Quanto guadagna Neymar? Il patrimonio al giorno, al minuto, al secondo: perchè è chiamato O Ney

Quanto guadagna Neymar? L’attaccante brasiliano è uno dei calciatori più forti al mondo, probabilmente sul podio con Cristiano Ronaldo e Leo Messi. Dopo l’esperienza con la maglia del Barcellona, il Psg ha deciso di effettuare un investimento clamoroso per assicurarsi le prestazioni del brasiliano, uno sforzo che potrebbe portare frutti nel lungo termine, l’obiettivo dichiarato è quello di conquistare la qualificazione in Champions League. Percorso deludente con la Nazionale, in particolare debacle del Brasile ai Mondiali in Russia, qualche buona prestazione ma niente di entusiasmante per Neymar che non è riuscito a trascinare il Brasile alla vittoria.

Quanto guadagna Neymar? La carriere dell’attaccante

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Paragonato a Pelé, è considerato uno dei migliori calciatori al mondo. Soprannominato O Ney dai tifosi brasiliani per l’assonanza con O Rei, soprannome di Pelé, è cresciuto nel Santos, con il quale dal 2009 al 2013 ha vinto tre campionati Paulista, una Coppa del Brasile, una Coppa Libertadores e una Recopa Sudamericana. Nel 2013 si trasferisce al Barcellona, dove conquista una Supercoppa spagnola, due campionati spagnoli, tre Coppe di Spagna, una UEFA Champions League e una Coppa del mondo per club FIFA. Dal 2017 milita nel Paris Saint-Germain, che lo ha acquistato per la cifra record di 222 milioni di euro, rendendolo il calciatore più pagato di sempre. Più volte candidato al Pallone d’oro, a livello individuale ha vinto nel 2011  e nel 2012  il premio di calciatore sudamericano dell’anno, assegnato dal quotidiano El País. Ha inoltre conquistato la Bola de Ouro 2011, dopo essere stato nominato nella miglior squadra della Bola de Prata, e il FIFA Puskás Award 2011 per il miglior gol dell’anno, realizzato contro il Flamengo. È stato anche inserito per due volte nel FIFA FIFPro World XI, nel 2015 e nel 2017.

Il 3 giugno 2013 viene ufficializzato il suo passaggio al Barcellona per una cifra quantificata in 57,1 milioni di euro. Neymar debutta in gare ufficiali al 63′ della prima partita di campionato contro il Levante, e realizza il primo gol con la nuova maglia al secondo match ufficiale, il 21 agosto, nell’andata della Supercoppa spagnola contro l’Atlético Madrid, fissando il punteggio sull’1-1 finale. L’attacco formato insieme a Messi e Luis Suárez diventa con 122 reti il più prolifico nella storia del calcio spagnolo.

Il 3 agosto 2017, Neymar viene ingaggiato dal Paris Saint-Germain. In un primo momento, la Liga aveva bloccato il trasferimento del giocatore, ritenendo che il pagamento dei 222 milioni di euro previsti dalla clausola rescissoria violasse le norme del fair play finanziario. La cifra pagata per esercitare la clausola rende il trasferimento del brasiliano il più oneroso nella storia del calcio, superando quello di Paul Pogba dell’anno precedente dalla Juventus al Manchester United.

Quanto guadagna Neymar? La Nazionale brasiliana

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Neymar viene convocato per la prima volta in nazionale maggiore dal nuovo CT Mano Menezes il 10 agosto 2010, all’età di diciotto anni, in occasione di un’amichevole giocata contro gli Stati Uniti al New Meadowlands Stadium. Convocato per il Mondiale 2014, nella partita d’esordio segna una doppietta contro la Croazia (3-1). Nel successo al quarto di finale contro la Colombia subisce una frattura trasversale della terza vertebra lombare, il conseguente stop tra le 4 e le 6 settimane mette fine al suo Mondiale. Viene convocato dal C.T. Tite per i Mondiali 2018,  siglando il definitivo 2-0 nella vittoria contro la Costa Rica e servendo da calcio d’angolo l’assist a Thiago Silva per il definitivo 2-0 contro la Serbia. Negli ottavi di finale apre le marcature contro il Messico e serve l’assist a Firmino per il definitivo 2-0. Il Mondiale del Brasile, però, si conclude ai quarti di finale con la sconfitta contro il Belgio, partita in cui Neymar non riesce ad incidere.

Le frasi dopo l’eliminazione ai mondiali: “Posso dire che è il momento più difficile della mia carriera”, aveva scritto Neymar sul suo account Instagram, poche ore dopo la sconfitta dei verdeoro per 2-1 contro il Belgio a Kazan. “Il dolore è molto grande perché sapevamo di poterci arrivare”, ha aggiunto l’attaccante del Paris Saint-Germain. “Difficile trovare la forza di voler giocare di nuovo a calcio. Sapevamo che c’erano le condizioni per andare oltre, per fare la storia… ma non era questa volta”. 

