Euro2016, dal Geyser Sound alle lacrime di Barzagli: cosa non dimenticheremo di questo torneo

E’ stato un Europeo che, come tutte le competizioni di questo tipo, ci ha regalato tantissime emozioni, che ha impresso molte fotografie, che ci ha consegnato ricordi belli e meno belli. Abbiamo qui raccolto alcuni di questi momenti, che difficilmente dimenticheremo: alcuni legati alla sfera tecnica, come il goal di Shaqiri, altri a quelli folkloristici, come il geyser sound dell’Islanda, altri ancora relativi alla sfera emozionale, come le lacrime del nostro Barzagli. Andiamo a ricordarle insieme.

Il Geyser Sound dell’Islanda – L’Islanda è una delle nazionali che meglio hanno fatto all’Europeo appena concluso, andando oltre ogni più roseo pronostico. La squadra allenata da Lagerback si è spinta sino ai quarti di finale, dove ha subito la supremazia della Francia. La storia la si è fatta agli ottavi, quando Bjarnason e compagni hanno avuto la meglio sulla ben più quotata Inghilterra. Per festeggiare il successo la compagine islandese, guidata da capitan Gunnarsson, si è recata sotto lo spicchio di stadio occupato dai propri tifosi ed ha inscenato il Geyser Sound: una sorta di danza sincronizzata ed accompagnata da un coro intonato all’unisono. Da brividi.

ShaqiriLa prodezza di Shaqiri – Il goal più bello dell’Europeo, comunque uno dei più impressionanti, porta senza dubbio la firma di Xherdan Shaqiri. Il centrocampista della Svizzera, negli ottavi di finale giocati contro la Polonia, ha segnato una rete fantascientifica: palla vagante fuori dall’area di rigore polacca e stupefacente gesto tecnico di Shaqiri che, in rovesciata, con un mancino al fulmicotone ha trafitto la porta difesa da Fabianski. Il tutto all’82’, quando la partita sembrava concludersi con la vittoria della Polonia. Sconfitta solo rimandata, visto che la Svizzera è stata comunque eliminata ai rigori. La rete di Shaqiri, però, entra di diritto tra le più belle della storia degli Europei. Non a caso è arrivata il 25 giugno, stesso giorno in cui Van Basten, con la sua Olanda, mise la firma su un gioiello balistico di rara bellezza, contro l’Urss.

ConteL’esultanza incontenibile di Conte – Sono tanti i momenti che potremmo prendere dall’avventura azzurra ad Euro2016. Abbiamo deciso, tra gli altri, di sceglierne uno, emblematico perché viene dall’artefice principale dell’ottima competizione disputata dagli azzurri, vale a dire Antonio Conte. La partita vinta contro la Spagna, agli ottavi di finale, è stato un vortice di emozioni per l’ormai ex Ct, che si è arrabbiato, ha quasi accompagnato con le movenze delle mani le azioni dei giocatori, ha calciato rabbiosamente un pallone finito fuori, ha dato consigli urlando nel pieno del suo stile, si è disperato. Ma ha anche esultato, sia per il goal di Chiellini che, soprattutto, per quello di Pellè: dopo quest’ultima segnatura la corsa folle di Conte che si va ad aggrappare al tetto della panchina azzurra è un simbolo di gioia, liberazione e speranza che ci porteremo dentro per sempre.

SigthorssonLa papera di Hart contro l’Islanda – Anche qui siamo su un episodio che ci racconta molto dell’Inghilterra. Una Nazionale sopravvalutata, senza capo e neppure coda, con anelli deboli in ogni parte di campo ed anche in panchina. La debacle agli ottavi di finale contro l’Islanda ha fatto perdere la pazienza ad un popolo intero, da sempre speranzoso di vincere un titolo continentale. La goffa papera di Hart sul tiro tutt’altro che irresistibile di Sigthorsson, autore del goal vittoria, testimonia appieno le caratteristiche dell’estremo difensore inglese: discontinuo, capace di alti e bassi, non all’altezza di altri colleghi più quotati. Insomma, specchio della sua Inghilterra.

