Italia, il pensiero di Luciano Moggi: l’eliminazione a Euro2016, Conte e il futuro con Ventura

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C’è ancora grande amarezza per l’eliminazione dell’Italia a Euro2016 con la sconfitta ai rigori contro la Germania. L’Europeo si prepara alle semifinali e gli azzurri sono tornati a casa. Luciano Moggi ha parlato di Nazionale nell’editoriale per Libero ed è intervenuto sull’eliminazione della selezione guidata da Conte contro i tedeschi: “Non eravamo tra i favoriti (Spagna, Germania, Francia e Belgio), tuttavia abbiamo cercato di controbattere alla classe altrui con l’umiltà di chi conosce i propri limiti, niente paura ma voglia di superarsi, battendosi come leoni. Con questi presupposti abbiamo superato Belgio e Spagna. Da quel momento gli avversari hanno cominciato a rispettarci, la prova ce l’ha data la stessa Germania che ci ha affrontato col timore di chi sa che deve correre per poter prevalere. Nei 120’ c’era stato equilibrio; loro erano però disposti per vincere, noi tatticamente sulla difensiva. Dal dischetto abbiamo poi mostrato limiti calcistici, è venuta fuori la sicurezza dei tedeschi contro il tremolio delle gambe della maggior parte dei nostri, ha vinto la classe di chi conosce i propri piedi e sa mantenere la calma nei momenti topici”.

Foto LaPresse - Fabio Ferrari
Foto LaPresse – Fabio Ferrari

L’ex dirigente della Juve ha aggiunto: “In tempi passati avremmo gridato allo scandalo per questa eliminazione, oggi ci accontentiamo perché sappiamo di non essere i più forti, siamo andati in campo per impedire ai tedeschi di giocare e ci siamo quasi riusciti, non certo per imporre il nostro gioco perché, anche volendo,non siamo in grado di farlo. La Nazionale ha grandi fuoriclasse ma tutti in difesa: Buffon, Bonucci, Chiellini e Barzagli possono fermare qualsiasi avversario e i pochi gol subiti (2) la dicono lunga, giocare però costantemente di rimessa equivale a una dichiarazione d’inferiorità, e non sempre il contropiede paga”.

Poi, il lavoro di Conte: “Onore a tutti gli azzurri, compresi quelli che hanno sbagliato i rigori. Non potevano fare di più e non l’hanno fatto, ma la mano di Conte si è vista: è riuscito ad assemblare un manipolo di giocatori, taluni poco conosciuti in campo internazionale, altri neppure titolari nei propri club, facendoli diventare un gruppo. Ha trasmesso loro il fuoco che alberga dentro di lui, e tutti hanno obbedito dannandosi l’anima. Un vero condottiero, che però, come tanti, non ama essere criticato, vorrebbe sentirsi sempre adulato e lo merita pure, ma non ha capito che nell’ambiente esistono milioni di ct e per non essere criticati serve cambiare mestiere. Bravo il presidente Tavecchio che è andato a scovarlo tra mille pretendenti, il difficile verrà ora”. Infine, sul futuro con Ventura: “L’eredità sarà oltremodo pesante per Ventura, che non ha il carattere del leccese. Sbaglia chi scrive che bisogna continuare da dove si è finito: non tiene conto che i veri campioni sono quasi al tramonto, dopo di loro si spegnerà la luce”.

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