Scandalo Calciopoli, dente avvelenato Luciano Moggi: retroscena e accuse dell’ex Juve

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Luciano Moggi torna sullo scandalo Calciopoli: “Un esempio della malagiustizia che esiste nello sport, io chiedevo giustizia”

“Durante Calciopoli ricordo di aver telefonato a Platini, che a fine colloquio disse: «Spero che non ci abbiano intercettato altrimenti mi potrebbero mettere in galera solo perché ti ho parlato». Se era una battuta, era poco felice. Io chiedevo giustizia, portavo prove: mi fu sbattuta la porta in faccia. Oggi, visti gli eventi, il più preoccupato dei due avrei dovuto essere io: un capo d’accusa, su Michel, che fa rabbrividire solo al pensiero che, assieme a Blatter, era l’uomo che comandava il calcio. Otto anni di squalifica (ridotti a 6), un atto di clemenza ingiustificato date le motivazioni della condanna. Un esempio della malagiustizia che esiste nello sport” sono le parole di Luciano Moggi sulle colonne di Libero.

Calcioscommesse koverL’ex dirigente della Juve è tornando sullo scandalo Calciopoli, spiegando:”Meravigliarsi sarebbe però puerile visto quanto successo in Italia. Il presidente beccato con 250.000 euro in una valigetta, per comprare una partita, prima viene radiato poi riabilitato ed è tuttora in sella ad una società; un altro patron dichiara di aver comprato 5 partite e viene squalificato per soli 5 anni, e non si sa ancora chi gliele abbia vendute e come abbia fatto a non interferire sull’esito di quel campionato; nel calcioscommesse c’è un giocatore, Masiello, che ha taroccato una partita con un autogol e oggi è titolare nell’Atalanta”. 

Moggi ha aggiunto: “In Calciopoli, invece, su 30 tra segnalinee e arbitri indagati, ne è stato condannato solo uno che tra l’altro remava contro la Juve (chi ne volesse sapere di più ci chieda le intercettazioni), ma, nonostante le assoluzioni di cui sopra, i due dirigenti presunti responsabili di intrattenere rapporti con loro sono stati radiati ancorché il campionato sia stato dichiarato regolare”. 

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