SzalaiIl goal ‘spezzadigiuno’ di Szalai – Può un attaccante non segnare per quasi due anni in partite ufficiali e, nonostante questo, essere il centravanti titolare della propria Nazionale? Sì, soprattutto se sichiama Adam Szalai e gioca per l’Ungheria. L’ultima rete con i magiari dell’attaccante risaliva al 14 ottobre del 2014, contro le Isole Far Oer, in un match valido proprio per la qualificazione ad Euro2016. L’ultimo goal ufficiale con maglia di club, invece, Szalai lo aveva segnato a metà dicembre 2014, quando giocava per l’Hoffenheim ed aveva trafitto la porta dell’Eintracht Francoforte. Incantesimo interrotto proprio ad Euro2016 quando, al 63′ del match d’esordio giocato dall’Ungheria contro l’Albania, Szalai ha portato in vantaggio la sua squadra, rompendo un digiuno lunghissimo. Il tutto dopo aver subito le prese in giro di parecchi addetti ai lavori. Quanto durera?

BarzagliLe lacrime di Barzagli – Andrea Barzagli è, senza dubbio, il difensore più forte degli ultimi anni in Italia ed uno dei migliori d’Europa. Si è sempre distinto per gli errori pari quasi a zero, per una capacità di leadership molto pacata, per non lasciar mai trasparire le proprie emozioni. Eppure, dopo la sconfitta rimediata ai rigori contro la Germania, è crollato anche Andrea- Mentre veniva intervistato e raccontava come avevano vissuto l’Europeo lui ed i propri compagni, Barzagli non ha retto e si è lasciato andare a delle lacrime. Lacrime composte, sincere, piene di dispiacere, che hanno a loro volta commosso mezza Italia, proprio perché provenienti da un calciatore solitamente molto solido da questo punto di vista. Stessa cosa accaduta a Buffon, altro monumento di questo sport. Il calcio è solo un gioco? No, non lo è.

CroaziaLa follia degli ultras croati – Può un gruppo di tifosi andare a seguire la propria Nazionale in una competizione all’estero e, nell’occasione, rovinare tutto sparando in campo un fumogeno e colpendo uno degli steward presenti allo stadio? Si può essere così folli? Sì, si può. Perché è proprio questo che hanno fatto alcuni ultras della Croazia, entrati in azione nell’ultima mezz’ora del match che i Rakitic e compagni stavano giocando contro la Repubblica Ceca. L’arbitro, l’inglese Clattenburg, ha sospeso per qualche minuto l’incontro, salvo poi richiamare tutti sul campo da gioco. La Croazia, che sin lì stradominava e conduceva per 2-0, ha subito poi la rimonta di un avversario capace, pur se assai debole tecnicamente, di pareggiare i conti. Si è poi sparsa voce che l’azione avesse matrice politica e che, nel mirino degli esagitati, ci fosse Davor Suker, ex leggenda del calcio croato ed attuale Presidente della Federcalcio locale. Un’assurdità.

will griggWill Grigg’s on fire – Chi è Will Grigg? Prima che iniziassero gli Europei, probabilmente, non avrebbe saputo rispondere nessuno. Adesso il nome di Grigg è invece noto alla stragrande maggioranza degli appassionati di calcio, non certo per meriti sportivi. Grigg, attaccante convocato dall’Irlanda del Nord, non è mai sceso sul campo da gioco, neppure per un minuto. Perchè, allora, tanto clamore attorno alla sua persona? Merito dei tifosi nordirlandesi, i quali hanno preso in prestito dal Wigan un coro inventato ad hoc per Grigg, che nella compagine inglese milita. Un coro cantato sulle note di ‘Freed form desire’, pezzo dance di grande successo degli anni ’90, fatto conoscere al grande pubblico dall’artista italiana Gala. Il tutto era nato da un paio di cori messi su ‘Youtube’, per prova, da Sean Kennedy, tifoso del Wigan. Da lì il passaparola diventato poi tormentone: Will Grigg’s on fire. Eroi per caso, si può.

