Georgi Asparuhov, il giocatore bulgaro più forte di tutti i tempi

Georgi Asparuhov ma ‘Gundi’ era  un fuoriclasse, memorabile un suo gol a Wembley contro l’Inghilterra

C’è un paese chiamato Bulgaria e in questo paese c’è un club chiamato Levski. Potrete non averne sentito parlare ma lì sono nato e lì morirò“.

Sul luogo del tragico incidente c’è un grosso masso, appoggiato su una base di cemento, intorno, mazzi di fiori ne tengono vivo il ricordo. In cima, una lapide commemora il talento di Georgi Asparuhov  a testimoniare la sua grandezza sportiva e umana del Gundi quale calciatore più forte mai nato tra la Dacia e il Peloponneso. Il Levski Sofia, che gli ha intitolato lo stadio invece, ci ha pensato la sua squadra, non sono stati solo questi numeri a renderlo una figura così popolare, quanto soprattutto il suo carattere allegro, generoso e carismatico e la sua lealtà ai colori del Levski di sicuro sappiamo che nei loro cuori al primo posto c’è assolutamente lui, lo si vede dalle parole convinte, dalla commozione degli occhi lucidi di chi racconta, dal coinvolgimento e dal tifo accanito che tuttora questa gente ha per il proprio idolo: “Gundi”. 618x347Attaccante prestante 1,84 cm d’altezza per 76 kg di peso, ambidestro, bravo tecnicamente, forte di testa e nelle soluzioni balistiche, Asparuhov si impone a metà anni Sessanta come uno dei centravanti più forti del continente. Nereo Rocco dopo averlo visto in azione nel 67/68 dichiarò: è “il centravanti dei miei sogni“; Gianni Rivera invece amava il suo modo di giocare e le sue movenze.

Lo stesso Milan provò a portarlo in Italia ma i 5000 mila dollari non pesarono sulla scelta del giocatore bulgaro, così come le offerte del Benfica di Eusebio e di altre squadre inglesi. C’è un paese chiamato Bulgaria e in questo paese c’è un club chiamato Levski. Potrete non averne sentito parlare ma lì sono nato e lì morirò. Se ne andò per sempre insieme al compagno Nikola Kotkov. Il 12 novembre 1968 divenne il primo (e finora ancora unico) bulgaro a segnare un gol all’Inghilterra – all’epoca campione del mondo in carica- a Wembley.georgi_asparuhov_gundy Certo la nostra parola su un giocatore che non abbiamo mai visto giocare non sarà mai esaustiva, mancherà di dettagli fondamentali  per un giocatore che non supererà mai i confini nazionali.  Con la maglia della Bulgaria, Gundi partecipò a tre campionati del mondo (1962, 1966 e 1970) segnando un solo gol (all’Ungheria nel ’66). Restano i numeri e le memorie dei più appassionati di calcio, restano le immagini sbiadite e in bianco e nero del  protagonista assoluto  degli anni sessanta bulgari, Georgi Asparuhov detto “Gundi”,  capace con la sua morte prematura (a ventott’anni appena compiuti) di entrare direttamente nella mitologia bulgara.  Un mito che ancora oggi vive a discapito dei più recenti campioni Le?kov, Balakov o i Bonev, i Berbatov, Petrov ed il pallone d’oro Hristo Stoi?kov. In quel periodo i giocatori bulgari non potevano arrivare in occidente e la prematura scomparsa non permette paragoni o similitudini ma solo analisi di un giocatore in patria considerato il più forte di tutti i tempi.

La tragica fine di Georgi  fu un vero e proprio lutto nazionale: mezzo milione di bulgari presero parte ai funerali. La Bulgaria pianse e con loro il mondo del calcio osservò in silenzio e senza troppo clamore mediatico il suo giocatore più rappresentativo Georgi Asparuhov nato nel 1943 a Reduta, un sobborgo residenziale di Sofia. Georgi_Asparuhov_1969Sin da ragazzo dimostra di essere  portato per ogni tipo di sport, ma compiuti i sette anni, il padre, Asparuh Rangelov, grande tifoso del Levski Sofia, non ha indugi nell’iscriverlo nelle giovanili calcistiche della sua squadra del cuore. Dopo neanche due ore di allenamento, gli si avvicina l’allenatore dei ragazzini, Kotse Georgiev: “Non capisco noi cosa potremmo insegnare a tuo figlio. Lui è un calciatore nato”. Asparuhov mantiene le promesse e con il Levski vince due titoli giovanili nel 1960 e nel 1961. Vince uno scudetto con il Botev Plovdiv, un club mediocre che con Asparuhov vince la prima coppa, secondo in campionato e quarti di finale di Coppa delle Coppe del ’62-’63 con una squadra al tempo sconosciuta. Con un bottino di 25 gol in 47 partite fu richiamato dal Levski Sofia  dove rimane per fede e passione  fino al 1971, anno della sua morte. Centravanti moderno e completo, dominante nel gioco aereo, forte fisicamente, dotato di un buon passo con e senza palla e di buonissima tecnica. Dentro l’area era letale: nonostante il fisico imponente sapeva giocare benissimo il pallone negli spazi stretti. Corretto in campo e fuori oggi il suo nome resta impresso su quella lapide così come nella memoria di tutti i tifosi bulgari che lo considerano il giocatore bulgaro più forte di tutti i tempi.

 

 

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Georgi Asparuhov ma ‘Gundi’ era  un fuoriclasse, memorabile un suo gol a Wembley contro l’Inghilterra “C’è un paese chiamato Bulgaria e in questo paese c’è un club chiamato Levski. Potrete non averne sentito parlare ma lì sono nato e lì morirò“. Sul luogo del tragico incidente c’è un grosso masso, appoggiato su una base di
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