Moggi a ruota libera: dalla favorita per lo scudetto al talento più forte in Serie A

CalcioWeb

Luciano Moggi è sempre stato una persona senza peli sulla lingua. L’ex direttore generale della Juventus ha espresso il suo punto di vista su molti temi, a cominciare dalla favorita per lo scudetto

Intervistato in esclusiva da “Calciomercato.com”, Luciano Moggi ha espresso il suo punto di vista su molti temi del calcio italiano. Inoltre l’ex direttore generale della Juventus ha raccontato qualche aneddoto legato al calciomercato. Ecco le sue dichiarazioni:

La Serie A ha regalato finora un torneo molto aperto con le prime cinque squadre racchiuse in soli quattro punti. Qual è secondo Moggi la sorpresa di questo 2015?

“La sorpresa di quest’anno è stata sicuramente la Juventus, perché era partita malissimo ma poi è riuscita a rimettersi brillantemente in carreggiata. Non è da tutti i club rialzarsi in maniera così rapida e decisa e riprendere in mano il proprio destino. Certo, le rivali non viaggiano fortissimo e questo le ha permesso di recuperare terreno fino ad arrivare a tre punti dal primo posto. Un’altra squadra che mi ha impressionato molto è il Sassuolo. Di Francesco sta facendo un ottimo lavoro e si vede”.

E la squadra che l’ha delusa maggiormente?

“Senza alcun dubbio la Roma, perché avrebbe tutte le potenzialità per vincere il campionato, ma non ha un gioco. I giocatori sono gli stessi che fino all’anno scorso davano spettacolo: se ora giocano così male è perché qualcosa non funziona. A mio avviso sono stati commessi degli errori madornali. Se vendi Gervinho e poi lo riprendi in fretta e furia scoprendo che è il tuo miglior giocatore, se dai via Iturbe, poi lo riprendi e poi lo dai via di nuovo, e se vendi Romagnoli per comprare Rudiger, allora significa che anche la società ha parecchie responsabilità. Ma insieme alla società ha sbagliato anche l’allenatore, perché è lui che manda la squadra in campo, e se questa squadra non ha un’anima e un gioco è anche colpa sua”.

Secondo lei la società giallorossa dovrebbe esonerare Garcia?

“Garcia è certamente la causa principale di questo sfascio, perché la Roma non è valida né dal punto di vista del gioco né dal punto di vista atletico. E aggiungo un’altra cosa: io sono convinto che se cambiassero allenatore avrebbero ancora ottime chance di vincere il campionato. Nonostante il calo, sono a soli quattro punti dalla vetta”.

 Cosa pensa della stagione dell’Inter? Può realmente puntare allo Scudetto?

“Certamente. Io sono convinto che l’Inter, non avendo le coppe, sia la favorita per lo Scudetto. E sono contento che sia prima in classifica. Perché sta facendo un ottimo campionato e i meriti sono quasi tutti di Mancini, anche se ha buttato via due partite cruciali come quella con la Fiorentina e con la Lazio. Nonostante tutto è prima in classifica incassando pochi gol, e questo dimostra i meriti del suo allenatore nell’adattare la formazione ai suoi interpreti”.

 Il Milan sembra avere qualche difficoltà a trovare delle certezze. Ha più colpe Mihajlovi? o la società?

“L’allenatore secondo me ha poche responsabilità per questo andamento altalenante. Il Milan è una squadra senza centrocampo, è piena di trequartisti adattati a centrocampisti, e di conseguenza il gioco non è fluido e gli attaccanti rimangono senza rifornimenti. Nonostante tutto sono sesti in classifica, e a mio avviso questo è il massimo a cui può ambire il Milan. L’errore della società è di non aver individuato i punti deboli della squadra perché, se su 10 centrocampisti, 7 sono trequartisti e 2 contropiedisti diventa dura creare gioco. Poi accade che la difesa rimane scoperta ed ecco il perché dei tanti gol subiti”.

 Per quanto riguarda il Napoli invece? Dipende troppo da Higuain?

“Assolutamente sì, il Napoli è Higuain, perché in meno di metà campionato ha segnato già 16 gol. Può senza dubbio lottare per lo Scudetto ma dipende troppo dai gol di Higuain e deve farlo giocare anche con la febbre a 40”.

 Qual è il talento più promettente della Serie A?

“Senza dubbio Dybala, perché si mette sempre al servizio della squadra. La Juventus si è trovata un piccolo campione che potrà diventare grande se riuscirà ad integrarsi bene con il resto della squadra”.