LaPresse/ Fabio Ferrari
LaPresse/ Fabio Ferrari

Lo scavetto di Pellè – Il calcio è bellissimo ma sa anche essere crudele e, soprattutto, ingiusto. Pellè ha disputato un Europeo eccellente, segnando due goal e sacrificandosi sempre, spremendosi fino all’ultima goccia e oltre per la causa azzurra. Eppure la maggior parte dei tifosi si ricorderanno di lui, soprattutto, per un episodio, un dannato episodio relativo alla lotteria dei rigori costataci l’eliminazione contro la Germania: la passeggiata verso il dischetto, la risposta alle provocazioni di Neuer, il dito puntato contro il tedesco, il mimo dello scavetto, l’esecuzione impietosa con la palla finita fuori. Una sorta di cortometraggio, con attore protagonista Pellè. Ma il suo Europeo rimane fantastico, a prescindere da quel che dicono e diranno i perbenisti del caso.

Dario Srna, Croazia - Euro2016Il pianto di Srna in memoria del papà – Darjo Srna è un calciatore professionista da quasi vent’anni e, tra le altre cose, Capitano della Croazia. L’esperienza, però, non ha saputo fungergli da freno al momento di esternare una forte emozione: le lacrime gli hanno rigato il viso durante l’esecuzione dell’inno, prima della partita giocata dalla Croazia contro la Repubblica Ceca. Dietro questo dolore c’era la scomparsa del papà, avvenuta appena il giorno prima. Srna ha però deciso di scendere comunque il campo e guidare la sua squadra, come sempre nelle sue corde. Un atto d’amore doppio: per il papà e per la sua nazione.

Cristiano Ronaldo (Foto LaPresse - Fabio Ferrari)
Cristiano Ronaldo (Foto LaPresse – Fabio Ferrari)

La disperazione di Cristiano Ronaldo – Strano è stato l’Europeo di questo fantastico fuoriclasse. Pur se in condizioni fisiche approssimative, è stato fondamentale nel trascinare il Portogallo in finale, con tre goal ed altrettanti assist. Al 9′ della finale da lui agognata, però, ha subito un fallo orribile da Payet, la cui entità non è ancora conosciuta. Al 25′, tra le lacrime e la disperazione, ha lasciato il campo da gioco a Quaresma. Da lì in poi si è trasformato, dopo lo sconforto iniziale, in un allenatore a bordo campo. Alla fine la sua Nazionale ha vinto l’Europeo e lui ha alzato la Coppa, meritatamente, da Capitano. Il suo pianto è entrato nel cuore dei suoi tantissimi tifosi, ammorbidendo anche chi per lui non ha mai provato simpatia. Le ricorderemo a lungo perché sono l’ennesimo tratto di umanità che contraddistingue questo grande campione. Un pianto di disperazione, poi, divenuto di felicità. La linea sottile.

Eder (Foto LaPresse - Fabio Ferrari)
Eder (Foto LaPresse – Fabio Ferrari)

Il goal storico di Eder – Non potremo assolutamente scordarci il goal che ha deciso la competizione: un bolide scagliato dalla distanza da Eder e finito alle spalle della porta difesa da Lloris. Un goal di prepotenza, arrivato dopo aver lasciato sul posto Koscielny e mandato fuori giri Umtiti. Particolare il destino di questo centravanti che, prima di stasera, all’Europeo aveva giocato appena quindici minuti, da subentrato ovviamente, contro Islanda ed Austria. Poi Fernando Santos gli ha affidato il peso dell’attacco, nella finale contro la Francia, dal 79′ in poi. Ai supplementari la rete che ha portato il Portogallo nella storia, sul tetto d’Europa, a trionfare su tutti. Bravo. E inatteso.