Quanto guadagna Neymar? Tutte le cifre

Neymar guadagna la clamorosa cifra di 36.8 milioni all’anno con la maglia del Psg, ovvero 707.000 euro a settimana, percepisce 4200 euro all’ora e 100.000 al giorno: guadagno comunque inferiore a Messi, ma non a Cristiano Ronaldo. Sul fronte sponsor Forbes ha stimato i guadagni annuali di Neymar, 21 milioni di euro. Il patrimonio di Neymar si aggira intorno ai 100 milioni di euro, decisamente meno rispetto a Messi e Cristiano Ronaldo.

Scandalo Football Leaks: ecco il vero costo dell’operazione Neymar

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Continua l’inchiesta portata avanti da Football Leaks, nel mirino il trasferimento di Neymar dal Barcellona al Psg. Secondo Football Leaks, il Paris Saint Germain avrebbe pagato, oltre ai 222 milioni del trasferimento, commissioni ammontanti a circa 30 milioni di euro, da dividere tra il padre del fuoriclasse brasiliano, un intermediario e il Santos, club in cui il capitano verdeoro è sbocciato. Inoltre, anche l’ingaggio del giocatore sarebbe ritoccato: ai 25,5 milioni più bonus – intorno ai 4,5 milioni – ci sarebbero altre entrate provenienti da sponsor, quali Toyota, non regolarmente registrate.

Neymar come Messi e Ronaldo

In un’intervista rilasciata a Player’s Tribune, Neymar ha parlato di Messi, suo idolo: “Ho giocato con Messi, lo considero uno dei più grandi del calcio, è il mio idolo. Quando giocavo nel Barça ogni giorno imparavo da lui, in ogni allenamento. Era un piacere vederlo in campo, mi ha fatto diventare un calciatore migliore“. Su Cristiano Ronaldo: “Un mostro, è un onore e un piacere affrontarlo in campo da avversario. Ogni volta che si gioca contro le sue squadre bisogna dare il doppio e anche questo mi ha aiutato a migliorare“. Nonostante qualche anno in meno rispetto ai due campioni di Barça e Juve, anche Neymar è tra i più grandi del momento e con l’argentino e il portoghese pensa di avere in comune alcune cose: “Sono molto simile a loro nella voglia di migliorarmi sempre, di vincere, di volere sempre di più, di conquistare sempre più titoli e di fare sempre più gol. Tutte cose che ho imparato da Messi e Ronaldo“.

Neymar, troppe ‘simulazioni’

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“Se fai troppe scene questo non ti aiuterà”. Così l’ex grande attaccante olandese Marco Van Basten, membro del gruppo di studio tecnico della FIFA (TSG), ha ‘bacchettato’ la stella brasiliana Neymar, deriso in tutto il mondo per le troppe simulazioni ai Mondiali del 2018. “È sempre bello avere un po’ di senso dell’umorismo, se la gente lo usa è positivo”, ha detto Van Basten, interrogato sulle numerose parodie delle simulazioni dell’ala del Paris. “Non è un buon atteggiamento nel complesso, è meglio fare del proprio meglio, troppo teatro non ti aiutano, Neymar dovrebbe capirlo”, ha concluso il tre volte Pallone d’Oro. Stesso pensiero anche per il capitano del Messico Andrés Guardado: “Tutti lo conosciamo – dice – e non spetta a me giudicarlo. Tocca agli arbitri e alla Fifa vedere il suo stile di gioco e capire come farci i conti. A lui piace esagerare quando subisce un fallo, e ama buttarsi a terra. Chi deve interrompere un certo tipo di comportamento sono gli arbitri”

Le accuse di Marcello Lippi a ‘La Gazzetta dello Sport’. Neymar? Sta macchiando il suo grande Mondiale con atteggiamenti su cui dovrebbe meditare. Sceneggiate che non sono da grande. Ricordo quando Zidane si sfogò lamentandosi che gli avversari lo colpivano duro. Gli risposi: ‘Lo fanno solo perché sei il più forte’. Se capisci questo, diventi ancora più forte e non soffri più le botte. Tutti ammiriamo Neymar, non è ancora Ronaldo o Messi, ma lo può diventare. Ma deve cambiare”.

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La risposta di Neymar. “Io un simulatore? Sono entrate che fanno male, dopo le partite sto 4-5 ore a mettere ghiaccio”, le parole in un’intervista concessa in Sudafrica, respinge le critiche di chi lo etichetta come un “cascatore” dopo le diverse sceneggiate durante il Mondiale in Russia: “Chi non ha esperienza diretta di queste cose, non lo capirà mai. Il mio calcio è fatto di dribbling, io punto l’avversario e non posso stare lì a dire ‘scusami, mi faresti segnare?’. Devo dribblarlo, devo provare a fare qualcosa e lui non mi permetterà di superarlo e cercherà di farmi fallo. Il più delle volte sono più veloce e leggero del mio avversario che a quel punto mi contrasta e l’arbitro è lì per giudicare”.