 Dopo la grande cavalcata dello scorso anno, Massimiliano Allegri è partito piano ma sta riportando in fretta la Juve ad ottimi livelli. Cosa ne pensa di lui?

“Allegri è un grande allenatore e gli juventini devono essere contenti di averlo sulla panchina della Juventus. Ha fatto benissimo finora e sono convinto che possa ancora migliorare”

E Conte invece?

“Conte è un grande preparatore, uno studioso del calcio, un motivatore eccezionale che può allenare qualsiasi squadra. Anche un top club europeo”.

Per quanto riguarda l’impegno delle italiane in Champions? Juventus e Roma possono farcela?

“Secondo me no. Sicuramente la Juve è più abituata a questi palcoscenici rispetto alla Roma, però il Bayern è troppo forte. Se dovessi fare un pronostico mi verrebbe da dire che Juve e Roma saranno eliminate, però in una partita un episodio può cambiare tutto. Se la Juve giocasse oggi con il Bayern sarebbe una duello equilibrato tra due grandi squadre”.

 Qual è il talento più forte che ha scoperto nella sua carriera?

“I giocatori forti si scoprono da soli. Ma uno in particolare che è ho scoperto è stato Gianfranco Zola: andai a vederlo a Caserta e mi entusiasmò subito perché vinceva le partite da solo”.

In questo momento qual è la squadra più forte a livello europeo?

“Senza dubbio il Barcellona, anche se è meno forte rispetto al passato, seguita poi dal Bayern Monaco”.

Se potesse scegliere un giocatore che non gioca in Italia chi prenderebbe?

“Prima di prendere qualcuno, è necessario conoscere bene la propria squadra, per poi andare a cercare il giocatore idoneo. Per esempio quando ho preso Ibrahimovi?, tutti hanno contestato l’acquisto perché dissero che segnava poco. Io invece avevo capito che sarebbe potuto diventare un giocatore determinante”

Com’è andata realmente la trattativa per portare Ibra alla Juve?

“Ero andato ad assistere al gran premio di Formula uno a Montecarlo, e lì mi incontrai con Ibrahimovi? e con Emerson e riuscii a farli firmare per la Juve in quell’occasione. Quando poi Capello arrivò sulla panchina della Juve mi chiese di prendergli Emerson: lo rassicurai dicendo che lo avevamo già preso”

 C’è un giocatore che vorrebbe aver preso quando era direttore generale?

“Beh, Cristiano Ronaldo lo avevo praticamente preso. Quando è venuto a giocare contro la Juve avevo fatto allo Sporting Lisbona una proposta di 5 miliardi di lire più Salas. Il giocatore aveva anche accettato il trasferimento, però Salas alla fine andò al River Plate e comprare Ronaldo senza contropartite tecniche sarebbe costato quasi 40 miliardi. Purtroppo in quel momento storico la Juve non aveva grande disponibilità economica, così alla fine Ronaldo se ne andò al Manchester United”.

Si è fatto un’idea dello scandalo che ha travolto la Fifa?

“Questo scandalo dimostra come coloro che dirigono il calcio a livello mondiale predicano bene e razzolano male. Blatter aveva più volte disprezzato il nostro sistema e poi adesso è stato trovato nelle mani con la marmellata. Su Platini invece non mi esprimo perché preferisco aspettare le sentenze”.

Cosa ne pensa di Tavecchio?

“Tavecchio fa il presidente della federazione in un ambiente praticamente infuocato, dove sono tutti l’uno contro l’altro. Se si rivelerà un buon presidente sarà solo il tempo a dirlo”

Secondo lei quale potrebbe essere un buon colpo di mercato per una squadra italiana nel mercato di gennaio?

“A gennaio solitamente fanno movimenti solo quelli che hanno sbagliato la campagna acquisti a luglio. Giocatori forti in giro non ne vedo, perciò è difficile dire quale potrebbe essere un buon colpo di mercato”.

L’ultima domanda riguarda un retroscena che vorremmo ci raccontasse. E’ vero che Silvio Berlusconi aveva provato a portarla al Milan al posto di Galliani?

“Certo che è vero. Quando incontrai Berlusconi a Palazzo Grazioli mi propose di andare al Milan, ma ovviamente Galliani non era d’accordo. Poi stranamente, due settimane dopo il mio incontro con Berlusconi, scoppiò il caso Calciopoli e sappiamo tutti come andò a finire”.

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