De Laurentiis, gli eccessi verbali e l’affare Higuain: perché nascondersi?

CalcioWeb

Nel pomeriggio di ieri la Juventus ha presentato ufficialmente Gonzalo Higuain il quale, nell’occasione, si è sottoposto alla rituale conferenza stampa. Una conferenza in cui il centravanti argentino è apparso molto diplomatico a fronte delle continue domande postegli sul suo passato al Napoli e sulla reazione poco pacata che hanno avuto i tifosi campani alla notizia del passaggio ai rivali bianconeri. Higuain ha infatti ringraziato i sostenitori napoletani per il calore datogli in tre anni e si è scusato con Maurizio Sarri per non averlo informato anzitempo della decisione presa. La diplomazia è venuta meno solo nel momento in cui al ‘Pipita’ è stato chiesto di Aurelio De Laurentiis: “Con lui non c’era più alcun rapporto, abbiamo due modi di pensare diversi. Se sono andato via da Napoli è stato anche a causa sua, non avrei sopportato di stare un minuto di più con lui“. Parole chiare, nette, inequivocabili: un vero e proprio atto d’accusa nei confronti del patron campano.

La cui risposta, come ampiamente prevedibile, non si è fatta intendere. De Laurentiis ha infatti scritto una lettera in cui ha  a sua volta accusato Higuain di essere una persona falsa e di  aver preso per fondelli (ma il termine testuale è stato ben altro) i tifosi napoletani. Insomma, una risposta un po’ sopra le righe da parte del numero uno del club campano, nel pieno del suo stile. De Laurentiis non è infatti nuovo a certi eccessi dialettali dei quali, sinceramente, potrebbe fare a meno. E’ infatti difficile da accettare che, per una vicenda simile, il diretto interessato abbia fatto riferimento, nella lettera, niente meno che al nazismo e alla liberazione della città di Napoli da esso. Una riferimento che crea un po’ di imbarazzo ma che, soprattutto, lascia perplessi. Il nesso, seriamente, quale sarebbe? De Laurentiis è eccellente imprenditore ma, dal punto di vista comunicativo, si lascia spesso andare ad eccessi poco consoni alla posizione che ricopre.

Ma passiamo all’aspetto economico della vicenda. De Laurentiis, da quando è entrato nel mondo del calcio, ha subito dimostrato di saperci fare eccome dal punto di vista imprenditoriale. I casi legati alle cessioni di Lavezzi, Cavani e, appunto, Higuain stanno qui ad evidenziarlo. Del resto, comprare un centravanti venticinquenne a 37 milioni di euro e rivenderlo, tre anni dopo, a 90 milioni è un colpo notevole per quel che riguarda la cassa della società. Ecco perché risulta difficile credere ad un De Laurentiis arrabbiato e triste per aver rinunciato ad Higuain in cambio di 90 milioni di euro. Ecco perché non capiamo il motivo per cui il presidente partenopeo non palesi soddisfazione per il grande affare realizzato. Insomma, sarebbe ora di mettere da parte certe futili discussioni e parlare di cose concrete: De Laurentiis ha realizzato l’ennesima plusvalenza imponente e, a livello produttivo, ciò rappresenta un grande motivo di elogio. Anche perché rinunciare a determinate cifre, clausola o meno, sarebbe folle. E la Juventus stessa, con l’imminente cessione di Paul Pogba al Manchester United in cambio di 110 milioni di euro circa, lo dimostra chiaramente. Anche i tifosi, messo da parte il sentimento, dovrebbero capirlo. Insomma, perché nascondersi?

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