Calciopoli, Moggi scatenato: contro la Cassazione e la Gazzetta

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Calciopoli non sembra finire mai, Moggi:”Paparesta sequestrato? Per il tribunale di Reggio non è mai esistito…”

Il caso Calciopoli continua a tenere banco nel calcio italiano dopo le motivazioni della Cassazione sulla sentenza relativa, proprio, a Calciopoli. Luciano Moggi ha voluto dire la sua tramite le pagine di Libero e ha risposto all’editoriale del direttore della Gazzetta dello Sport: “Egregio dr. Andrea Monti, ho letto il Suo illuminato editoriale con il quale, con troppa facilità, liquida Calciopoli riempiendo però un’ intera pagina con foto e articoli che non rispecchiano una realtà che hanno solo immaginato i magistrati della Cassazione e la Procura di Napoli, fatta eccezione per la dottoressa Casoria, presidente del Tribunale di Napoli che per tale ragione fu ricusata per ben due volte” scrive Moggu su Libero. “I miei lettori, se guarda in rete si renderà conto, La pregherebbero di dare almeno delle risposte a qualche domanda prima di chiudere con questa farsa”.

L’ex direttore della Juve ha aggiunto:”Perchè hanno chiamato “incursioni” negli spogliatoi arbitrali quelle di Moggi, ( ammesso da regolamento della FIGC) ? Le “incursioni” potevano essere definite tali solo se fatte nell’intervallo tra il 1^ tempo e il 2^ tempo, cosa che io non ho mai fatto, mentre Facchetti è stato sanzionato con squalifica dopo un Chievo-Inter per offesa ad un assistente di linea (Puglisi) al quale disse ” a te penso io “. E Lucchesi , allora DS della Fiorentina, che ruppe un portacenere davanti all’arbitro Dondarini nello spogliatoio arbitrale ? Io, nell’intervallo preferivo andare nel mio spogliatoio a parlare con i miei ragazzi. Che ne dice Direttore?”.

Moggi non ci sta: “Perchè citare ancora il famoso sequestro Paparesta che non è mai esistito? Lo certifica il tribunale di Reggio Calabria, e gli ermellini avrebbero dovuto saperlo. Perchè nel tentativo di coinvolgere l’arbitro De Santis lo indicano nel capo Q come l’arbitro della partita Juventus-Udinese finita 2-1, mentre fu arbitrata da Rodomonti, quel Rodomonti che il 28 novembre 2004 arbitrò Inter-Juve e 2 ore prima della partita ricevette la telefonata del designatore Bergamo che, su sollecitazione del presidente federale Carraro, disse all’arbitro di favorire l’Inter che era dietro in classifica (ovviamente ne avrebbe tratto profitto il Milan nostro avversario). La telefonata fini così “Chiaro che questa telefonata deve restare tra me e te , sennò…” E Rodomonti obbedì, non espellendo il Toldo per fallo da rigore, dicendo poi a fine gara all’altro designatore Pairetto, evidentemente ignaro della tresca, di aver sbagliato a non cacciare Toldo”.

“Eppure scrive la Cassazione che questo capo d’accusa dimostrerebbe la mia influenza sulle griglie, Lei che ne dice Direttore? Ricorderà anche che l’arbitro Rodomonti fu al centro della famosa telefonata denominata dai pm “La Grigliata “: fui incolpato di averlo richiesto, mentre io non l’avrei mai voluto, visti i precedenti. Fu Bergamo a mandarlo, evidentemente considerando che a novembre 2004 gli aveva già parlato e sapeva benissimo che sarebbe andato contro la Juve. Se vuole l’Intercettazione è a sua completa disposizione . Che ne dice Direttore? Per mancanza di spazio, mi riservo la prosecuzione delle mie osservazioni alla prossima settimana, ed a Lei, Egregio Direttore, invio questa lettera in attesa di un Suo cortese riscontro circa gli interrogativi a Lei posti” ha evidenziato Luciano Moggi.

 

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