La favola del Chievo è finita: retrocessione dopo 11 stagioni, ma c’è qualcosa da cui ripartire…

Dalla stagione 2001, anno della prima storica promozione in Serie A, a ieri, quando la matematica ha condannato i clivensi alla Serie B: ripercorriamo la favola gialloblù

retrocessione chievo
Paola Garbuio/LaPresse

Dalla stagione 2001, anno della prima storica promozione in Serie A, a ieri, quando la matematica ha condannato i clivensi alla Serie B: ripercorriamo la favola della squadra gialloblù, capace di scrivere pagine importanti del calcio italiano, prima di finire miseramente nella cadetteria. Una retrocessione annunciata, vista la penalizzazione di 3 punti per il caso plusvalenze e una squadra che non ha mai dato l’impressione di potersi salvare dal suo destino. Il Chievo è rimasto nella massima serie per 11 stagioni consecutive, creando un modello di società oculato, spendendo poco e affidandosi a veterani come Sergio Pellissier e Stefano Sorrentino, capaci con il loro carisma di trascinare i compagni meno esperti. Le cessioni di Birsa e Castro, elementi fondamentali per il gioco dei veronesi, sono state quantomeno azzardate seppur necessarie e si sono rivelate poi assenze incolmabili. Quello che è sembrato mancare nel Chievo di quest’anno è proprio la qualità. Una sola vittoria conquistata è l’amara testimonianza di come sia stata una stagione partita male e finita peggio. Eppure i clivensi sono stati capaci di arrivare in Europa da neopromossi nel 2001-2002, sotto la guida di Luigi Delneri. La partecipazione in Coppa Uefa, dopo il quinto posto in campionato, fece parlare di Miracolo Chievo. E, seppur eliminata dalla Stella Rossa al primo turno, quella dei gialloblù sarà un’impresa difficile da ripetere. La squadra guidata dal talento di Corini e Perrotta a centrocampo aveva trovato la sua massima espressione in quegli anni. Nel 2006, a seguito del processo di Calciopoli, il Chievo toccò il punto massimo della sua storia con la partecipazione alla Champions League, eliminato stavolta dal Levski Sofia. In quella stagione ci fu l’esplosione di Amauri con 14 gol, che sarebbe passato poi al Palermo. Guardare oggi questi risultati farà sicuramente venire un pizzico di nostalgia ai tifosi per i bei tempi andati. I 6 gol in campionato di Stepinski, miglior marcatore dei clivensi, sono numeri impietosi per una squadra che deve salvarsi. Eppure qualcosa di buono c’è per ripartire. Di Carlo, terzo allenatore in stagione, ha lanciato nelle ultime partite molti giovani, per vedere su quali contare per la prossima stagione. I vari Leris, Kiyine, Depaoli e Vignato sono giovani di buone speranze su cui fare affidamento per tentare l’immediata risalita. E un paracadute da 25 milioni di euro, potrebbe sicuramente aiutare in questo senso.

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La favola del Chievo è finita: retrocessione dopo 11 stagioni, ma c’è qualcosa da cui ripartire…
Dalla stagione 2001, anno della prima storica promozione in Serie A, a ieri, quando la matematica ha condannato i clivensi alla Serie B: ripercorriamo la favola della squadra gialloblù, capace di scrivere pagine importanti del calcio italiano, prima di finire miseramente nella cadetteria. Una retrocessione annunciata, vista la penalizzazione di 3 punti per il caso
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2019-04-15 18:00:29
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