più o meno puntuale: la Juventus è Campione d’Italia 2013/2014! Terzo successo consecutivo per la squadra allenata da Antonio Conte, artefice di un campionato straordinario e senza precedenti. Per festeggiare lo scudetto, i bianconeri non hanno neppure avuto necessità di scendere in campo, cosa che faranno stasera contro l’Atalanta: è stato infatti sufficiente aspettare la sconfitta della Roma, rimediata ieri a Catania con il clamoroso risultato di 4-1.Era già successo nel 2004/2005, quando il pareggio per 3-3 tra Palermo e Milan assegnò alla Juve il titolo, poi revocato per i fatti di calciopoli.

Roma avversaria tremenda – L’unica rivale all’altezza della Juve è stata proprio la Roma, capace di accumulare, ad oggi, ben 85 punti in classifica, con ancora due partite da disputare. In qualunque altro anno, con questa media, i giallorossi avrebbero già vinto lo scudetto. Ed è questo un elemento che avvalora ancora di più il trionfo dei bianconeri, da qualche parte sminuito in maniera eccessiva. E’ vero, la Juve è stata troppo forte rispetto alla avversarie, ma gliene si vuol fare una colpa? E’ questo un motivo reale per dare meno credito al trionfo di Pirlo e compagni? No, decisamente. E’ piuttosto giusto riconoscere la straordinarietà del lavoro della Juve, ripetutasi per la terza volta consecutiva, cosa che non accadeva, ai bianconeri, dagli anni trenta.

I numeri di un successo senza precedenti – A certificare il trionfo in salsa bianconera, i numeri, eloquenti più di ogni altra analisi: con ancora tre partite da giocare, i punti all’attivo in classifica sono ben 93. Miglior attacco con 75 goal segnati e miglior difesa (insieme alla Roma) con 23 reti subite. Ben 30 vittorie, appena 3 pareggi e 2 sconfitte, con lo Juventus Stadium roccaforte inespugnabile: 17 vittorie su 17 incontri giocati tra le mura amiche. Questo a dimostrare anche l’importanza dell’impianto da gioco, trasformatosi ormai nel classico elemento capace di garantire qualche punto in più alla squadra, grazie al sostegno dei tifosi, mai così vicini, in ogni senso, ai calciatori.

L’uomo copertina, parte prima – Ma chi merita la copertina di questo scudetto? Scegliamo due nomi. Innanzitutto quello di Antonio Conte: il tecnico pugliese è stato a volta massacrato per il lievissimo ricorso al turnover, per l’eccessivo utilizzo dei soliti noti, e via dicendo. La realtà dei fatti, però, è molto semplice: se la Juve è riemersa dalle ceneri di calciopoli, se non ha continuato ad annaspare dietro le altre, il merito enorme è di Conte. E non parliamo di meri ringraziamenti: il riferimento è alla grandissima incidenza avuta dall’allenatore nel corso di questo campionato, ed anche nei due precedenti. Sapeva Conte che, se si fosse affidato più di tanto a gran parte delle riserve, avrebbe rischiato di perdere qualche punto di troppo. Emblematica la recente partita contro il Sassuolo, dove l’ingresso di Bonucci e Lichtsteiner in luogo di Ogbonna ed Isla, ha dato la spinta in più necessaria a portare a casa la vittoria. Ecco perchè, prima di criticare, andrebbe fatta bene la tara ad ogni cosa.

L’uomo copertina, parte seconda – Tornando agli uomini decisivi, impossibile non citare Carlos Tevez. Quante se ne sono dette al suo arrivo in Italia? Si parlava di un personaggio folle, senza nessuna voglia di allenarsi e giocare, tendente all’ingrasso, per nulla propenso ai sacrifici e poco motivato. Per tacere di chi lo ha tacciato di sacrilegio, al momento di accettare la maglia numero 10 offertagli dalla Juve: il primo, insomma, a raccogliere l’eredità pesantissima di Alex Del Piero. Un’eredità che lui ha cercato di portare avanti con la cultura del lavoro, delle prestazioni ad alto tasso di classe, dei goal: 19 sin qui, con un solo rigore tirato. Senza dimenticare leadership manifestata sul terreno di gioco, con i compagni che, grazie alla sua sola presenza, si sono sentiti al sicuro e con una marcia in più a proprio favore. Acquisto azzeccatissimo, giunto per meno di 10 milioni di euro: capolavoro di mercato e tecnico.

Terza stella, sì o no? – Ma è giusto rendere merito a tutti i protagonisti di questa strepitosa cavalcata: da Buffon a Chiellini, da Pirlo a Vidal, da Asamoah a Llorente, da Pogba a Lichtsteiner, e via dicendo, tutti hanno contribuito in maniera più o meno decisiva alla conquista del tricolore. Tricolore numero 30 per le istituzioni, quello della terza stella: come si comporterà, adesso, la Juve, a tal proposito? Tornerà a mettere le stelle sulla divisa da gioco, come da qualcuno ipotizzato, o sceglierà la via che fa più contenta la gran parte della tifoseria, vale a dire quella della perserveranza e della rinuncia al ‘grado scudettato’? Difficile dirlo adesso. Quel che è certo è che la Juventus, intesa come società, non vuol sentire parlare di 30 scudetti: ovunque si legge di trionfo numero 32, come visto anche nelle magliette esibite negli insoliti festeggiamenti in hotel.

Cosa riserva il futuro? –  E il futuro della Juve, cosa ci racconta? Innanzitutto bisogna pensare all’immediato: mancando tre giornate al termine, con due vittorie ed un pareggio i bianconeri toccherebbero quota 100 punti, cosa mai successa prima ad altre squadre. Sin qui il top lo ha rappresentato l’Inter di Roberto Mancini, fermatasi a quota 97. Arrivati a questo punto, la voglia di tagliare questo traguardo è fortissima. Dopo si penserà al resto, che non è certo da sottovalutare. Il pericolo di perdere Antonio Conte dovrebbe essere scongiurato: l’allenatore vuole dei rinforzi che possa consentirgli di giocare con il 4-3-3, e i possibili arrivi di Nani e Sanchez, da questo punto di vista, sarebbero eccellenti. Sarà importante anche cercare di trattenere Pogba ed innalzare qualitativamente il livello della rosa, cosa necessaria per poter ben figurare in Europa. Senza alternative di lusso, non si va da nessuna parte.

  12:02 05.05.14
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