Poi il ‘consiglio’ di Rivaldo. Per vincere il Pallone d’oro Neymar “deve andare a giocare per uno dei club più grandi al mondo”. E’ il suggerimento alla stella brasiliana del connazionale Rivaldo che dalle colonne di ‘Bild’ suggerisce all’attaccante del Paris Saint Germain di lasciare il Paris Saint Germain per trasferirsi al Real Madrid. “Al Psg con Thomas Tuchel in panchina non sarà mai il migliore al mondo. Il Real sarebbe un cambio importante”. 

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Gerard Piqué veste anche i panni dell’intervistatore per The Players’ Tribune (la piattaforma che propone contenuti realizzati dagli atleti), interessanti domande all’attaccante Neymar. “Il momento peggiore – racconta – è stato ovviamente l’infortunio alla schiena che mi ha tolto di mezzo al Mondiale 2014. Eravamo in vantaggio sulla Colombia, mancava poco alla fine e Zuniga mi procurò un infortunio tremendo alla schiena. I dottori, dopo avermi visto in lacrime alla notizia che non avrei più potuto giocare da lì alla fine del torneo, mi dissero ‘ritieniti fortunato, due centimetri più in là e saresti finito sulla sedia a rotelle per sempre’. Il 7-1 della Germania, però, per me fu una tortura. I miei compagni soffrivano e io non potevo fare nulla”. 

In un’intervista al magazine brasiliano VIP, riportata da FourFourTwo ha parlato anche del futuro: “Mio padre non prende decisioni che riguardano la mia carriera. Quella è una cosa che spetta solo a me. Chiaramente è il miglior consigliere del mondo, ma quando c’è una scelta da fare tocca a me, non a lui. Lui si occupa delle cose collaterali, di ciò che va parallelo al calcio. Così io posso concentrarmi meglio sulla mia professione”.

L’accusa di Emery alla rivista The Tactical Room: “Al Psg comandava Neymar. Manca ancora un po’, forse, ma prima o poi succederà – prosegue lo spagnolo nel corso dell’intervista concessa alla rivista The Tactical Room – lui è andato via dal Barcellona per essere il migliore al mondo, per diventare un leader, perché in Spagna c’era Messi”. “Al Barça il leader è Messi, al Real è Florentino Pérez, all’Atletico è Simeone e al City Guardiola. I leader possono ogni volta avere un profilo diverso: un giocatore, un presidente e un allenatore. Io non lo ero a Parigi, lo avevo capito da tempo, è un processo che ogni allenatore deve vivere e interiorizzare, ed è qualcosa che impari con l’esperienza. In ogni club devi sapere qual è il tuo ruolo e qual è il ruolo da assegnare al resto del gruppo”. 

Neymar, la rivelazione sulla maglia numero 10 in un’intervista rilasciata a UOL Esporte. Il fuoriclasse del Paris Saint-Germain svela quando e come è arrivata la decisione di indossare la maglia numero 10 del Brasile: “Prima della Confederations Cup il Commissario tecnico era Scolari e stava distribuendo le numerazioni per rendere ufficiali i numeri di maglia. Io – prosegue Neymar – gli dissi che mi piacevano il 7 e l’11 ma in quel momento Dani Alves, che era vicino a me, mi ha guardato e mi ha detto ‘tu sei il 10, prendilo. Devi assumerti la responsabilità di vestire quel numero”. Infine le parole di Thiago Silva nel corso di un’intervista a Globoesporte ha dichiarato: “Doveva sfogarsi, ha un grosso carico sulle sue spalle. Mi ha molto rattristato il comportamento di Neymar. Nel momento in cui ho preso palla, lui mi ha insultato – racconta l’ex Milan riferendosi ad un episodio avvenuto all’83’ quando il difensore ha restituito la palla agli avversari in segno di Fair Play – Credo però di aver avuto ragione perché non era quel pallone che ci avrebbe fatto vincere. Sono sereno, ma il comportamento di Neymar, che comunque ritengo il mio fratellino, nei miei confronti mi ha reso triste”. Il retroscena di Matuidi a ‘L’Equipe’: “Quando ho deciso di andare via dal Paris Saint Germain, Neymar era già arrivato. Senza entrare nei dettagli, ho avuto una discussione con lui. Dani Alves e Thiago Motta volevano che restassi perché ho trascorso sei anni a Parigi e conoscevo perfettamente il club. Ma avevo già fatto la mia scelta”.

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