Europa League, Napoli i motivi per cui la rimonta contro l’Arsenal è possibile: precedenti e accorgimenti tattici

Una brutta sconfitta per il Napoli nella tana dell'Arsenal, nell'andata dei quarti di Europa League, ma i motivi per crederci ancora ci sono: l'editoriale di CalcioWeb

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Cafaro/LaPresse

Il Napoli esce con le ossa rotte dall’Emirates Stadium. La squadra di Ancelotti, dominata per quasi tutta la partita dall’undici di Emery, è sembrata impaurita, come ammesso dallo stesso tecnico nel post-partita. L’Arsenal di stasera andava troppo forte per il Napoli: ritmi forsennati, ripartenze letali. Se poi ci si mettono anche i tuoi giocatori, il compito diventa impossibile. Mario Rui e Fabian Ruiz commettono due leggerezze, punite prima da Ramsey e poi da Torreira. E sì, perché è un Arsenal che parla italiano quello che firma il 2-0 sui partenopei. Il giocatore preso a parametro zero dalla Juventus, inizia da stasera a farsi apprezzare dai suoi futuri tifosi. L’ex mediano della Sampdoria, invece, risulta tra i migliori in campo. Corsa, grinta e qualità. Cosa che stasera è mancata al centrocampo del Napoli. Male Allan, impalpabile Zielinski, irriconoscibile Fabian Ruiz. E dire che il Napoli avrebbe potuto riaprire i giochi prima con Insigne e poi con Zielinski, nelle due rarissime occasioni in cui la squadra italiana si è resa davvero pericolosa. Alla fine è andata anche bene ai ragazzi di Ancelotti perché il migliore in campo è stato Meret. Il portiere azzurro fa i miracoli per salvare i suoi dall’imbarcata. Ora si fa durissima in vista del ritorno, ma i motivi per crederci ci sono.

Tutti abbiamo ancora negli occhi la rimonta della Juventus sull’Atletico Madrid, proprio dopo aver perso l’andata per 2-0. Un 3-0 casalingo senza appello. Una prova di forza impressionante della squadra di Allegri. Ci sono squadre che in Europa hanno fatto anche meglio dei bianconeri. Lo Zenit San Pietroburgo, proprio in quest’edizione di Europa League, fu capace di rimontare il 4-0 subìto in Bielorussia ad opera della Dinamo Minsk, vincendo in Russia per 8-1 dopo i tempi supplementari. Il Barcellona nell’edizione di Champions del 2016-2017 ribaltò il 4-0 maturato in Francia contro il Psg, vincendo per 6-1 al Camp Nou. Blaugrana protagonisti, in negativo, di un’altra storica rimonta: quella della Roma che dopo il 4-1 subìto in Spagna, visse una notte magica all’Olimpico con i gol di Dzeko, De Rossi e Manolas. Il Napoli, quindi può crederci, come ammesso da Carlo Ancelotti dopo la gara. Se l’Emirates è stato un fattore, lo dovrà essere ancor di più il San Paolo, che ci ha abituati a spingere i propri beniamini verso grandi imprese. Servirà una partita perfetta, come quelle di Juve  e Roma. L’Arsenal corre di più, il Napoli dovrà sfruttare le sue armi, scendendo in campo con una mentalità totalmente diversa da quella dell’andata. Un Napoli troppo rinunciatario e un atteggiamento ingiustificabile, visto che in campionato la posizione dei campani è ormai consolidata. C’è stato un mese per preparare al meglio questa trasferta e, nel momento topico della stagione, si sono ripresentati i soliti problemi. Le trasferte europee non vanno giù al Napoli, che già contro il Salisburgo aveva rischiato perdendo 3-1 in Austria dopo la vittoria per 3-0 al San Paolo. Anche nel 2013 i partenopei persero a Londra per 2-0 nella fase a gironi, vincendo con lo stesso risultato in casa. Allora non bastò, questa volta il 2-0 garantirebbe quantomeno i supplementari. Quali potrebbero essere i problemi dell’Arsenal e quali le armi con cui Ancelotti potrebbe mettere in difficoltà i Gunners? 

Il Napoli ha utilizzato spesso in questa stagione, soprattutto contro squadre arrivate al San Paolo con un piano partita estremamente difensivo come potrebbe fare l’Arsenal, i due terzini offensivi Malcuit e Ghoulam, che potrebbero essere riproposti al ritorno, magari con Milik al centro dell’attacco a ricevere i loro cross. Per fare questo, Ancelotti potrebbe riproporre il doppio mediano, con Allan e Diawara a fare da diga. L’altra soluzione, sperando nel rientro di Albiol, sarebbe mettere un terzino bloccato come Maksimovic contro il Liverpool e attaccare l’Arsenal nei suoi punti deboli. Con l’assenza di Raul, il Napoli ha iniziato a perdere le certezze difensive che aveva acquisito nella prima parte di stagione. Contro Empoli e Genoa è emerso quello che era già visibile nelle gare precedenti: manca la distanza tra i reparti ed anche i meccanismi della linea sono apparsi più farraginosi. Di positivo c’è che la squadra di Emery ha sempre preso gol nelle trasferte di Premier in questa stagione. In Europa League i Gunners hanno mantenuto, invece, la porta inviolata nelle tre partite lontano da Londra della fase a gironi, contro avversarie non certo irresistibili come Qarabag, Vorskla e Sporting Lisbona. Nella fase ad eliminazione diretta ha invece subìto gol sia contro il Bate Borisov, sia contro il Rennes, due compagini non paragonabili al Napoli, che nel complesso continua ad essere superiore per qualità e solidità all’Arsenal. La squadra di Ancelotti, dal canto suo, può vantare il terzo attacco casalingo della Serie A e la terza difesa con soli 12 gol subiti al San Paolo. In Europa League, clean sheet contro Zurigo e Salisburgo nelle partite tra le mura amiche così come contro il Liverpool in Champions League. Servirà ripartire da questi numeri e scendere in campo con la testa giusta per credere in una rimonta sicuramente difficile, ma non impossibile, come la storia ci ha insegnato.

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2019-04-12 01:11:46
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