L’Azzurro che trionfa ai Giochi Mondiali Special Olympics di Abu Dhabi [FOTO]

Incetta di medaglie nel quarto giorno di gare, ma il valore più prezioso risiede sempre nelle storie di vita degli atleti

Mondiali Special Olympics

Quarto giorno di gare ufficiali per i 7mila atleti provenienti da 190 Nazioni. In 115 vestono la maglia azzurra rappresentando il nostro Paese all’evento sportivo e umanitario più importante del 2019. Sul podio oggi c’è Alessia Filippi, medaglia d’oro nelle bocce. Alessia è unì’atleta molto ambiziosa. Nel 1991 inizia il suo meraviglioso percorso sportivo con la pallacanestro grazie all’’associazione Pandha, che essendo un Team Special Olympics ci fa conoscere questo Movimento, ci fa catapultare in questo mondo sportivo. Il primo evento a cui ha partecipato è stato un Gioco Regionale a Torino, al Parco Ruffini, mentre l’ultimo sono i Giochi Nazionali Estivi a Montecatini. Nel mezzo una miriade di esperienze e di opportunità per mettersi alla prova in diversi sport. Alessia ne ha fatti molti: dalle bocce al bowling, dal nuoto al basket, dall’atletica leggera alle racchette da neve. A volte si lamenta per i troppi impegni ma quel “tempo vuoto” da riempire sembra ormai non esistere più per lei. Medaglie d’oro anche nel nuoto in acque libere, sia per Marco Basso che per Alessandro Angelotti. Significativo è il racconto della gara intrapresa da quest’ultimo e ben descritta dal Direttore Nazionale di Special Olympics Italia, Alessandra Palazzotti su Facebook:

“Alessandro ha vinto l’Oro nell’Open Water: 1500 metri in acque libere, due giri da circa 700 metri l’uno. Ma la particolarità è che al secondo giro il giudice di gara si è sbagliato e gli ha fatto fare un terzo giro. Alessandro l’ha fatto, è arrivato al traguardo cadendo due volte, ma con una tenacia incredibile quel traguardo l’ha superato. Alessandro ci ha immediatamente raccontato che aveva fatto 3 giri quindi abbiamo fatto ricorso. Il ricorso è stato rigettato perché il giudice ha detto che l’atleta si era sicuramente sbagliato. Aveva fatto due soli giri. Ma Alessandro era sicuro. Allora abbiamo fatto un successivo ricorso, una sorta di appello. Il giudice è uscito dopo una mezz’ora…un ragazzo giovane, che ha riconosciuto il suo errore. Si, si era sbagliato. Quando l’abbiamo detto ad Alessandro, ha fatto un sorriso enorme..perche si…tutti noi gli avevamo creduto e abbiamo dato forza alla sua voce, quella di un atleta con disabilità intellettiva che non sente, non parla, ma ha le idee molto chiare. Questa mattina è stato premiato sul gradino più alto del podio…Oro per l’unico atleta ad aver fatto una distanza di circa 2100 metri!”

Medaglia d’argento nell’equitazione per Roberto Cadoni e Simona Di Marzio nell’English Equitation. Medaglia di Bronzo nel nuoto per Marco Fiaschi nei 200 rana, e bronzo anche nel tennis per Jennifer Di Cara e Lara De Santi nel doppio.

Fino al 21 marzo, oltre 7mila atleti provenienti da ogni parte del mondo, sono impegnati in 24 discipline sportive. Gli Azzurri gareggiano nelle seguenti: atletica, badminton, bocce, bowling, calcio a 5 e a 7 unificati, equitazione, ginnastica artistica e ritmica, golf, equitazione, pallacanestro unificata e tradizionale, pallavolo unificata, nuoto, nuoto in acque libere, tennis e tennistavolo. Portano in alto i colori del nostro Paese e sono protagonisti di una grande rivoluzione di prospettiva che, attraverso lo sport, tocca temi fondamentali del nostro tempo come l’accettazione di tutte le diversità e la piena inclusione. Particolare rilievo in tal senso, assume lo sport unificato che coinvolge nella stessa squadra, atleti con e senza disabilità intellettive.

La Cerimonia di Apertura, svoltasi il 14 marzo, ad Abu Dhabi si è tradotta in una celebrazione spettacolare e suggestiva, un invito, rivolto al mondo, a guardare ai Giochi come ad un’opportunità per “avvicinare le differenze”.

Nei giorni precedenti la Delegazione Italiana composta da 157 persone tra atleti e tecnici è stata ospitata a Dubai per l’Host Town: il programma di ospitalità ed accoglienza che mostrando gli angoli più belli della città, si è concretizzato in un caloroso invito a scoprire ed immergersi nella cultura locale.

Tra Abu Dhabi e Dubai per gli Azzurri si sono svolte poi le Divisioning: le gare preliminari necessarie per stabilire il livello di abilità di ciascun atleta, di ogni squadra in campo in modo che possa sempre giocare con avversari di pari o simil livello di abilità. Special Olympics nel mondo vuole che gli atleti, a prescindere dal loro livello di capacità, abbiano sempre l’opportunità di vincere, purché mettano in campo tutto il coraggio e l’autostima maturati durante il loro percorso sportivo e di vita. Gli Azzurri hanno 115 storie da raccontare, storie che cambiano la storia.

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