Moggi duro con la Juventus: “facile vincere in Italia…”, nel mirino finisce Allegri

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    Moggi (Foto Vincenzo Livieri - LaPresse)
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Sulle colonne di ‘Libero’, Luciano Moggi ha analizzato la sconfitta della Juventus nella finale di Champions League contro il Real Madrid. Dura critica alla squadra ma soprattutto a Massimiliano Allegri. Ecco quanto scritto dallìex dg bianconero nel suo consueto editoriale:

“La finale di Champions chiude l’annata calcistica con una dimostrazione di forza del RealMadrid nei confronti della nostra migliore squadra, la Juve. Un 4-1 che non ammette discussioni e ci pone di fronte ad alcuni importanti interrogativi . Prima di tutto, se giocare all’italiana sia efficace contro una grande squadra come quella madrilena. (…) La Juve non è scesa in campo con il piglio di chi sa di essere il più forte; ha adattato, infatti, il gioco alla tattica d’attesa e con questo si è suicidata mettendosi completamente nei «piedi» dei madrileni. (…) L’ha vinta Zidane, impostando un centrocampo in cui si sono impantanate le poche idee bianconere. E l’ha persa Allegri: la Juve, al contrario del Real, è scesa in campo con la speranza di potersi assicurare la Coppa, ma anche con tanta paura di perderla e si sa bene come la paura sia sempre una cattiva consigliera, meglio sicuramente nutrire rispetto per l’avversario.

LaPresse/EFE
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Incolpevole il solo Buffon, che ha subito due gol per colpa di altrettante deviazioni. Ancor peggio il centrocampo, dove Pjanic e Khedira non hanno mai trovato la posizione giusta per competere nonostante la gran mole dilavoro cui si è sottoposto Mandzukic (autore dell’eurogol dell’illusorio 1-1) sin dall’inizio. Dybala, forse, non è ancora maturo per queste grandi platee, e Higuain ha sfoderato il solito rendimento che ha sempre avuto giocando le coppe europee sia con il Napoli che con la Juve: senza infamia e senza lode. Una squadra, insomma, in veste dimessa quella vista a Cardiff, sicuramente perché posta di fronte a un avversario superiore rispetto a quelli che è solita incontrare in Italia: può  essere criticabile il modo con cui si è quasi messa a disposizione degli avversari, certamente il timore di non potercela fare hai influito.

Ciò però non cancella quanto di buono ci è stato fatto vedere dai bianconeri durante l’annata: il sesto scudetto consecutivo e la terza Coppa Italia di fila sono successi degni di una grande squadra che, per dirla in gergo ciclistico,è forse più adatta a una corsa a tappe più che a una cronometro“.

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