Orsato e Spalletti sono iper-sensibili e hanno un cuore gigante: la Juve vince a San Siro con due Santon in più

Inter-Juve 2-3: una partita clamorosa condizionata dalle scelte di Orsato e dal cambio suicida di Spalletti all'85°. A cinque minuti dalla fine entra Santon e la Juve segna due gol provocati dal terzino

orsato buffon

La Juve vince a San Siro sull’Inter 2-3 una partita davvero incredibile, condizionata dalle incredibili scelte dell’arbitro Orsato che ha espulso ingiustamente Vecino dell’Inter all’inizio della partita e poi ha graziato più volte Pjanic e Alex Sandro della Juventus. Ma l’Inter aveva addirittura rimontato l’iniziale 0-1 con un incredibile 2-1, tra l’altro meritatissimo per quanto visto in campo pur in inferiorità numerica. La Juve si conferma una squadra brutta, senza gioco e idee, e subisce l’avversario anche con un uomo in più. Poi, però, all’85 è Spalletti a regalare la partita alla Juve con una sostituzione improponibile: fuori Icardi, dentro Santon. E nel giro di due minuti il terzino dell’Inter prima si perde Cuadrado che pareggia 2-2, poi si perde Higuain che segna di testa il 2-3. Il regalo di Spalletti alla Juventus, quindi, è enorme: l’Inter avrebbe meritato molto di più per quanto fatto in campo, nonostante una partita intera giocata (ingiustamente) con l’uomo in meno. L’allenatore dell’Inter non avrebbe dovuto abbassare così tanto la squadra, tra l’altro con Santon sulla fascia di Cuadrado dove la sfida s’è rivelata improponibile nonostante il colombiano fosse stanchissimo. Al posto di Icardi avrebbe dovuto lanciare in campo Eder, per sfruttare la sua velocità nelle ripartenze e la sua qualità nel tenere il pallone nei piedi. Un cambio che sarebbe anche potuto arrivare un po’ prima: anche Perisic era stanchissimo, e serviva più freschezza per sfruttare le occasioni in contropiede. Con Santon, invece, ha regalato la vittoria alla Juventus al netto dei torti arbitrali per cui resta il veleno che alimenterà grandi polemiche per molto tempo.

Alla storia anche una Juve inguardabile, che non ha saputo sfruttare neanche la superiorità numerica, ha subito l’Inter in 10 per oltre un’ora e alla fine, esattamente 20 anni dopo lo scandalo di Ceccarini (era il 26 aprile 1998), ha dovuto sfruttare l’aiuto dell’arbitro Orsato per uscirne vincente.

Inter-Juve, tutte le clamorose sviste di Orsato

Inter Juventus 2-3
Tano Pecoraro/LaPresse
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L’arbitro non tiene mai in mano una partita che già si preannunciava molto delicata. Il pasticcio è in apertura: al 15° minuto, subito dopo il gol del vantaggio della Juventus con Douglas Costa, Vecino commette un fallo involontario su Mandzukic. Il centrocampista dell’Inter arriva in ritardo sul pallone e colpisce la gamba dell’attaccante bianconero con il piede, ma senza la violenza o l’intenzionalità di far male che giustificherebbe il cartellino rosso.

Tano Pecoraro/LaPresse
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Orsato inizialmente vede bene ed estrae il giallo, ma dopo un minuto con Mandzukic ancora a terra si fa condizionare e va a guardare il VAR: nell’incredulità generale, non solo del pubblico ma di tutti i commentatori televisivi che hanno la possibilità di vedere le immagini insieme a milioni di tifosi in tutto il mondo, espelle Vecino in modo assolutamente esagerato.

Dopo pochi minuti arriva la prima ammonizione per Pjanic che poi però viene graziato. Il centrocampista della Juventus prende il giallo al 21°, e al 25° commette un fallo gravissimo che meriterebbe il secondo giallo e l’espulsione. Per Orsato, però, non solo non è giallo ma non è neanche fallo!

Nella seconda metà del primo tempo Orsato conferma la sua iper sensibilità alla Juventus: “un cuore grande così” direbbe Buffon. Prima Alex Sandro sulla fascia destra, poi Cuadrado sulla sinistra commettono due brutti falli da ostruzione, entrambi da ammonizione netta. E Cuadrado era già ammonito: doveva essere espulso! Ma in entrambi i casi, Orsato non fischia neanche il fallo e lascia giocare la Juve con la palla tra i piedi mentre il pubblico di San Siro intona “ladri, ladri“.

Lo scandalo prosegue anche nel secondo tempo: al 58° minuto Pjanic fa un fallo clamoroso, colpendo con molta violenza Rafinha in modo simultaneo con una ginocchiata e una gomitata. Sarebbe rosso diretto, l’arbitro fischia il fallo ma neanche ammonisce il centrocampista della Juve (che era già ammonito), anzi è D’Ambrosio a beccarsi il giallo per le proteste. Poi al 77° viene ammonito giustamente Alex Sandro, che però doveva essere già ammonito nel primo tempo: sarebbe stato il secondo giallo, e sarebbe stato espulso.

La Juve avrebbe dovuto chiudere la partita in 8 con tre espulsi, invece ha potuto rimontare nel finale proprio perchè Orsato le ha consentito di giocare in 11 nonostante i propri calciatori avessero violato il regolamento con estrema violenza non sanzionata.

Ceccarini 26 aprile 1998 – Orsato 28 Aprile 2018: Venti anni dopo lo scandalo si ripete, altro che “Calciopoli”

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  22:59 28.04.18
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